Conflicting Heroes. L’arte e l’identità delle minoranze native

A Berlino, nove artisti nativi nordamericani rappresentano figure conflittuali in difesa dei diritti delle minoranze, in nome dei loro antenati.

Conflicting Heroes, Vista della mostra, Art Mûr Berlin, 2018

Parallelamente ai programmi della decima edizione della Biennale di Berlino, la Contemporary Native Art Biennial (BACA), negli spazi di Art Mûr introduce la prima mostra dedicata a nove artisti nativi nordamericani a Berlino. La quarta edizione di BACA ha inaugurato e poi si è prolungata per oltre due mesi, tra Montreal e Sherbrooke (sita nell’estremo sud della provincia del Québec), presentando quattro mostre e un fitto programma di eventi che hanno incluso performance, tavole rotonde, dibattiti e videoproiezioni. Suddivisa tra quattro sedi principali, la Biennale in Canada è stata ospitata da: the Stewart Hall Art Gallery a Pointe-Claire, Art Mûr, La Guilde e lo Sherbrooke Museum of Fine Arts. Il programma della quarta edizione ha rivelato diverse prospettive centrate sulle minoranze native, rappresentate dalle donne, dalle comunità LGBT e dagli artisti sciamanici.

A Berlino, la sede europea di Art Mûr funge da cassa di risonanza della quarta edizione di BACA, attraverso una collettiva di nove artisti dal titolo “Conflicting Heroes”. Sonny Assu (Kwakwaka’wakw), Natalie Ball (Modoc – Klamath), Dayna Danger (Metis – Anishinaabe – Saulteaux), David Garneau (Metis), Leonard Getinthecar (Nicholas & Jerrod Galanin, (Tlingit – Aleut)) in collaborazione con Nep Sidhu, Kent Monkman (Cree), Caroline Monnet (Algonquin), Jessie Short (Metis) e Skawennati (Kahnawake Mohawk) hanno interconnesso pratiche e metodologie per dar vita ad una mostra unica nel suo genere. Negli spazi adamantini di Art Mûr, gli artisti applicano numerose varietà di strategie visive dall’appropriazione alla trasgressione di codici. Reiventando le loro identità, attivando metodi tradizionali di costruzione, disvelamento e distruzione di stereotipi. Dai dipinti ai video, un’estesa varietà di supporti mediali sono stati usati per rendere leggibili narrazioni che definiscono l’identità di determinate minoranze indigene.

Rievocando il tema principale della decima Biennale di Berlino (We Don’t Need Another Hero), “Conflicting Heroes” mette inevidenza la ricerca epica di una figura che ci spinga a difendere quello in cui crediamo, contro ogni ingiustizia repressione del potere di parola, originato dagli stereotipi. Sulla scia di questa definizione, il dittico di Kent Monkman mostra come il largamente famoso Winnetou di Karl May non possa altro che essere visto come una rinnovata alternativa al prevalere di figure di criminali Indiani nelle storie di cowboy, ruolo che ancora oggi rimane ancora largamente problematico.

Infatti, spesso si conosce superficialmente la vita dei nativi americani che, in verità, sono molto lontani dai problemi che li vogliono coinvolti in abusi di stupefacenti, violenza, attività criminose e incarcerazioni, che hanno contribuito a normalizzare l’immagine dei nativi come persone minacciose e deviate. Questo è precisamente quel che Nicholas e Jerrod Galanin condannano attraverso Modicum (2014), installazione che mostra immagini di una rivolta, poste al di sotto di dozzine di bicchieri di caffè vuoti, contenitori sui quali sono scritti i nomi di persone non-bianche ammazzate dalla legge sul rafforzamento delle forze di polizia negli Stati Uniti. Inoltre due artisti Métis, David Garneau e Jessie Short, reinseriscono una nuova figura controversa nel loro lavoro. Garneau ritrae Louis Riel in un dipinto ispirato al famosissimo Napoleone che attraversa le alpi (1801) di Jacques-Louis David. L’associazione tra Napoleone e Riel offusca la figura storica proprio mentre se ne produce un ritratto-simbolo di nazionalismo. Mentre in Renaissance, Caroline Monnet offre uno spaccato, una visione potente sulla sorellanza fra native. Le sei donne, tutte attiviste e artiste, vengono ritratte sedute rette e fiere nei loro meravigliosi vestiti tradizionalizzati. Analogamente Dayana Danger mostra tre donne meravigliosamente oscurate da strane machere nere, che le rendono invincibili.

A Berlino, nove artisti nativi Nordamericani rappresentano un modo di combattere come figure conflittuali che difendono i diritti delle minoranze, in nome dei loro antenati.
Conflicting Heroes, vista della mostra, Art Mûr Berlin, 2018
Titolo mostra:
Conflicting Heroes
A cura di:
Michael Patten
Date di apertura:
8 giugno - 4 agosto 2018
Luogo:
Art Mûr Berlin
Indirizzo:
Hessische Strasse 9 10115 Berlin

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