Il progetto di Antonio Villas è nato dalla necessità di sperimentare elementi per un uso sensato e attivo di uno spazio pubblico originariamente destinato alla chiusura ed alla separatezza (il parco ex ospedale psichiatrico di Trieste).

Enfatizzando gli elementi legati alla socialità, all'amichevolezza e guardando alla molteplicità d'uso e di destinazione, il progettista è riuscito a realizzare elementi di arredo urbano che regalano stupore e bellezza: una panchina per chi gioca, legge, lavora, medita, si riposa, chiacchiera, una panchina infinita per ognuno e per tutti; una struttura immaginaria per giochi immaginari, ossia una fortezza-castello-via paal, e, infine, un percorso poetico di cui il poetry stop è il primo ironico pezzo.

Il parco è gestito da Azienda Sanitaria, Università e Provincia di Trieste di cui ospita alcune sedi, scuole, un piccolo teatro, e un immenso roseto.