Giornate Fai: per poche ore puoi visitare un bunker antiaereo perfettamente conservato a Milano

Le Giornate FAI di Primavera 2026 apriranno per la prima volta al pubblico il rifugio antiaereo del Palazzo delle Agenzie delle Entrate di via Moscova, insieme al caveau e alla “Loggia della Fortuna”. 

In ogni città esistono edifici pubblici che, pur essendo quotidianamente sotto i nostri occhi, ci restano in buona parte sconosciuti. Sono visibili, certo, se non addirittura monumentali – travertino, colonne, facciate che dichiarano la propria esistenza con una certa solennità – eppure rimangono ai margini della percezione comune, come se la natura della loro identità contribuisse a oscurarli per eccesso di presenza. Sono i luoghi della burocrazia, dove il rapporto tra Stato e cittadino si consuma nella sua forma più ordinaria e funzionale. Il Palazzo delle Finanze di Milano, all’incrocio tra via Manin e via della Moscova, è forse uno di questi casi. Sede principale di importanti uffici tributari, oggi lo si riconosce se ci si passa davanti — e chiunque abbia attraversato i giardini di Porta Venezia lo ha fatto — ma, se in pochi sanno cosa si celi dietro la sua facciata severa, quasi nessuno ha mai avuto accesso a ciò che, intatto da decenni, è rimasto chiuso al pubblico: il suo rifugio antiaereo.

Palazzo delle Finanze, Milano.©Roberto Morelli

In occasione delle Giornate FAI di Primavera, il 21 e il 22 marzo 2026 il palazzo aprirà le sue porte per un percorso di visita che per la prima volta includerà non solo il caveau — dove sono esposti alcuni cimeli della storia finanziaria milanese — e gli spazi monumentali interni, ma anche il bunker sotterraneo. Sarà un’apertura storica e, al contempo, l’ultima prima dell’avvio di una più ampia ristrutturazione dell’edificio a cura di Asti Architetti.

Palazzo delle Finanze, Milano. ©Roberto Morelli

Costruito negli anni Trenta del Novecento dal Genio Civile in collaborazione con l’architetto Eugenio Morelli, il palazzo nasce dall’esigenza di razionalizzare la burocrazia tributaria, concentrando in un unico edificio gli uffici finanziari cittadini fino ad allora distribuiti in diversi immobili. La sua architettura riflette il linguaggio e i canoni istituzionali dell’epoca: volumi compatti, uso di materiali durevoli, un impianto pensato per trasmettere solidità e autorevolezza. Anche gli elementi decorativi, con le sculture allegoriche di Finanza, Lavoro, Stato e Legge, contribuiscono a rafforzare l'impalcatura simbolica di questo spazio deputato alla gestione finanziaria.

Parallelamente alla costruzione dell’edificio, cambia però il quadro storico e normativo. Negli anni Trenta, con l’organizzazione della difesa passiva e la diffusione delle politiche dell’UNPA (Unione Nazionale Protezione Antiaerea), entra in vigore l’obbligo di dotare gli edifici pubblici e privati – in particolare di nuova costruzione – di rifugi antiaerei. Non si tratta di un dettaglio secondario, ma di una trasformazione profonda nel modo di progettare la città, che deve iniziare a considerare la minaccia di attacchi dall’alto come una variabile progettuale concreta.

Palazzo delle Finanze, Milano. ©Roberto Morelli

A partire dal 1940 Milano viene infatti colpita da ripetuti bombardamenti alleati che tra il 1942 e il 1943 causarono danni estesi al tessuto urbano e costrinsero la popolazione a un uso sistematico dei rifugi.  In questo scenario, anche il rifugio del Palazzo delle Finanze si inserisce in una rete più ampia di spazi destinati alla protezione civile, spesso non accessibili ma fondamentali testimonianze della vita quotidiana di quegli anni.

La riapertura del bunker in occasione delle Giornate FAI offre quindi l’opportunità di ricostruire la storia del palazzo nella sua interezza, mettendo in relazione la sua dimensione rappresentativa – quella visibile e istituzionale – con quella più nascosta, funzionale e spesso trascurata nel racconto dell’evoluzione urbana della Milano contemporanea. 

Immagine di apertura: Palazzo delle Finanze, Milano. ©Roberto Morelli