Questo articolo è stato precedentemente pubblicato su Domus 1111, aprile 2026
Milano torna a trasformarsi in un laboratorio diffuso di creatività, dove il design contemporaneo si contamina con linguaggi e culture di discipline diverse. In questa personale e per nulla esaustiva selezione di appuntamenti, abbiamo raccolto esperienze capaci di raccontare il presente e anticipare scenari futuri. Abbiamo scelto dieci parole guida per non perdersi tra le centinaia di eventi: dai talenti emergenti agli anniversari, luoghi inediti da visitare e allestimenti immersivi. Ci sono gli ormai immancabili contributi di moda, artigianato e food. E, ancora, le sperimentazioni sui materiali e la valorizzazione dell’alto artigianato, sempre più una risorsa che unisce storia e futuro.
Abbiamo raccolto esperienze capaci di raccontare il presente e anticipare scenari futuri.
Festeggiare, guardando avanti
di Loredana Mascheroni
I compleanni più interessanti sono quelli che non celebrano solo un traguardo numerico, ma che sanno cogliere quell’occasione per rinnovare il proprio approccio e guardare al futuro. Gli oltre 100 partecipanti olandesi riuniti sotto la bandiera di Masterly – the Dutch a Palazzo Giureconsulti dalla fondatrice e curatrice Nicole Uniquole festeggiano la decima candelina con un focus su progetti collettivi di ampio respiro, affiancando designer, aziende storiche e nuove, artisti, artigiani e scuole di formazione distribuite su quattro piani e 25 sale. La rilettura degli archivi è affidata a Li Edelkoort, curatrice con Uniquole della mostra "The Wunderkammer". Sceglie una riflessione su un progetto emblematico che ha fatto la storia dell’azienda, oltre a costituire una svolta nel settore, Tubes che, a 20 anni dal lancio del radiatore Milano di Antonia Astori e Nicola De Ponti, celebra il suo lascito e la sua evoluzione in una mostra collettiva con nuove voci del design contemporaneo in città e, nel proprio stand in fiera, con uno spazio dedicato. La danese Carl Hansen & Søn, per celebrare il compleanno Hans J. Wegner il 2 aprile, presenterà una versione speciale del modello The Pendant, presentata per la prima volta nel 1962, nella mostra "Balanced principles - Visions of Wegner" che raccoglie novità e classici.
Un linguaggio vivo, tra memoria e innovazione
di Elena Sommariva
L’artigianato di eccellenza si conferma un linguaggio vivo capace di unire memoria e innovazione dove, senza nostalgia, i gesti e le tecniche si rinnovano nel contemporaneo. Vero apripista, Homo Faber, con la mostra "Today’s Masters Meet Tomorrow’s Talents", celebra la collaborazione tra 22 coppie di maestri artigiani e giovani talenti che hanno partecipato alla terza edizione della Homo Faber Fellowship. Proseguendo nella riscoperta dell’arte della lavorazione del legno pregiato, Etel punta sul designer argentino Cristián Mohaded: la sua collezione Entropia esplora il potenziale creativo del legno di scarto, trasformandolo in opere che coniugano irregolarità e rigore geometrico. La nuova collaborazione di Fornasetti con Cc-tapis dà vita, invece, a una collezione di tappeti capace di valorizzare l’inconfondibile tratto onirico dell’artista. Partendo dagli archivi dello storico atelier milanese, profondità grafica e illusioni ottiche creano una collezione teatrale, sospesa tra finzione e funzione. Promemoria, infine, scommette su eleganza, precisione e stile, con mobili che sembrano abiti tagliati su misura, come il tavolo da pranzo Levante, rivestito di tessuti selezionati e trattati.
La nuova tavola, tra cultura e sperimentazione
di Elena Sommariva
Complice la presenza in fiera di EuroCucina, anche al Fuorisalone il food design ha un ruolo centrale e diventa territorio di sperimentazione che unisce funzionalità e cultura conviviale. Cucina e progetto dialogano sempre più strettamente, dando vita a esperienze immersive dove il cibo si fa anche linguaggio visivo e narrazione. Lo storico brand finlandese Marimekko accoglie i visitatori all’Osteria Fiori, dove interpreta la tavola in modo gioioso, uno spazio sensoriale e olistico che combina pattern iconici e disegno contemporaneo come la nuova stampa floreale Kukasta Kukkaan disegnata da Erja Hirvi. Sul fronte dell’innovazione professionale, FreeGo è una vetrina refrigerante disegnata da Marc Sadler per Ciam: grandi ruote e alimentazione ibrida ne fanno un elemento mobile e versatile. Meisdel, marchio giapponese di cucine residenziali su misura, al suo debutto alla MDW, presenta Anima 01, caratterizzata da un unico foglio di acciaio inox, spesso 1,5 mm dalle linee curve continue. Takeda Katsuya, infine, esplora il confine tra ritualità e design, trasformando la preparazione del cibo in un gesto quasi meditativo. In mostra nel suo studio la serie di arredi Brace in legno di cipresso, ispirata al chaban, il tavolo rituale per il tè.
