Milano città del design, Milano capitale industriale e finanziaria, Milano polo internazionale, ma anche Milano città della cultura. La decima edizione di MuseoCity, dal titolo “Le imprese della cultura”, nell’anno dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina, rende omaggio al capoluogo lombardo raccontando il legame profondo tra industria e arte che ne ha da sempre definito l’identità. Agli eventi già annunciati per il periodo delle Olimpiadi – come la riapertura al Castello Sforzesco della Sala delle Asse di Leonardo, e della Galleria dell’Antico Egitto con un nuovo allestimento – dal 6 febbraio al 15 marzo si affiancherà un fitto calendario di mostre e appuntamenti speciali diffusi per le vie della città, grazie alla partecipazione di oltre centocinquanta realtà come musei, archivi, fondazioni e musei d’impresa, impegnati in un unico grande progetto di valorizzazione del panorama culturale di Milano.
MuseoCity 2026: dieci appuntamenti da non perdere
Un percorso tra musei, archivi, fondazioni e showroom che, nell’anno dei Giochi Olimpici, racconta Milano come un laboratorio in cui cultura, impresa e progetto convivono e si rafforzano a vicenda.
Le visite guidate gratuite, incluse nel biglietto d’ingresso e promosse da Museimpresa per MuseoCity, offrono la possibilità di ripercorrere la storia del design italiano come un campo di sperimentazione continua, invitando a guardare ai risultati raggiunti e alle sfide future, in un ambito che da sempre è terreno fertile per nuove idee e connessioni.
Pinne Rondine, Cressi-Alato guanto-Giallo
Completano il percorso l’accesso allo Studio Alberto Garutti, un luogo in cui progetto, didattica e pratica artistica sono andati di pari passo per decenni, e l’Archivio Studio Origoni Steiner, che restituisce, tra sculture, bozzetti, fotografie e materiali originali, la storia di uno dei grandi laboratori della grafica e del design visivo milanese.
Valerio Adami, Hotel Chelsea Bathroom, 1968. Courtesy l'artista e WikiArt
In occasione di MuseoCity il Molteni Museum offre visite guidate e laboratori per bambini alla mostra “Museum 2D”, curata da Ron Gilad, che esplora la storia della grafica e della comunicazione di Molteni come parte integrante dell’identità del brand. Cataloghi, poster, campagne pubblicitarie e materiali editoriali ripercorrono decenni di collaborazioni con designer e agenzie. Una sezione speciale è dedicata alle sinergie nate nel tempo tra Molteni&C, UniFor, Citterio e Dada, e importanti fotografi come Gabriele Basilico, Mario Carrieri, e molti altri.
In Pratica 9. Pietro Moretti. Il falò dei gonfiabili. Installation view Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano, 2023. Ph. Studio Vandrasch. Courtesy l'artista e Collezione Giuseppe Iannaccone
Palavela di Torino. Foto Paolo Monti, 1961. Courtesy Wikimedia Commons
Il percorso ripercorre alcune tappe fondamentali della ricerca Pirelli: dalle prime suole in gomma di fine Ottocento, pensate per affrontare neve e pioggia, alla suola alpina Vibram degli anni Trenta, fino allo sviluppo degli pneumatici invernali Artiglio, Nuovo Inverno e BS3, protagonisti di competizioni e imprese sportive su ghiaccio e strade innevate. Alle storie di ricerca tecnica si affiancano quelle del design e della comunicazione, con artisti come Riccardo Manzi, Alessandro Mendini, Ilio Negri e Bob Noorda che hanno dato una veste grafica alle linee del battistrada, e con campagne pubblicitarie innovative capaci di fissare l’idea di Pirelli come sinonimo di affidabilità, eleganza e avanguardia tecnica.
Foto yorgen67
Caratterizzato da materiali e geometrie che riflettono sobrietà e chiarezza compositiva, l’edificio ha recentemente riattivato spazi chiave come l’ingresso e la corte interna, trasformata da giardino privato in un luogo di incontro e spazio per eventi a servizio della città. Nel percorso guidato si attraversano sale di rappresentanza, uffici e ambienti di lavoro, soffermandosi sugli arredi originali di Gio Ponti, e sulle aree rinnovate come la Corte e la Lounge.
Co3 Progetti Architetti Associati, Palazzo Gio Ponti - Assolombarda Smart Building, Milano, Italia 2024. Foto Daniele Pauletto
Tra i dettagli più significativi, ci sarà la possibilità di vedere da vicino la Tenda Rossa, simbolo della spedizione artica del dirigibile Italia del 1928, appena restaurata dopo un complesso intervento. Vedere dal vivo questi oggetti e strumenti, capirne il funzionamento, permette di coglierne il valore come tracce materiali di imprese scientifiche che hanno contribuito a definire il nostro rapporto con la tecnologia.
