Mario Merz Prize. Chi vincerà tra i vincitori?

Bertille Bak, Mircea Cantor, David Maljkovic, Maria Papadimitriou e Unknown Friend  sono i cinque finalisti della terza edizione del premio.

Bertille Bak, Faire le mur, 2008, video 4:3 stereo, 17 mins, set photography. Production Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains. Courtesy Bertille Bak_Le Fresnoy

I cinque artisti selezionati fra le centinaia di proposte sono stati finalmente rivelati. A Torino, negli spazi di Fondazione Merz, cinque gruppi di opere presentano nuovi lavori o progetti recenti di: Bertille Bak (Francia, 1983), Mircea Cantor (Romania, 1977), David Maljkovic (Croazia, 1973), Maria Papadimitriou (Greta, 1957) e Unknown Friend, duo composto da Stephen G. Rhodes (USA, 1977) e Barry Johnston (USA, 1980). In mostra i lavori si presentano come cinque isole separate, cinque pianeti generazionali e compositivi quasi agli antipodi fra di loro.

David Maljkovic, ‘Out of projection’ 2009, film setting. Courtesy the artist
David Maljkovic, ‘Out of projection’ 2009, film setting. Courtesy the artist

Il grande semi-teatro all’ingresso, ospita il video Aquila non capit muscas (2018), dell’artista di origini rumene Mircea Cantor. Nella proiezione il tragitto predatorio di un’aquila viene seguito dall’obiettivo mentre con lo sguardo punta una preda inattesa: un drone. A qualche metro di distanza, l’artista istriano David Maljkovic presenta un’installazione (Yet to Be Titled, 2019) composta da elementi funzionali di utilizzo comune, la cui originale destinazione d’uso subisce un forte slittamento semantico, acquisendo nuovo significato. Sedie, tavoli, cavalletti e altri oggetti divengono una nuova struttura portante che si offre come display di altre opere di proprietà dell’artista. Attraversato il gruppo di sculture, appare imponente il lavoro teatrale di Maria Papadimitriou, autrice di origini greche, che porta in scena un’opera iconica attraverso un nuovo allestimento concepito appositamente per la Fondazione Merz. Unpacking Antigone (2017-19) esplora il celebre dramma di Sofocle, dedicato alla figura di Antigone, proseguendo la ricerca avviata con Laboratory Antigone (Fondazione Onassis, 2016). Rigenerando alcuni aspetti fondamentali della tragedia: la trasgressione della legge, la fedeltà alla famiglia, il personale progetto di morte.

Unknown Friend_Sivilizations Wake, 2018 Production Still
Unknown Friend, Civilization's Wake, 2018 Production Still

Nell’angolo più protetto del piano terra,  la giovane artista francese Bertille Bak presenta nuovamente un progetto del 2012, di convivenza e condivisione con le comunità Rom parigine: un ensemble installativo composto da tre opere che si sviluppa intorno a una suggestione molto particolare, cioè la durata del semaforo rosso sulle strade torinesi; un video; una sequenza di tabelloni elettronici, ciascuno dedicato alla linea metropolitana di una grande città europea. Il suo lavoro sviluppa un dialogo inatteso tra Parigi e Torino, proprio a partire dalla relazione tra il popolo Rom e la società. La lente, attraverso la quale è stata indagato questo complesso rapporto, è la grande quantità di fake news circolanti sui social network italiani e francesi a proposito dei presunti rapimenti di minori da parte della popolazione Rom e i conseguenti episodi di violenza e intolleranza generatesi nella cittadinanza. L’artista esamina gli elementi di difficoltà che impediscono o rallentano il processo di integrazione e la gestione stessa del fenomeno sul territorio.

In ultimo, nel piano interrato di Fondazione Merz,  Il duo artistico statunitense Unknown Friend, presenta Civilitation’s Wake (2018). L’opera prosegue e conclude la ricerca condotta sul romanzo Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain del 1884, prendendo le mosse dalla posizione critica avuta sino alla more da Twain nei confronti dall’idea di civilizzazione propria della cultura XIX Secolo. Girato tra Stati Uniti e Italia, il film documenta come le questioni legate all’odio razziale e alla tensione tra le diverse classi sociali siano oggi, come allora, estremamente attuali e come, di conseguenza, le affermazioni di Marc Twain non abbiano affatto perso di senso.

Al termine di questa mostra, la giuria composta da: Manuel Borja-Villel (direttore Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (direttore Artistico New Museum, New York - direttore artistico Fondazione Trussardi, Milano) e Beatrice Merz. L’annuncio del vincitore del premio avrà luogo a Madrid, in occasione dell’apertura della mostra monografica dedicata a Mario Merz presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia. E a Novembre 2020, uno fra questi artisti, avrà la possibilità i presentare una personale e un nuovo progetto, interamente supportati dalla Fondazione torinese.

Maria Papadimitriou, SOUZY TROS, 2012 up to now, Art Canteen, platform for public events 8 Markoni str, Eleonas, Athens, Greece, Photo credit  © Maria Papadimitriou
Maria Papadimitriou, SOUZY TROS, 2012 up to now, Art Canteen, platform for public events 8 Markoni str, Eleonas, Athens, Greece, Photo credit © Maria Papadimitriou
Titolo mostra:
Mostra dei 5 finalisti della 3° ed. del Mario Merz Prize settore arte
Date di apertura:
Dal 3 giugno al 6 ottobre, 2019
A cura di:
Claudia Gioia, Samuel Gross, Beatrice Merz
Sede:
Fondazione Merz
Indirizzo:
via Limone, 24 - Torino

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