Nel nuovo quartier generale di Dymak a Odense, Big (Bjarke Ingels Group) trasforma la complessità di un edificio per uffici, showroom e spazi collettivi in una figura di sorprendente chiarezza: un volume circolare scavato da una corte verde centrale e coronato da una copertura ondulata che richiama il paradosso topologico del nastro di Möbius. Torsioni, rotazioni, piegature, assemblaggi che formano un segno di addizione, una goccia, una spirale, una montagna urbana: da sempre Big possiede un talento speciale nel tradurre la complessità programmatica, tecnica e talvolta simbolica dei suoi progetti in figure geometriche chiare. La nuova sede di Dymak, azienda globale specializzata nella distribuzione di prodotti per il giardinaggio e la casa a Odense, si inscrive in questo tracciato, orchestrando, attraverso una forma essenziale, organizzazione spaziale, prestazioni ambientali e marketing aziendale. All’interno, gli spazi si dispongono attorno a un atrio a doppia altezza; al piano terra si distribuiscono le funzioni collettive – showroom, studio fotografico e palestra – al piano sopra uffici sale riunioni e aree informali. Al centro, un hortus conclusus come un piccolo anfiteatro, con sedute integrate, vegetazione e pavimentazione in laterizio in continuità con gli interni, invita a riunioni spontanee e momenti di socialità.
Il nuovo quartier generale progettato da Big sembra un nastro di Möbius
A Odense, la nuova sede di Dymak traduce uffici, showroom, corte verde e prestazioni ambientali in un edificio circolare, dove la copertura ondulata diventa insieme gesto architettonico, dispositivo solare e manifesto aziendale.
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- Chiara Testoni
- 03 luglio 2026
- Odense, Denmark
- BIG-Bjarke Ingels Group
- 2,800 sqm
- office, showroom
- 2026
Ancora una volta, la sostenibilità è un mantra: la sede centrale di Dymak ha già ottenuto le certificazioni Dgnb Gold, Heart e Diamond, a riconoscimento delle sue prestazioni energetiche complessive, dell’attenzione al benessere del personale e della qualità architettonica. La forma ondulata del tetto non è un vezzo formalistico ma una precisa scelta funzionale: modellata per consentire la massima performance solare attraverso la disposizione di circa 880 pannelli fotovoltaici sagomati su misura, la superficie si solleva verso nord per aprire la vista sulla foresta e degrada verso sud, a protezione dall'irraggiamento diretto. Coerentemente, la facciata varia la propria densità in relazione all'orientamento: più compatta verso sud per controllare l'apporto solare, più aperta verso nord per massimizzare luce naturale e visuali. La struttura in legno lamellare, le tegole e le malte d'argilla, insieme all'impiego della zostera marina come materiale isolante, contribuiscono a ridurre il carbonio incorporato, funzionando al tempo stesso come un catalogo tridimensionale dei materiali e dei prodotti commercializzati dall’azienda. All’esterno, il progetto del paesaggio partecipa a questa strategia, coordinando in un disegno unitario parcheggi, strade di accesso, vegetazione, rilievi artificiali per la mitigazione acustica e canali di raccolta delle acque piovane.
Foto Rasmus Hjortshøj
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pianta del sito
sezione longitudinale
sezione trasversale