©Archivio Museo Nazionale Scienza Tecnologia
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- Carla Tozzi
- 02 febbraio 2026
Tra le iniziative per il 2026, spicca “Musei in Vetrina2, che già dal 6 febbraio trasforma le strade di Milano in un museo a cielo aperto. Le vetrine di boutique e gallerie accolgono opere e progetti da archivi e collezioni private, per rendere accessibile a tutta la città tesori altrimenti nascosti. Da non perdere: il Flagship Store di Moroso che ospita opere di Enrico Baj, Lucio Fontana e Giancarlo Sangregorio, mettendo in dialogo archivi del contemporaneo e design d’autore; Spazio UniFor, che esplora il rapporto tra arte e architettura su scala urbana attraverso le archisculture di Francesco Somaini in dialogo con i pezzi di Aldo Rossi; Valextra, che insieme alla Fondazione Franco Albini, presenta “Fermata Valextra”, omaggio alla Metropolitana M1 progettata da Franco Albini, Franca Helg e Bob Noorda; lo showroom di Atlas Concorde con le opere luminose di Nanda Vigo; e Cassina Projects, dove sarà esposta per la prima volta la statua romana Venus Genetrix, attribuita a Callimaco e restaurata da COR.ARTIS, accostata alle opere di Claudio Massini e ai lavori in vetro di Jacopo Pagin.
Dal 27 febbraio al 5 marzo, poi, si entra nel vivo della manifestazione, con aperture straordinarie, visite guidate e l’appuntamento con “Museo Segreto”, che anche quest’anno porta alla luce opere solitamente non esposte, selezionate dalle istituzioni aderenti al progetto e rilette secondo il tema delle “imprese”, tra gesti atletici, esplorazioni scientifiche, imprese architettoniche e sperimentazioni artistiche.
Parte di questo grande programma diffuso, una serie di progetti speciali per celebrare i dieci anni della manifestazione: “Images of Italy: Milan in Focus”, ospitata da Deutsche Bank Italia, esplora il legame con la città attraverso opere di artisti della Deutsche Bank Collection, come Gabriele Basilico e Vincenzo Castella; “L’impresa di fare cultura”, promossa da Banco BPM e curata con l’Associazione MuseoCity, presenta una selezione di opere della banca e di altre istituzioni cittadine come strumento per orientarsi nella geografia culturale di Milano.
A Palazzo Castiglioni, negli spazi di Confcommercio, la mostra “Oltre il podio: scatti, storia e arte”, allestita dallo studio Palomba Serafini Associati, raccoglie fotografie d’autore, materiali d’archivio, e oggetti legati allo sport e allo spirito olimpico, includendo anche il progetto “Olympism Made Visible” del Museo Olimpico di Losanna, con le fotografie che saranno scattate da Giampaolo Sgura durante i preparativi della Cerimonia di Apertura dei Giochi.
Nel 2026 MuseoCity è immagine di una rete di relazioni culturali dove si coordinano musei civici, archivi, fondazioni, istituzioni e musei d’impresa in un unico grande ecosistema culturale, immagine della cultura come forma di impresa collettivaCon una programmazione così ricca e articolata, si può rischiare di perdere il filo del discorso: Domus ha selezionato dieci appuntamenti da segnare in agenda, per non lasciarsi sfuggire il meglio di Milano MuseoCity 2026.
Immagine di apertura: Pompeo Calvi, L’Arco della Pace in costruzione, 1837, Milano, Palazzo Morando Costume Moda Immagine © Comune di Milano e Palazzo Morando Costume Moda Immagine, Milano.
Nel calendario di MuseoCity 2026, l’ADI Design Museum diventa un punto di osservazione privilegiato per leggere il design come punto d’incontro tra cultura e impresa. Oltre al display della Collezione del Compasso d’Oro, il museo ospita diversi approfondimenti tematici che raccontano la storia della progettualità italiana e le trasformazioni sociali muovendosi all’interno della stessa collezione: da “DesignUp! – soluzioni di continuità”, che interpreta gli oggetti come esito di sistemi complessi, a “Il cucchiaio e la città”, un racconto in ventisette tappe del Made in Italy premiato dal 1954 a oggi; “Fotografia alla Carriera” affida a centocinquantuno immagini il ritratto dei maestri del design attraverso lo sguardo dei fotografi contemporanei, mentre “IN PLAY – Design for Sport” esplora come dati, ricerca e tecnologia stiano ridefinendo il panorama sportivo.
