Una persona da sola non basta. Per mettere in funzione le due sculture meccaniche ideate da Matteo Vettorello serve il respiro coordinato di almeno due visitatori, che insieme attivano luci, suoni, movimenti e bolle di sapone. È da questo gesto semplice e collettivo che nasce “Gigia il fiore per gli amici. Respiro Prog”., la mostra ospitata da Spazio Neue a Milano, dove la partecipazione diventa il motore stesso dell’opera e un modo per ripensare il rapporto tra corpo, tecnologia e spazio urbano.
Sin dalle vetrine dello spazio, connotato da una tenda lucida in blu elettrico, si intravedono forme a metà tra il giocoso e il sinistro, fatte di cavi e Arduino, motori oscillanti, sirene, luci e alimentatori. Sono sculture meccaniche che, stimolate dagli esseri umani, generano movimento, colori e suoni, arrivando persino a sparare bolle di sapone.
Se la città è inquieta, come respira la gente?
Matteo Vettorello
Le due opere di Vettorello sono insieme sculture e spazi rituali e condividono una caratteristica essenziale: possono vivere nello spazio, muoversi e produrre suoni soltanto attraverso l’interazione del pubblico.
In questa prospettiva diventano un’indagine sul rapporto tra corpo e spazio urbano. L’artista sposta infatti l’attenzione dalla città intesa come sistema infrastrutturale alla sua dimensione organica e sensibile. Come racconta lo stesso Vettorello, la mostra è “un tentativo di misurare qualcosa che non può essere misurato”. Tutto nasce da una domanda: “Se la città è inquieta, come respira la gente?”.
È proprio il respiro condiviso a mettere in funzione queste sculture-macchina. Il movimento delle strutture può avvenire solo attraverso la collaborazione di due o più persone. In una città come Milano, caratterizzata da ritmi accelerati e da una costante intensificazione dello spazio urbano, il progetto invita a rallentare, sincronizzare i corpi e sperimentare forme temporanee di prossimità. “Con un corto circuito concettuale, l’opera propone di sostituire l’idea della città come infrastruttura con quella della città come organismo”, sintetizza l’artista.
La partecipazione non è quindi un elemento accessorio, ma il principio stesso di funzionamento dell’installazione. Attraverso esercizi di respirazione coordinata e ascolto reciproco, i visitatori contribuiscono alla manifestazione delle opere, trasformando il respiro in un gesto collettivo e le sculture in organismi meccanico-digitali interattivi.
L’opera propone di sostituire l’idea della città come infrastruttura con quella della città come organismo.
Matteo Vettorello
La connessione che la pratica artistica di Vettorello costruisce nel contesto milanese trova continuità anche nelle parole di Massimo Giorgetti, che scrive: “In un momento così tanto digital dove lo schermo ci sta alienando e dove un mondo ormai distopico ci arriva ogni giorno attraverso i social, Matteo, insieme a Domenico e Pasquale di Spazio Neue, hanno fatto un ennesimo piccolo miracolo. Farci divertire e farci godere un momento di leggerezza”.
Classe 1986, Vettorello è un artista veneziano oggi attivo tra Milano e il contesto internazionale, come testimoniano le recenti partecipazioni alla Biennale di Malta e le mostre a Madrid e Bilbao.
Anche l’identità di Spazio Neue, nata per promuovere la sperimentazione tra arte, progettazione e immagine, trova nelle opere dell’artista una naturale continuità. “Non è semplicemente un luogo espositivo, ma uno spazio che si costruisce attraverso relazioni, dialogo e partecipazione. Le opere di Matteo trovano qui il loro contesto naturale: sono opere che non chiedono soltanto di essere osservate, ma vissute”, spiegano Domenico Costantin e Pasquale D’Ambrosio, fondatori dello spazio.
Lo stesso Giorgetti sottolinea come l’identità di Neue sia quella di “a space for people”, un luogo dove arte, design e moda si incontrano realmente. Con le opere di Vettorello, aggiunge, “è successo di più: una community vera che si è divertita a cantare, a soffiare, a solfeggiare, a parlare e conversare”.
Non resta che respirare, vocalizzare e partecipare quando ci si imbatte in uno di questi esseri meccanici dall’estetica insieme brutalista, punk, infantile e aliena. Fermarsi qualche minuto. Rallentare. E sentire.
- Mostra:
- Gigia Il fiore per gli amici. Respiro Prog.
- Opera di:
- Matteo Vettorello
- Luogo:
- Spazio Neue
- In collaborazione con:
- Massimo Giorgetti
