Nella lunga carriera di Frank O. Gehry arriva, col finire del millennio, un momento in cui l’architetto canadese diventa un vero brand: gli anni dell’”effetto Bilbao” nato dal suo celebre Guggenheim spagnolo. Ma non sarà il suo ultimo capitolo in fatto di brand. Dagli anni ’10 si salda una delle collaborazioni più iconiche tra architettura e moda, quella tra Gehry e Louis Vuitton. E la maison parigina, come Show Partner di Art Basel Hong Kong 2026, dedica a Gehry uno spazio retrospettivo all’interno della fiera, dal 27 al 29 marzo, raccontando in 8 sezioni una collaborazione che in un decennio ha preso tutte le forme immaginabili nel panorama del design.
Il rapporto speciale tra Frank Gehry e Louis Vuitton è diventato una mostra
Una retrospettiva in 8 atti ad Art Basel Hong Kong racconta un decennio di ibridazioni tra architettura e moda, dalla celebre Fondation a borse-icona come la Twisted box: una riflessione su brand, tempo e forma che va oltre il prodotto.
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- La redazione di Domus
- 26 marzo 2026
L’inizio di tutto è chiaramente il 2014 con la Fondation Louis Vuitton, la nave che solca il Bois de Boulogne guardando Parigi, tra vele di vetro su nervature di legno, e gallerie inondate dalla luce diffratta di un “iceberg”. Ma se molti creatori di moda hanno inizialmente studiato da architetti, una traiettoria peculiare come questa che stiamo raccontando non potrà che avere esiti unici. Arriveranno infatti quelle ibridazioni di architettura e prodotto diventate presto icone, che sono le borse dove le forme tormentate dei progetti di Gehry reinterpretano pilastri estetici della storia del marchio: la Twisted Box, il bauletto monogram “warpato” creato per i 160 anni della maison, “A Tea Party for Louis” ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie, poi tutto un paesaggio di modelli che si fa sempre più fitto. Nel 2023 per Art Basel Miami Beach debuttavano le borse LV x FG, dieci pezzi in edizione limitata che esplorano tre temi cardine come architettura e forma, esplorazione dei materiali e animali: troviamo le Twisted Box, la Bear With Us Clutch, e riprese di motivi gehriani come la texture cementizia della Capucines MM Concrete, la facciata dello IAC Building nella Capucines Analog Bag, e il pesce – pensiamo a quello della Vila Olimpica a Barcellona – nella Capucines MM Floating Fish e nella Capucines Mini Drawn Fish.
Ma oltre ai progetti strettamente di prodotto, come i tappi Blossom in vetro di Murano creati per i flaconi de Les Extraits nel 2022, è proprio il concetto di brand a percorrere l’interesse di Gehry negli anni della sua collaborazione con Vuitton, concetto espresso come in pochi altri casi al mondo nella tela Monogram, che diventerà l’oggetto di più di uno studio, e l’emblema della collezione Louis Vuitton × Frank Gehry; una riflessione sulla forma e sul tempo che si ritroverà nell’orologio Tambour concepito dall’architetto nel 2024, una combinazione di trasparenza, tratto scultoreo e segno grafico identitario che allo scorrere del tempo dà una materialità unica.
Totalmente al di là della sola dimensione commerciale, la collaborazione con Vuitton ha costituito una tappa importante della ricerca di Gehry. D’altronde, come diceva lui stesso, “La convinzione, nel corso degli anni, è che se continui a fare domande, troverai delle risposte. Ma la cosa più importante in assoluto è essere curiosi”.
Immagine di apertura: Frank O. Gehry, Fondation Vuitton, Parigi. Foto Rémi Ranguin da AdobeStock