Le visite guidate gratuite, incluse nel biglietto d’ingresso e promosse da Museimpresa per MuseoCity, offrono la possibilità di ripercorrere la storia del design italiano come un campo di sperimentazione continua, invitando a guardare ai risultati raggiunti e alle sfide future, in un ambito che da sempre è terreno fertile per nuove idee e connessioni.
MuseoCity è un’occasione unica per scoprire realtà che solitamente sono meno accessibili al pubblico, come nel caso degli archivi d’artista, luoghi in cui le opere d’arte sono conservate e studiate. Tra gli imperdibili da visitare, segnaliamo gli Archivi Valerio e Camilla Adami, dove esplorare le ricerche autonome ma complementari, dei due pittori; l’Archivio Bonalumi, dove una visita guidata accompagnerà il pubblico alla scoperta della carriera e delle opere di Agostino Bonalumi; la Fondazione Emilio Isgrò, che apre i suoi spazi espositivi per raccontare dall’interno la pratica della Cancellatura, uno dei gesti più iconici della storia dell’arte italiana del secondo Novecento.
Completano il percorso l’accesso allo Studio Alberto Garutti, un luogo in cui progetto, didattica e pratica artistica sono andati di pari passo per decenni, e l’Archivio Studio Origoni Steiner, che restituisce, tra sculture, bozzetti, fotografie e materiali originali, la storia di uno dei grandi laboratori della grafica e del design visivo milanese.
Con l’apertura della nuova sede al QT8, il Casva – Centro Alti Studi sulle Arti Visive partecipa a MuseoCity 2026 con una grande mostra dedicata a Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, protagonisti assoluti del design italiano del secondo Novecento. Riuniti sotto la sigla DDL, i tre designer hanno saputo vedere nella città di Milano un laboratorio di sperimentazione sul modo di vivere lo spazio domestico, firmando oggetti entrati nell’immaginario popolare come la poltrona gonfiabile Blow, il divano Joe e l’appendiabiti Sciangai. Curata da Maria Teresa Feraboli con allestimento di Andrea Gianni, “Fantasticamente effervescenti” va oltre il racconto delle icone e ricostruisce il pensiero progettuale, dalle abitazioni sperimentali alle architetture visionarie, dalle cupole pneumatiche all’ipercubo residenziale. In occasione di MuseoCity, sono previste visite guidate che permettono di approfondire questo percorso dal punto di vista della ricerca archivistica e curatoriale, dando ancora più importanza al legame tra progetto, industria e cultura dell’abitare.
Con l’edizione 2026 MuseoCity amplia il proprio raggio d’azione coinvolgendo anche realtà appena fuori Milano. Tra queste c’è il Molteni Museum di Giussano, inaugurato nel 2015 nel Molteni Compound per celebrare gli ottant’anni del Gruppo. Ospitato nel Glass Cube, spazio immerso nel parco aziendale e ridisegnato da Ron Gilad, il museo ha l’obiettivo di raccontare l’identità di questo storico marchio del design italiano attraverso oggetti, archivi e mostre temporanee.
In occasione di MuseoCity il Molteni Museum offre visite guidate e laboratori per bambini alla mostra “Museum 2D”, curata da Ron Gilad, che esplora la storia della grafica e della comunicazione di Molteni come parte integrante dell’identità del brand. Cataloghi, poster, campagne pubblicitarie e materiali editoriali ripercorrono decenni di collaborazioni con designer e agenzie. Una sezione speciale è dedicata alle sinergie nate nel tempo tra Molteni&C, UniFor, Citterio e Dada, e importanti fotografi come Gabriele Basilico, Mario Carrieri, e molti altri.
Nel calendario di MuseoCity 2026 la Fondazione Giuseppe Iannaccone ETS apre al pubblico gli spazi che ospitano una delle collezioni private più importanti in Italia, all’interno dello Studio Legale Iannaccone & Associati. La visita guidata ripercorre la storia di una ricerca iniziata negli anni Novanta e cresciuta secondo una linea coerente, che attraversa il Novecento e il presente. Da un lato il nucleo dedicato agli anni Trenta, con opere di Rosai, Ziveri e dei protagonisti di Corrente, Scuola Romana, Chiarismo e Sei di Torino; dall’altro la sezione di arte contemporanea, avviata dai primi anni Duemila, che riunisce artisti italiani e internazionali, da Cindy Sherman ad artisti emergenti. Oggi composta da circa cinquecento opere, la collezione è in continua rotazione, e offre per questo uno sguardo diretto sulle ricerche più attuali, in linea con la missione della Fondazione nata nel 2023 a sostegno dei giovani artisti.
