La chimica del restauro di Mapei restituisce forma a un'area perduta

Con l'inaugurazione della nuova area archeologica degli ambulacri meridionali, Mapei porta al Colosseo soluzioni sviluppate ad hoc nei propri laboratori: materiali esenti da cemento, compatibili con quelli antichi, capaci di restituire ai visitatori la percezione del perimetro originario dell'Anfiteatro.

Il 17 marzo 2026, il Parco archeologico del Colosseo ha inaugurato il nuovo allestimento dell'area degli ambulacri meridionali, un settore dell'Anfiteatro rimasto a lungo inaccessibile e scarsamente percepito nella sua forma originaria. Mapei ha partecipato all'intervento come sponsor tecnico, mettendo a disposizione competenze, materiali e ricerca per affrontare una delle sfide più delicate nel campo del restauro: intervenire su un monumento simbolo della storia mondiale senza alterarne l'identità.

Il cuore dell'intervento ha riguardato il ripristino della pavimentazione degli ambulacri crollati. Nei laboratori Mapei sono state sviluppate soluzioni specifiche per questo contesto: un massetto a base di calce esente da cemento — Mape-Antique NHL Eco Massetto — sul quale sono state posate lastre di travertino di Tivoli, lo stesso materiale della pavimentazione originaria, incollate con l'adesivo a base di calce Mape-Antique NHL Eco Adesivo. La scelta di materiali compatibili con quelli antichi non è stata solo una questione di rispetto filologico, ma una necessità tecnica: garantire prestazioni adeguate alle sollecitazioni attuali senza compromettere l'equilibrio di un edificio che ha quasi duemila anni.

Il risultato è oggi visibile: la nuova pavimentazione in travertino ridisegna il perimetro dei due ambulacri mancanti sul fronte meridionale, restituendo ai visitatori una lettura spaziale più completa dell'Anfiteatro. Un'area fino ad oggi non pienamente fruibile diventa ora uno spazio pubblico aperto, capace di raccontare la forma originaria del Colosseo attraverso la materia stessa del restauro.

Questo intervento si inserisce in un percorso avviato da Mapei nel mondo del restauro e della valorizzazione del patrimonio che affonda le radici in decenni di esperienza: dal rinnovo della pavimentazione della Biblioteca Apostolica Vaticana nel 1994, al consolidamento strutturale delle volte e degli affreschi della Basilica di San Francesco ad Assisi dopo il terremoto del 1997, ogni cantiere sul patrimonio culturale è diventato per l'azienda un laboratorio a cielo aperto, un luogo in cui affinare conoscenze e sviluppare soluzioni poi entrate stabilmente nella propria offerta.

Il progetto degli ambulacri meridionali è anche la dimostrazione concreta di quanto la collaborazione tra pubblico e privato sia indispensabile per la tutela del patrimonio culturale. La visione e la responsabilità delle istituzioni, unite al know-how tecnico di un'azienda come Mapei, permettono di trasformare interventi complessi in esempi virtuosi di conservazione condivisa — capaci di restituire nuova vita ai luoghi che custodiscono la memoria collettiva.

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