Generative art and design

Nata negli anni Ottanta, l'arte generativa è il frutto dall'interazione tra l'uomo, che crea un algoritmo matematico o informatico, e la macchina, che lo esegue potenzialmente all'infinito. È insomma una sintesi tra scienza e creatività: ma si può davvero parlare di arte?

"Non c'è altra forma d'arte con lo stesso tremendo potenziale, quello di sommergerci di spazzatura", spiega lo scrittore di fantascienza Bruce Sterling, che a fine novembre proprio su questo argomento ha condotto a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton, un workshop di quattro giorni. Dopo una lunga serie di taglia, incolla, fotografa, muovi e misura, è arrivata la prima risposta: nei processi creati dagli studenti di Fabrica non c'è traccia di programmazione né di computer. Le opere ottenute sono Crumpled, la copertina di un quaderno da schizzi; Shape, un tappeto che si adatta automaticamente alla superficie; Dis-play, una specie di dama gigante in cui sono i concorrenti stessi a muoversi sullo scacchiere; Worm, un verme fatto di cubi di carta che rappresentano i pixel del computer. E. S.

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