La città invisibile che cresce sotto una capitale artica

A Oulu, Capitale Europea della Cultura 2026, l’artista danese costruisce un ecosistema digitale tra folklore finlandese, banche dei semi e architetture sotterranee.

Appena sotto i più famosi ghiacci della Lapponia c’è una città di 200.000 abitanti che si affaccia sul Baltico. Oulu, detta anche “la Silicon Valley del nord”, è uno degli hub tecnologici più importanti d’Europa, dove per esempio Nokia sviluppa le sue tecnologie 5G, 6G e di intelligenza artificiale. Anche se oggi in pochi la conoscono, nel XIX secolo era il principale snodo mondiale per l’esportazione di catrame, essenziale per rifornire le grandi flotte di Gran Bretagna, Francia e America. Oulu è anche Capitale Europea della Cultura del 2026 e il suo ecosistema è tra quelli che si stanno trasformando più velocemente in assoluto sul pianeta. Il suo paesaggio alterna ghiacci e vegetazione in un equilibrio delicato da mantenere. Quella di essere molte cose sembra la sua unica vera natura. Proprio questo aspetto, parte integrante dell’identità della città, è il punto di partenza — insieme alle mitologie finlandesi legate al limite tra la vita e la morte — di un’opera site-specific dell’artista danese Jakob Kudsk Steensen, realizzata come parte del programma di Oulu2026.

Jakob Kudsk Steensen, Underground Clash, 2026

Tra mito, memoria e simulazione

L’opera, che verrà inaugurata a settembre nell’ambito del Lumo Art & Tech Festival, si ispira allo stesso tempo ai miti finlandesi sull’aldilà e alle banche botaniche di semi custodite proprio a Oulu, luoghi in cui la vita e la memoria si trovano in uno stato di animazione sospesa. “Fondendo folklore, ambienti artificiali e mutamenti ecologici in atto”, si legge nella presentazione del lavoro, “L’opera si interroga sul fatto che l’umanità abbia creato una nuova forma di vita al di là della natura: un mondo fragile che potrebbe sopravviverci”. È attraverso questa dimensione digitale che Steensen osserva e racconta la natura e l’equilibrio di Oulu.

I temi, profondamente legati alla città nordeuropea, alla sua storia e alla sua identità, sono anche quelli tipici della pratica artistica di Steensen, che nei suoi lavori utilizza tecnologie derivate dai videogiochi, virtual world-building, registrazione e manipolazione di suoni ambientali e fotogrammetria per archiviare digitalmente ecosistemi in via di estinzione e quelli emergenti. Steensen, che crea le sue opere sempre in stretta collaborazione con scienziati ambientali, compositori e filosofi, realizza spesso lavori monumentali e site-specific con l’obiettivo di costruire nuove narrazioni ambientali. Le opere che ne risultano sono allo stesso tempo virtuali, in qualche modo astratte, e profondamente connesse alla materialità del luogo in cui si trovano.

Jakob Kudsk Steensen, Underground Clash, 2026

Un paesaggio sotterraneo come dispositivo narrativo

In questo senso, Oulu non fa eccezione. L’opera che Steensen ha sviluppato per Oulu2026, il cui working title è Underground Clash, si troverà nel parcheggio sotterraneo di Kivisydän, che si sviluppa sotto al centro della città. Kivisydän è uno spazio cavernoso, chiuso da massicce porte anti-esplosione che lo rendono anche, all’occorrenza, un rifugio antiaereo — un dettaglio non secondario, specie negli ultimi anni, in un paese che confina con la Russia per più di 1000 km, che dopo decenni di neutralità è recentemente entrato nella NATO e dove la spesa per la difesa continua a crescere. Anziché nascondere o camuffare la natura del luogo, l’opera di Steensen interagirà direttamente con la sua architettura sotterranea, lasciando che le strutture in cemento, la profondità e l’oscurità diventino parte integrante della narrazione.

L’opera si interroga sul fatto che l’umanità abbia creato una nuova forma di vita al di là della natura: un mondo fragile che potrebbe sopravviverci.
Jakob Kudsk Steensen, Underground Clash, 2026

Il mondo virtuale simulato di Underground Clash — a cui Steensen, come da prassi, ha lavorato per mesi con lunghe visite sul luogo — verterà sugli ecosistemi subartici in via di estinzione, sulle pratiche di conservazione del catrame e sulla banca dei semi floreali per la de-estinzione del Giardino Botanico di Oulu, ma indagherà anche “il nostro legame emotivo costante con gli ecosistemi in via di estinzione”.

I temi sono moltissimi, ma basta guardare le opere di Steensen, o le immagini diffuse in anteprima di Underground Clash, per capire che questo è esattamente il punto: far convivere, tenere insieme mondi distanti con apparentemente pochi punti di contatto tra loro. Solo così Steensen è puntualmente in grado di creare, con un codice estetico completamente nuovo, uno specchio all’altezza della complessità del mondo reale.

Jakob Kudsk Steensen. Foto Malthe Ivarsson

In effetti, a colpire e ispirare Steensen, anche in questo caso, è stata proprio l’essenza molteplice di Oulu e la varietà degli spunti che offre: “c’è una forte identità tecnologica, ma anche un profondo legame con la natura. Mi interessa lavorare su entrambi questi aspetti contemporaneamente. Ciò che mi entusiasma di Oulu2026 non è solo la possibilità di realizzare qui le mie opere, ma anche di vedere l’intera città trasformarsi”. Nella pratica di Steensen come a Oulu, natura, tecnologia e arte — la dimensione fisica e quella virtuale, quella poetica, onirica e materiale — si fondono dando vita a mondi completamente nuovi.

Immagine di apertura: Giaridno Botanico dell'Università di Oulu. Foto Linnea Laatikainen

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