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L’ufficio non sa più cosa essere: e se diventasse uno spazio fai-da-te?

Con Scout, Konstantin Grcic non offre una soluzione all’ufficio contemporaneo, ma mette in scena la sua crisi: un sistema di arredi aperto e riconfigurabile che riflette un modo di lavorare ancora instabile, più da costruire che da progettare.

Konstantin Grcic ha inventato un nuovo sistema di mobili per ufficio e lo ha fatto in pieno stile Grcic. È intuitivo: ogni componente descrive, attraverso la forma, a cosa serve e come si usa. È riconfigurabile: può diventare qualcosa di molto diverso. Ed è adattabile, alla postura e alle caratteristiche fisiche dell’utente.

Si chiama Scout ed è una famiglia di arredi pensata per servire qualsiasi modo di lavorare e qualsiasi attività. Sono tavoli per lavorare in piedi o seduti, per riunioni, workshop o studi di progettazione; quando non servono, si chiudono, si impilano e si ripongono. Il design si distingue per una struttura in tubolare metallico — quello amato dal Bauhaus, ma più spesso — pensata per essere impugnata e movimentata, oltre che colorata. Costituisce la struttura portante (ovviamente su ruote), ma anche l’appiglio per accessori come ganci, supporti e bacheche.

Konstantin Grcic. Courtesy Vitra

L’approccio è simile a quello di un accampamento scout: “è stato creato come strumento dinamico per gli ambienti di lavoro di oggi: mobile, adattabile e aperto. Non impone un unico utilizzo, ma si lascia configurare in modo flessibile e personalizzato. In un mondo in cui si può lavorare e apprendere ovunque, Scout si adatta senza problemi a ogni esigenza”, ha detto Grcic.

A commissionarlo è Vitra, che indaga lo spazio di lavoro almeno dagli anni ’60, quando lanciò “Action Office”, progettato da Robert Probst e George Nelson. Scout entra nel catalogo insieme a Reset, design di Stephan Hürlemann: un sistema di strutture calpestabili per riconfigurare lo spazio architettonico degli uffici. Entrambi fanno parte del progetto “Beta”, che più che una collezione è una visione dell’ufficio come spazio dinamico e in divenire, legato non al progresso ma all’evoluzione, con una sensibilità più umana e curiosa.

Scout è stato creato come strumento dinamico per gli ambienti di lavoro di oggi: mobile, adattabile e aperto.

Konstantin Grcic

Scout. Courtesy Vitra

Il progetto “Beta” rappresenta una nuova tappa nella traiettoria che Vitra traccia da decenni nell’esplorazione dello spazio di lavoro contemporaneo. Nei primi anni ’90, nel Vitra Campus di Weil am Rhein fu installato il “Citizen Office”, curato da Andrea Branzi, Michele De Lucchi ed Ettore Sottsass; nel 1999 arrivò il “Network Office” di Sevil Peach. Nel 2006 lo spazio fu riconfigurato come “Net ’n’ Nest”, in risposta al bisogno di zone di ritiro negli open space; nel 2012 diventò “Office of Options” e nel 2021 “Club Office”, secondo un’idea di ufficio post-pandemico.

Ora, il lavoro di Grcic più che una risposta sembra una domanda — anzi, molte domande. Scout non offre una soluzione al mondo del lavoro, oggi in crisi dentro una condizione sociale, politica ed economica instabile, ma si propone come strumento di ascolto delle esigenze, sempre più copiose e multiformi, di chi vive l’ufficio.

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