Parigi. Sophie Calle muore

Al Musée de la Chasse et de la Nature le parole e l'arte di Sophie Calle si uniscono alla scultura di Serena Carone. Si parla di assenza, di amore e di morte.

Sophie Calle "Suite vénitienne" (sélection), 1980 48 photographies N/B, 23 textes, 23,6 x 17,1 cm / 17,1 x 23,6 cm / 30,2 x 21,7 cm  «  Je suivais des inconnus dans la rue. Pour le plaisir de les suivre et non parce qu’ils m’intéressaient. Je les photographiais à leur insu, notais leurs déplacements, puis finalement les perdais de vue et les oubliais. A la fin du mois de janvier 1980, dans les rues de Paris, j’ai suivi un homme dont j’ai perdu la trace quelques minutes plus tard dans la foule. Le soir même, lors d’une réception, tout à fait par hasard, il me fut présenté. Au cours d’une conversation, il me fit part d’un projet imminent de voyage à Venise. Je décidai alors de m’attacher à ses pas, de le suivre. »  ©Musée de la Chasse et de la Nature  Sophie Calle / ADAGP – Cliché : Béatrice

“Beau double Monsieur Le Marquis!” è la mostra di Sophie Calle (che a sua volta invita l’artista Serena Carone) al Musée de la Chasse et de la Nature fino al 11 febbraio 2018, a Parigi, nella cornice del Marais. L’esposizione ripercorre le produzioni artistiche dell’artista, ed è un aggiornamento rispetto alla personale del 2003 al Centre Pompidou.

Calle propone un’arte che fonde i limiti dell’autobiografia con il racconto di finzione, senza diventare un genere letterario, come l’autofiction, altrettanto francese. È arte, non letteratura: questo almeno finché resteranno vive le divisioni degli ambiti del marketing e dell’accademia. La mostra è dedicata al padre, e il padre è un pretesto per raccontare il rapporto dell’artista con gli uomini della vita. Ma è anche viceversa: gli uomini della vita raccontano il padre, che è morto. Non è un caso che si ritrovi in un posto così singolare: il Museo della Caccia, per l’appunto. Perché quella tra donna e uomo è una caccia in cui, con buona pace della psicanalisi, Edipo ed Elettra, non si sa chi sia la preda, non si sa chi sia il cacciatore, ma si sa che prima o poi qualcuno finisce imbalsamato, o muore - anche solo simbolicamente, come muore il tempo – senza essere dimenticato. Ma Sophie Calle non è sola: invita l’artista Serena Carone a dialogare con lei, proponendo sculture di un suo bestiario artistico: un coniglio, dei pipistrelli, un gatto rosso impiccato su una poltrona in damascato azzurro.    

Sophie Calle De la série "Histoires vraies"
Sophie Calle De la série "Histoires vraies" © Musée de la Chasse et de la Nature –Sophie Calle / ADAGP – Cliché : Béatrice Hatala

La mostra si apre con una frase commovente che fa da didascalia alla fotografia delle mani del padre. È una dedica: “A Bob Calle, primo spettatore di tutte le mie esibizioni./  Fino a questa/ e di cui lo sguardo mi mancherà”.  

Dedica al padre, Sophie Calle
Dedica al padre, Sophie Calle, foto OM

L’assenza e la morte sono il filo conduttore di tutta la mostra che è molto narrativa: sia perché i testi scritti la popolano, sia perché l’esposizione segue una “storia” ben definita: si va dall’assenza del padre, si passa agli episodi personali di esperienza di relazione dell’artista, e si finisce con gli annunci di “cerco moglie”. Il taglio è sempre ironico, pungente, giocoso. Ma non c’è solo la morte del padre, viene raccontata anche quella del gatto, “Souris”, che fa parte della lista di assenti: “Ce vide sans respiration, c’est là que le manque est le plus criant”. Scrive sotto la sua foto. “Il mio lavoro è molto sulla mancanza, sull’assenza… come la maggior parte degli artisti. Ho appena realizzato un progetto intitolato. Mia madre, mio gatto, mio padre. Sono tutti e tre morti ed è chiaro che io sono la prossima”, racconta Sophie Calle. “Ho sempre pensato alla mia morte”. La scrittura che accompagna la mostra è fortemente quotidiana, una specie di diario tridimensionale e transmediale. Molto dolce è la poesia (accompagnata dalla foto), sull’ultima parola del padre prima di morire. L’artista si chiede: quale sarà la sua ultima parola? “Tutte le sere, lasciando la camera dell’ospedale/ raccoglievo la parola che sarebbe stata l’ultima/ che avrei sentito dalla bocca di mio padre/ Ci sono state: Altrove/omosessuale, /soldi./"

Si parte dagli assenti parenti, il padre e il gatto. Si prosegue poi tutto il primo piano con gli uomini assenti, ovvero i ricordi, gli episodi della vita nel rapporto con l’altro sesso (e il proprio corpo, fatto per sé ma che si dà all’uomo).  Sophie Calle racconta di come si è accettata: il naso, il seno, tutto.

Sophie Calle “Le chasseur français”, 2017-10-18 12 textes sérigraphiés, 67 x 81 cm
Sophie Calle "Le chasseur français", 2017-10-18 12 textes sérigraphiés, 67 x 81 cm Catalogue des qualités principalement recherchées chez la femme par des individus de sexe masculin, à travers une sélection de petites annonces de rencontre publiées dans Le Chasseur français entre 1895 et 2010. À partir de 1990, des annonces du Nouvel Observateur puis de Meetic viennent enrichir la liste. L’étude se conclut par des messages empruntés à l’application de réseautage Tinder. © Musée de la Chasse et de la Nature, Sophie Calle / ADAGP, 2017 – Cliché : Béatrice Hatala

Si conclude con gli annunci: che cosa cercano gli uomini e che cosa cercano le donne. L’ultima sala ha questo titolo: “Cacciatore francese”, (annunci) da “non lontano” a “non povera”.  Un catalogo delle qualità principalmente ricercate nella donna dagli individui di sesso maschile, attraverso una selezione di annunci di incontro pubblicati da “Le chasseur francais” ("Il cacciatore francese”) tra il 1895 al 2010. A partire dal 1990 degli annunci del “Nouvel observateur” poi di Meetic arricchiscono la lista. Lo studio si conclude con dei messaggi presi dall’applicazione Tinder. Certo, è inevitabile non farne anche un discorso di genere: il maschio e la femmina diventano stereotipi, così come vuole il marketing. Ma è chiaro anche questo: nel conformismo, siamo sempre noi individui ad avere l’ultima parola.   

Esposizione:
Beau Doublé, Monsieur Le Marquis! Sophie Calle et son invitée Serena Carone
data di apertura:
10 ottobre 2017 - 11 febbraio 2018
Museo:
Musée de la Chasse et de la Nature
Indirizzo:
62, rue des Archives, 75003 Paris

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