A dispetto di codici formali poco mobili, il progetto degli spazi e oggetti contemporanei trova forti elementi di innovazione nelle qualità dei “supermateriali”, come il marmo sinterizzato Nexion.
Osservando alcuni importanti edifici e oggetti nella storia dell'architettura e del design realizzati 100 anni fa non avremmo difficoltà a collocarli come progetti frutto dell'epoca attuale, quantomeno sul piano della forma e dell'immagine complessiva. Ciò in quanto l'architettura e il design moderni, sul piano linguistico, sono evoluti per implementazione e non per sostituzione: i principali paradigmi formali sono perciò rimasti intatti, aggiungendo semplicemente nuove varianti a medesime basi espressive. Diverso effetto si avrebbe osservando gli stessi soggetti più da vicino, nei dettagli costruttivi, nelle soluzioni tecnologiche e soprattutto nei materiali e nelle finiture: ambiti nei quali il secolo trascorso si rivela appieno, un po' come se confrontassimo un'automobile del 1918 con una appena prodotta. In questa reale frontiera di innovazione contemporanea lavora un'azienda come Nexion, marchio nato dalla joint venture tra Ceramiche Speranza, holding della ceramica italiana fondata nel 1961, e uno dei più rilevanti produttori di piastrelle indiane, Simpolo Vitrified, che opera dal 1977.
Centrale nel lavoro di ricerca e di progetto di Nexion è la sinterizzazione: un particolare trattamento termico a elevata temperatura (circa 1.200 gradi) che trasforma una base polverulenta – in questo caso, polvere di marmo – in un materiale indivisibile, dotato di ipercompattezza e proprietà fisico-meccaniche implementate. A differenza del gres porcellanato, con il quale condivide un procedimento di lavorazione simile, il marmo sinterizzato Nexion è però caratterizzato da un'elevatissima riflettanza, ovvero dalla notevole capacità di riflettere parte della luce incidente: una qualità apprezzabile visibilmente nella grande brillantezza, profondità e fedeltà figurativa dell'immagine riflettuta. L'inedita proprietà specchiante, unita alla matrice lapidea dei colori e delle venature del marmo-matrice restituisce la sensazione di trovarsi di fornte un nuovo “supermateriale”, appartenente a una generazione evoluta.
Al di là dell'implementazione estetica, la compattezza e la quasi totale assenza di porosità interstiziale di Nexion lo rende molto più resistente all'usura legata al tempo, al calpestio e alle macchie rispetto alla tradizionale materia lapidea. Una qualità implementata da speciali procedimenti di finitura e levigatura della superficie, basata su graniglie, che garantiscono anche la durata nel tempo delle capacità riflettenti, senza effetti di opacizzazione. La notevole versatilità del neo-materiale è valorizzata anche dalla vastità nella scelta di possibili essenze sinterizzate, impossibile da raggiungere attraverso i procedimenti lavorativi consueti della pietra naturale. Solo per rimanere all'ultimo Cersaie, per esempio, Nexion ha saputo presentare quattro collezioni – Signature, Pietra di Cardoso, Leptis, Travertine – capaci di attingere a innumerevoli varianti cromatiche e di trama di alcune tra le più interessanti pietre italiane ed esotiche, per tradurle in nuovi linguaggi per l'architettura, l'interior design, il producrt design.
- Azienda:
- Nexion
- Sito web:
- www.nexiontiles.com
