Castellón de la Plana, una città piatta, luminosa, immersa nella huerta di aranceti, è il capoluogo di un distretto della ceramica spagnolo paragonabile a quello di Sassuolo dalle nostre parti, ma con un aspetto decisamente più rarefatto e mediterraneo. Nella provincia le azulejo, le pregiate piastrelle di terracotta, pesano oltre il 23% del PIL. Vive soprattutto di export la regione: il 75% della produzione prende la via dell’estero, una quota altissima che racconta un’industria abituata a confrontarsi più con il resto del mondo che con il mercato interno, grazie anche alla presenza di un porto industriale. Il distretto produttivo si concentra nel raggio di trenta chilometri, tra Alcora, Onda, Nules e Borriol.
Neolith: dentro l’azienda spagnola della ceramica sostenibile
A Castellón de la Plana, nel cuore di uno dei più grandi distretti ceramici europei, Neolith mostra come la produzione ad alta tecnologia possa ridurre rumore, polveri ed emissioni, trasformando i processi industriali.
Courtesy Neolith
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- Antonio Armano
- 08 gennaio 2026
Neolith si trova ad Almazora, nel “polígono industrial” di Castellón. Nello stabilimento, l'impressione più forte non è il rumore – sorprendentemente contenuto – ma lo spazio. Spazio occupato da montagne di minerali chiari e scuri – in arrivo via mare da Sudafrica e Brasile e altri Paesi. È qui che comincia tutto, anche se sarebbe il punto finale della visita: polveri, ossidi, sabbie arrivano da mezzo mondo e vengono ridotte a una condizione quasi astratta alla fine del percorso produttivo. Negli altri reparti dell'azienda, l’immagine ormai tipica dell’industria contemporanea ad alta automazione: pochi operai, una coreografia precisa di macchine a controllo numerico che fanno tutto il lavoro pesante. Impressionano i forni lunghi come piste di aeroporto.
La sostenibilità si manifesta soprattutto per sottrazione: meno sprechi, meno rumore, meno emissioni e polvere. Alla fine del 2025, per il quarto anno consecutivo, Neolith ha ricevuto la medaglia d’oro EcoVadis per la sostenibilità collocandosi in una nicchia di imprese di eccellenza. L’azienda si classifica nel range del 5% dei migliori brand globali all’interno di una valutazione che prende in esame oltre 150.000 realtà. E conferma il suo posizionamento in materia di ambiente, diritti umani e del lavoro, etica e approvvigionamento sostenibile. Il ceo Walter Ceglia, italiano, nominato nell'aprile 2025, dice che non lo considera un traguardo, ma una spinta strutturale. Neolith ha raggiunto il livello di contenuto di silice cristallina più basso sul mercato.
La sede dell'azienda, nata nel 2009, si è ampliata. Attualmente occupa 180.000 mq, con otto capannoni e cinque linee produttive che lavorano giorno e notte. Una linea produttiva, lunga 250 metri, è appositamente dedicata alla novità, Victoria, presentata al Sicam di Pordenone 2025. È un progetto su cui Neolith lavora da cinque anni. La tecnologia di stampa tridimensionale consente di creare una vena chiara su fondo scuro non superficiale ma tutta massa. È un prodotto in evoluzione, e questa provvisorietà controllata è forse il suo tratto più interessante. La ricerca non viene nascosta dietro il risultato, ma incorporata nel processo.
Lo showroom traduce tutto questo in racconto domestico di grandi dimensioni e respiro aperto e accessibile. Non è uno spazio espositivo condensato, ma una serie di spazi vissuti, a partire dalla cucina monolitica sempre pronta per un incontro di lavoro a base di tapas e tortillas e del bar. La cucina PITT Cooking ha ripiani integrati Amazonico. Il bancone del bar bicolore è rivestito con strisce di Nero Marquina Polished e New York-New York. Una riproduzione del dipinto Il Figlio dell'Uomo di Magritte è stata realizzata utilizzando lastre intagliate di Basalto Nero. La gamma Neolith, che punta sulle superfici ampie e utilizzabili anche all'esterno, va da tonalità come Artic White e Just White a Basalt Black e Nero Zimbawe passando per il grigio Pietra di Luna.
Mentre si usano tavoli e banconi inevitabile ironizzare sul rischio di graffi e macchie, ma le principali qualità distintive della pietra sinterizzata Neolith sono l'elevata resistenza al calore, ai graffi e la porosità superficiale prossima allo zero. Un prodotto dunque facile da pulire e che non teme i raggi solari e il gelo, il che significa che può essere utilizzato negli esterni. Con caratteristiche estetiche ma anche tattili, grazie alle nuove trame superficiali Cavo e Rigato, sempre più simili alla pietra naturale.
Una deviazione a Onda, in calle Paris, al Museo dell'Azulejo dedicato all'artista locale della ceramica Manolo Safont, serve a mettere in una prospettiva storica quello che si è appena visto ed è uno sguardo che ha un particolare significato in una zona dal lontano passato arabo. Trenta mila pezzi raccontano come l'azulejo, da decorazione ispano-musulmana a rivestimento industriale novecentesco, sia sempre stato una tecnologia che racchiude cultura oltreché minerali inerti.
Tutte le immagini: Courtesy Neolith