Sfide corali al progetto
di Valeria Casali
Uno degli osservatori privilegiati per intercettare risposte corali alle sfide del progetto contemporaneo sono le mostre collettive. Tra le proposte, "Budapest Select – Patterns of Being", curata da Hanna Imre e promossa da Creative Hungary, squaderna attraverso cinque sezioni tematiche un percorso dove designer e brand ungheresi si fanno vettori di una riflessione critica su come il progetto possa delineare un futuro consapevole della propria eredità culturale, ricerca e responsabilità ambientale. "Le Design Défilé", invece, rassegna di designer e produttori francesi promossa da French Living in Motion, riconsidera la natura statica dell’arredo anche attraverso la sua presentazione, che si snoda lungo un percorso ideato da Jakob+Macfarlane ispirato alle passerelle delle sfilate. "Hello Darkness" è invece il tema dell’edizione 2026 di We Will Design, ecosistema di iniziative di Base Milano per il decimo anno di attività presso gli spazi dell’ex Ansaldo tra la collettiva, il public program, gli interventi a CasaBase e la presentazione di un sistema di arredi reversibili ideato da studio Smarin con Emanuele Quinz. Un approccio sperimentale e speculativo che suona come un invito a smettere di subire il presente per iniziare ad "hackerarlo".
Palcoscenici urbani
di Loredana Mascheroni
La città si apre alla sperimentazione in palazzi storici o in spazi espositivi dei marchi del design. Palazzo Litta si conferma centro di attrazione con il Cortile d’Onore che ospita il primo lavoro site-specific in esterno in Italia di Lina Ghotmeh, che interpreta il tema Metamorphosis di Mosca Partners Variations mettendo al centro la memoria e il riconoscimento dell’unicità del luogo e del movimento. In un altro set storico, Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno, va in scena il gioco da tavolo nella mostra "0-99. Design per gioco" curata da Cristian Confalonieri, che allinea riproduzioni fedeli di giochi antichi, versioni giganti e pezzi in tiratura limitata o da collezione e La scrivania del game designer, installazione in dialogo con la scrivania di Pierluigi Ghianda. In zona Brera, Seletti interpreta l’estetica dei negozi di bricolage nel proprio showroom già in facciata, mentre all’interno oggetti di uso quotidiano assumono un carattere ironico e inaspettato. La trasformazione dello spazio espositivo di Kerakoll è invece affidata a Nathalie Du Pasquier e George Sowden: l’installazione a grandezza naturale Teatro della Vita utilizza la vitalità dei 1500 colori di Kerakoll Colors come elemento architettonico per creare una città immaginaria.
Confluenze di materia e arte
di Loredana Mascheroni
Arredo e moda consolidano una sinergia tesa ad ampliare i confini della creatività di entrambi i settori. In un’installazione a grande scala alla Pelota realizzata con legno di recupero, Hermès propone una collezione di oggetti che abbina metallo e legno, un nuovo tavolo di Barber Osgerby e una serie di pezzi di cuoio che esalta la maestria della maison. Atelier Biagetti attinge all’estetica del viaggio nello spazio per proporre una capsule collection che celebra i 50 anni di Mcm, con l’installazione immersiva e multidisciplare Disco on Mars che modula il proprio racconto con oggetti, musica, moda e tecnologia. Dolce&Gabbana conferma la convivialità come caposaldo della propria ricognizione nel mondo del design con la collezione La mise en place e l’arte della tavola, ma applica la propria estetica anche a imbottiti dalle forme generose. Lo showroom di De Castelli apre quest’anno le proprie porte ad Antonio Marras con "La Geometria del Caos", una mostra site-specific che presenta 23 opere uniche realizzate dallo stilista con i metalli e le finiture del marchio. Totem che sfidano la gravità, paraventi che sembrano scritti in un alfabeto dimenticato, lampade, specchi e mobili trasmettono quello stile peculiare che miscela antico e contemporaneo, uscendo dai confini di design, arte e moda.
