La casa più narrativa di Gae Aulenti è in vendita a Pisa: un sistema di soglie, non di stanze

Progettata nel 1973 a pochi passi da Piazza dei Miracoli, la villa firmata da Gae Aulenti torna sul mercato per 975mila euro. Organizzata da una sequenza di muri paralleli che non dividono ma connettono, la casa funziona come un sistema di attraversamenti: ogni soglia modifica lo spazio, la luce e il rapporto tra interno ed esterno.

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973

Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973

Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973

Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973

Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973

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La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973

Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973

Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

È in vendita a Pisa una delle case più inaspettate progettate da Gae Aulenti. Vi ricordate Sliding Doors, il film del 1998 in cui la vita della protagonista si sdoppia a partire da un gesto minimo — attraversare o meno una porta? La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa sembra costruita intorno a quella stessa idea: non stanze, ma soglie; non ambienti chiusi, ma sequenze che si aprono e si richiudono. Più che una casa, è un sistema di attraversamenti in cui ogni passaggio modifica la percezione dello spazio e il rapporto tra interno ed esterno.

Costruita nel 1973 nel quartiere di Porta a Lucca, a pochi passi dalle mura medievali e da Piazza dei Miracoli, e oggi in vendita tramite Italy Sotheby’s International Realty per 975mila euro, la casa si sviluppa su circa 450 metri quadrati, immersa in un giardino di oltre 2.500 metri quadrati, mantenendo intatto il progetto originario.

Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

Il dispositivo è tanto semplice quanto radicale: otto muri paralleli organizzano lo spazio, definendo ambienti e relazioni visive. Non separano ma connettono, costruendo una continuità che ricorda quella delle quinte teatrali. All’esterno, questa logica si traduce in volumi in mattoni a vista e coperture inclinate che scandiscono il giardino come una sequenza di stanze all’aperto. All’interno, lo spazio si distende in profondità: una grande area giorno attraversata da setti, aperture e lucernari che portano la luce dall’alto, mentre cotto e laterizio costellano i muri e le pavimentazioni.

Courtesy Italy Sotheby’s International Realty
Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

In questo senso, la villa di Pisa dialoga più con le sue architetture meno note — come l’appartamento progettato come uno spazio espositivo abitato per la famiglia Agnelli a Milano — che con le grandi ville come la Grotta Rosa sulla Costiera Amalfitana. Il giardino entra nella casa, mentre la casa si dissolve nel paesaggio. I materiali lavorano in continuità con il contesto e la luce è la vera protagonista costruttiva dello spazio. Pisa è forse quanto di più distante dalle città in cui Gae Aulenti ha costruito e lavorato. Ed è proprio per questo che questa casa conta come una deviazione capace di rivelare una dimensione più intima, quasi inedita, del lavoro della grande architetta.

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973 Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973 Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973 Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973 Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973 Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973 Courtesy Italy Sotheby’s International Realty

La villa progettata da Gae Aulenti a Pisa, 1973 Courtesy Italy Sotheby’s International Realty