È dall’anno scorso, con il progetto dedicato ai tessuti della designer Bauhaus Anni Albers, che la Torre Velasca — l’iconico edificio dei Bbpr che ha definito la Milano del dopoguerra — è tornata a essere uno dei luoghi più desiderabili della Design Week.
Design Week, una tea house in cima alla Torre Velasca: l’occasione perfetta per visitarla?
Per due giorni durante la Milano Design Week, una tea house temporanea firmata Cromo apre la terrazza della Torre Velasca al pubblico, trasformando l’edificio dei Bbpr in uno spazio sospeso tra rituale, design e nuova percezione urbana.
Courtesy Cromo
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- Alessia Baranello
- 17 aprile 2026
Dopo anni ai margini, complice il lungo restauro, la torre è rientrata nel circuito del Fuorisalone con interventi ancora misurati. Ma oggi qualcosa cambia. Durante la Design Week, infatti, il 25° piano della Torre Velasca ospita una tea house temporanea firmata Cromo, aperta solo per due giorni, il 21 e 22 aprile, dalle 9 alle 13, e accessibile su registrazione.
Il progetto nasce da Phil America e Jenny D. Pham, duo dietro Objects Are By, e segna il lancio di un nuovo brand di tè che si muove tra design, benessere e cultura contemporanea. Più che concentrarsi sul prodotto, Cromo costruisce un’esperienza attorno al rituale del tè: un invito esplicito a rallentare, in contrasto con l’accelerazione che definisce la città — e la Design Week stessa.
Il cuore del progetto è quello che i fondatori definiscono high-frequency tea: miscele ottenute da foglie intere provenienti da piccole aziende agricole tra Cina, Giappone e Kenya, selezionate non solo per il sapore ma anche per l’effetto sul corpo e sulla percezione.
Anche lo spazio, allestito come una lounge essenziale sospesa sopra la città, trasforma la torre in una pausa dentro l’intensità del Fuorisalone: un ambiente progettato per sottrarsi al flusso continuo e reintrodurre il tempo dell’attesa.
Su Domus abbiamo già raccontato come i pop-up store stiano ridefinendo la nostra idea di città. Qui però il format viene spinto ancora più in alto — letteralmente — trasformando un landmark urbano in un dispositivo esperienziale temporaneo. Ma è soprattutto la sua collocazione a cambiare il senso dell’operazione. Portare un’esperienza così intima sulla sommità di uno degli edifici più controversi di Milano significa trasformarne radicalmente la percezione.
Per decenni considerata un oggetto difficile, fuori scala, spesso criticato, oggi la Torre Velasca diventa qualcosa di completamente diverso: una piattaforma culturale filtrata, desiderabile, quasi pop.
Un motivo in più per visitarla è anche questo: potrebbe essere una delle ultime occasioni in cui la terrazza resta accessibile al pubblico, prima della sua trasformazione in spazio privato con l’arrivo di Madison House, un members club esclusivo tra hospitality, benessere e social life che occuperà i piani alti della torre.