Microcosmi temporanei
di Valeria Casali
Sono, come ogni anno, diverse le occasioni in cui i microcosmi temporanei del Fuorisalone riattivano alcuni frammenti della storia architettonica della città, sovrascrivendone il contenuto e il ruolo nel tessuto urbano. Facendo seguito all’installazione alla piscina Cozzi del 2025, 6:AM si appropria questa volta degli spazi della piscina Romano con "Over and Over and Over and Over". Le collezioni di vetro si snodano tra gli spogliatoi e gli esterni del complesso sportivo, progettato dall’ingegnere-architetto Luigi Lorenzo Secchi nel 1929. I tre piani della Sima Townhouse si rivestono invece di ceramiche smaltate per raccontare scene oniriche grazie a Locatelli Partners e diventano il Glazed Bar. I campioni delle forme dell’abitare milanese dello scorso secolo includono, invece, da un lato l’edificio residenziale che ospita il Convey Building – che tra spazi interni e terrazza ospiterà più di 20 marchi internazionali –, dall’altro una gradita incursione nel razionalismo di Villa Pestarini di Franco Albini, una delle sedi di Alcova che quest’anno raddoppia tornando negli spazi dell’ex ospedale militare di Baggio. Nella villa, oltre a un’installazione di Patricia Urquiola per Haworth e Cassina e voci del design contemporaneo, trova spazio un prezioso approfondimento del lavoro di Luisa Castiglioni.
Portatori di linguaggi e valori
di Elena Sommariva
Tradizionali (come pietra e legno) o più sperimentali (come poliuretano espanso e Xl Extra light), i materiali sono da sempre i protagonisti indiscussi di questa settimana. L’innovazione non è solo tecnica, ma anche profondamente culturale, capace di ridefinire il senso stesso del progetto contemporaneo. I materiali diventano inoltre linguaggio critico e portatori di valori ambientali, tecnologici e culturali. Esemplare in questo senso è il lavoro di Luca Nichetto con Xl Extralight, ingredient technology impiegata nel footwear ad alte prestazioni. Airstone, borsa prodotta in Sustainable+, è una riflessione sulla leggerezza industriale, sul rapporto tra massa e superficie. Analogamente, Vertigo di Giulio Iacchetti, tavola di legno curva in Triplostrato di Fiemme Tremila, dimostra come la tradizione possa evolvere in chiave sostenibile. Sul versante lapideo, Martinelli Venezia trasforma il marmo di Bufalini in un medium dinamico, mentre T40 Hack di Finemateria allarga la ricerca sperimentale e radicale sul poliuretano con un sistema di sedute, poggiabraccio e supporti per laptop che a Dropcity si innesta su una struttura preesistente.
Oggetti che fanno lo spazio
di Valeria Casali
Alla Design Week, il design da collezione va in scena con incursioni mirate dalla forte identità culturale, messa a sistema con una marcata solidità progettuale. Nel "Nilufar Grand Hotel", curato da Nina Yashar, diventa dispositivo per ridefinire il paradigma dell’accoglienza: nelle camere – tre interventi distinti di David/Nicolas, Filippo Carandini e Allegra Hicks – come nella hall e in altri ambienti, sono gli oggetti a "fare lo spazio". È possibile, invece, assaporare una curata variante del Belgian touch nel design grazie all’incontro tra Bieke Casteleyn e Jov in un’installazione dai toni caldi e burrosi, dove le forme organiche di specchi e arredi trovano rimandi visivi nella morbidezza tessile dei tappeti. Venezia e le sue botteghe si fanno riferimento metodologico per i 34 pezzi d’esordio di Marta Bastianello, tra le manifatture artigianali dei tessuti, i vetri fumé e i dettagli metallici di mobili, lampade e tappeti in "Venetian Echoes". "Polish Modernism. A Struggle for Beauty", presentata dalla Visteria Foundation, accosta pezzi originali e d’archivio del modernismo polacco a reinterpretazioni delle icone della tradizione, come la meblościanka, il mobile a parete: ogni oggetto porta con sé un racconto, personale e al contempo e collettivo.
Materiali, tecnologie e ricerca critica
di Silvana Annicchiarico
Tre giovani designer, tre provenienze e tre modi d’intendere il progetto: Anna Jaworek, Noelani Rutz e Gigi Totaro emergono come esempi di una nuova generazione che attraversa materiali, tecnologie e ricerca critica con grande libertà. Anna Jaworek, designer polacca con studio a Cracovia, lavora all’incrocio tra tecnologia digitale e lavorazione manuale. Coolki è una serie di vasi modulari in stampa 3D rifiniti a mano, composti da sfere intercambiabili che permettono di modificarne la configurazione. La designer svizzera Noelani Rutz, con base a Zurigo, unisce ricerca sui materiali, tradizione artigianale e osservazione dei fenomeni naturali. Fleeting Landscapes è una serie di piastrelle realizzata con il brand Tajimi, che traduce in ceramica le qualità effimere della neve, invitando a riflettere sul rapporto tra materia, clima e memoria. Gigi Totaro, designer e ricercatore italiano formatosi a Eindhoven, lavora tra design industriale, ricerca sui materiali ed ecologia. Postnatural Remains è un’installazione multimediale che indaga l’impatto dello smaltimento illegale dei rifiuti negli ecosistemi rurali del Sud Italia, aprendo una riflessione sul riuso ecologico degli scarti e nuove forme di convivenza tra ambiente naturale e artificiale.
