Sono 260 anni che il vero protagonista, la vera icona del mondo delle aste è un pezzo di legno. E che pezzo. Il rostrum – in italiano lo chiamiamo podio, ma ha qualcosa di più, dell’ordine di uno strumento per oratori – della londinese Christie’s è un oggetto di mogano realizzato per James Christie da Thomas Chippendale il Giovane: sì, proprio quel cognome che ha definito uno stile.
Un pezzo di legno sopravvissuto fino a oggi – malgrado l’originale sia andato distrutto durante i bombardamenti del 1941 – ricostruito, riprodotto e progressivamente iconizzato fino a diventare un monumento vivente.
Jony Ive ha disegnato il nuovo podio per Christie’s e non ha niente di tecnologico
Inutile aspettarsi schermi touch e metalli astronautici: il pezzo di legno più famoso nel mercato dell’arte è sopravvissuto ai secoli e alla bolla digital, ed è stato ripensato dal celebre designer in un’estetica minimale, monomaterica e profondamente analogica.
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- La redazione di Domus
- 06 marzo 2026
Ora, cosa mai ci si potrebbe aspettare dall’incontro di questo protagonista con un altro protagonista del design come Sir Jony Ive? Attenzione nel rispondere: anche le aspettative, oggi, vanno aggiornate di frequente. Il designer simbolo dell’universo Apple, autore dell’estetica che ha definito un’intera epoca con iMac, iPod e iPhone e spesso accostato alla lezione di Dieter Rams e al suo “less, but better”, negli ultimi anni ha dato segnali di una progressiva reintegrazione dell’analogico dentro l’ecosistema tecnologico. È accaduto, per esempio, nel concept di interni sviluppato per la Ferrari elettrica, dove indicatori a lancetta tornavano a convivere con superfici digitali.
Ecco allora che Christie’s celebra i suoi oltre due secoli e mezzo di storia affidando al suo rostrum una nuova identità estetica. Ive lo ha sviluppato con LoveFrom – il collettivo che ha fondato con Marc Newson – mentre la realizzazione è affidata a Benchmark, produttore britannico specializzato nella lavorazione del legno massiccio.
Ne nasce un oggetto dalle linee continue, realizzato in quercia proveniente da filiera sostenibile – le stesse foreste che hanno fornito il legname per la ricostruzione di Notre-Dame a Parigi – con inserti in acciaio inox. Ancora una volta Ive lavora in una posizione di ascolto: ascolto del retaggio storico, ma anche delle specifiche tecniche di un dispositivo nato per una funzione estremamente particolare, fatta di gesti codificati e di posture precise dei corpi impegnati nell’atto del bandire e del comprare.
L’ attenzione per ciò che non si vede è una caratteristica fondamentale del nostro lavoro.
Sir Jony Ive
E a costo di ripeterlo, è un podio. Non una postazione di controllo per stazioni spaziali, né uno schermo abitabile. È Rams che stringe la mano a Chippendale, filtrato dalla capacità di Ive di intercettare lo spirito del tempo e distillarlo nei linguaggi della tecnica.
“Abbiamo progettato un oggetto sobrio”, ha dichiarato Ive, “che valorizza il lavoro artigianale e la materia. Il rostrum ha lo scopo di elevare, in senso sia letterale sia simbolico, la figura del banditore, offrendo una piattaforma che ne metta in risalto autorità e competenza, e che porti con orgoglio il segno di Christie’s”.
Nelle sue parole risuona ancora l’eredità della relazione con Steve Jobs. “Steve parlava spesso dei grandi ebanisti che rifiniscono anche il retro di un cassetto”, ricorda Ive. “Questa attenzione per ciò che non si vede è una caratteristica fondamentale del nostro lavoro”.
Ma proprio in questo oggetto apparentemente semplice si intravede anche qualcosa di più ampio: il segnale di una trasformazione nella traiettoria di Ive dopo Apple. Il designer che ha definito l’estetica della rivoluzione digitale sembra oggi sempre più interessato a oggetti dove tecnologia e materia tornano a riequilibrarsi, dove il gesto umano e la qualità artigianale diventano protagonisti.
Un podio, dunque. Un oggetto quasi immobile nella storia del design. Ed è proprio lì, nel luogo forse meno ridisegnato tra tutti, che affiora uno statement sul modo in cui il design attraversa il tempo — e sul modo in cui anche i suoi protagonisti cambiano con lui.