Per MuseoCity 2026 la Fondazione Maire – Ets apre al pubblico il proprio archivio storico con la mostra “Ingegneria in movimento: i luoghi dello sport”, che racconta il ruolo dell’ingegneria nella costruzione dei paesaggi sportivi del Novecento e della contemporaneità. Disegni, tavole tecniche, modelli e materiali d’epoca mostrano in che modo grandi complessi alpini, stadi, villaggi per atleti e spazi aziendali dedicati al benessere abbiano contribuito a trasformare il rapporto tra persone, territorio e pratica sportiva. Dai primi poli del turismo sportivo del dopoguerra fino a strutture iconiche come il Palavela di Torino – progettato da Annibale e Giorgio Rigotti nel 1961 e ristrutturato da Gae Aulenti per le Olimpiadi Invernali del 2006 – il percorso espositivo spiega ogni progetto in quanto risultato di una sfida tecnica ma anche culturale.
In occasione di MuseoCity 2026, e a pochi giorni dalla conclusione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, sabato 28 febbraio la Fondazione Pirelli propone un’apertura straordinaria con percorsi guidati dedicati al legame tra sport invernali, innovazione tecnica e comunicazione. “Storie d’inverno” accompagna il pubblico all’interno dell’archivio in un racconto in cui si incontrano prodotti, immagini e vicende note a pochi, con la partecipazione di attori e attrici del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, chiamati a dare voce a documenti e materiali storici.
Il percorso ripercorre alcune tappe fondamentali della ricerca Pirelli: dalle prime suole in gomma di fine Ottocento, pensate per affrontare neve e pioggia, alla suola alpina Vibram degli anni Trenta, fino allo sviluppo degli pneumatici invernali Artiglio, Nuovo Inverno e BS3, protagonisti di competizioni e imprese sportive su ghiaccio e strade innevate. Alle storie di ricerca tecnica si affiancano quelle del design e della comunicazione, con artisti come Riccardo Manzi, Alessandro Mendini, Ilio Negri e Bob Noorda che hanno dato una veste grafica alle linee del battistrada, e con campagne pubblicitarie innovative capaci di fissare l’idea di Pirelli come sinonimo di affidabilità, eleganza e avanguardia tecnica.
In un momento in cui il futuro dello stadio di San Siro è al centro di un dibattito pubblico per via della demolizione prevista nei prossimi anni, la mostra speciale del Museo dello Stadio per MuseoCity 2026 diventa un’occasione per tornare a interrogarsi sul valore storico, architettonico e simbolico di questo luogo. “San Siro. Luogo di arte, cultura e sport”, in programma dall’11 febbraio al 15 marzo, riunisce opere di artisti diversi che hanno raccontato il calcio e lo sport attraverso linguaggi visivi capaci di trasformare gesti atletici, emozioni e rituali collettivi in immagini. Il percorso espositivo invita a guardare allo stadio sia come edificio dedicato alla pratica sportiva, sia come parte integrante dell’identità urbana di Milano, un’architettura che ha accompagnato generazioni di tifosi e che continuerà a vivere nell’immaginario cittadino anche dopo la sua dipartita.
Per MuseoCity 2026 Palazzo Assolombarda apre in via straordinaria le sue porte con visite guidate che svelano la storia e le trasformazioni di uno degli edifici più significativi dell’architettura milanese del Novecento. Progettato nel 1958 da Gio Ponti, Antonio Fornaroli e Alberto Rosselli come sede dell’associazione degli industriali, il palazzo esprime una visione moderna dell’architettura.
Caratterizzato da materiali e geometrie che riflettono sobrietà e chiarezza compositiva, l’edificio ha recentemente riattivato spazi chiave come l’ingresso e la corte interna, trasformata da giardino privato in un luogo di incontro e spazio per eventi a servizio della città. Nel percorso guidato si attraversano sale di rappresentanza, uffici e ambienti di lavoro, soffermandosi sugli arredi originali di Gio Ponti, e sulle aree rinnovate come la Corte e la Lounge.
Per MuseoCity 2026 il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci apre uno dei suoi depositi, con una visita guidata che porta il pubblico dietro le quinte delle collezioni. Il percorso toccherà oggetti legati allo sport e al tempo libero, strumenti scientifici provenienti da contesti eccezionali, prototipi di tecnologie domestiche e apparati tecnici utilizzati da professionisti, offrendo una lettura concreta della storia dell’ingegneria e dell’innovazione.
Tra i dettagli più significativi, ci sarà la possibilità di vedere da vicino la Tenda Rossa, simbolo della spedizione artica del dirigibile Italia del 1928, appena restaurata dopo un complesso intervento. Vedere dal vivo questi oggetti e strumenti, capirne il funzionamento, permette di coglierne il valore come tracce materiali di imprese scientifiche che hanno contribuito a definire il nostro rapporto con la tecnologia.