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Da muraglia a velo: il nuovo progetto di Bofill prova a farsi invisibile

In Albania, Bofill Taller de Arquitectura — noto per la Muralla Roja — firma un grande complesso residenziale che prova a integrarsi in modo più silenzioso nel paesaggio. Cambio di approccio o solo una strategia visiva? 

The Veil, il nuovo progetto residenziale di Bofill Taller de Arquitectura nel villaggio di Dhermi, in Albania, asseconda e allo stesso tempo si contrappone al fitto bosco in cui si innesta, che ricopre il paesaggio montano prima di strapiombare in mare. È difficile dire se questo intervento architettonico appartenga a quella categoria di edifici che vogliono confondersi con il loro intorno o, al contrario, emergere dal paesaggio naturale dichiarando la propria presenza.

I volumi sembrano arrampicarsi l’uno sull’altro come la vegetazione autoctona, che cerca spazio per raggiungere la luce.
Courtesy Bofill Taller de Arquitectura

Da una parte, le geometrie squadrate della fitta maglia di gradoni e spigoli — firma riconoscibile dello studio — rinunciano alla dolcezza delle rocce modellate dal tempo e delle chiome degli alberi; dall’altra, il colore degli intonaci e delle ceramiche che li riveste deriva dal contesto stesso e restituisce al terreno una macchia monocromatica che il suolo sembra riassorbire.

Non è il primo progetto dello studio in questa regione: l’Hotel Verne e il Red Sol Resort sono altre due “muraglie” che, al contrario di The Veil, si notano da lontanissimo per le loro superfici vermiglie. Stavolta, però, l’intento cambia. Questo complesso residenziale — come suggerisce il nome — prova a essere un gesto più gentile, almeno nelle intenzioni. Il grande velo si stende occupando due lotti, per un totale di 366 appartamenti e 77 ville, diverse per tipologia e distribuzione degli spazi, che crescono in altezza seguendo le variazioni del terreno roccioso. Oltre alle unità abitative, The Veil include un edificio accessibile a tutti i condomini, che ospita club, ristorante, palestra e una serie di piscine.

Courtesy Bofill Taller de Arquitectura

I volumi sembrano arrampicarsi l’uno sull’altro come la vegetazione autoctona, che cerca spazio per raggiungere la luce. Non è solo una fonte di ispirazione, ma una presenza attiva nella progettazione: lo schema compositivo è stato definito in funzione degli alberi esistenti, risparmiati al taglio e inglobati nel complesso. Ne derivano frammentazioni, chiostri e giardini abitati da questi esemplari secolari.

Se la Muralla Roja di Calpe del 1973 è riconoscibile in molti elementi di The Veil — nelle geometrie, nella logica compositiva, nel modo in cui i volumi si accumulano e si fronteggiano — è altrettanto evidente che questo progetto segna una virata rispetto alla produzione più recente dello studio. Le architetture rosse di Bofill Taller de Arquitectura, disseminate tra Spagna e Albania, avevano attirato critiche per il modo in cui si impongono sul paesaggio: presenze cromaticamente aggressive, percepite come un gesto di forza su territori fragili. The Veil sembra rispondere a quelle critiche attraverso il colore, adottando una palette che non cerca il contrasto ma l’assimilazione, accordandosi ai toni del bosco, della roccia e della terra. Resta però aperta la domanda se questa integrazione sia sostanziale o semplicemente visiva: un velo, appunto, che attenua l’impatto senza davvero cancellarlo.

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