La nuova stazione di ricarica firmata da Park a Monza è un manifesto all’economia circolare

Un drive-in dell’elettrico in mezzo alla nebbia della pianura padana: ecco il Power Hub Monza, progettato da Park per A2A, che genera quello che una stazione di servizio di solito consuma. 

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025

Foto Nicola Colella

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025

Foto Nicola Colella

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025

Foto Nicola Colella

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025

Foto Nicola Colella

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025

Foto Nicola Colella

C’è un filo che lega la stazione di servizio per auto elettriche e l’architettura del Novecento. Gio Ponti lo nota già nel 1928, sulle pagine di Domus, quando la legge come una nuova frontiera della modernità. E infatti, in queste architetture della vita quotidiana, si è spesso sperimentato un linguaggio del futuro: dal distributore Fiat Tagliero progettato da Giuseppe Pettazzi ad Asmara, in Eritrea — oggi patrimonio Unesco — fino ai punti di ristoro atterrati lungo l’Autostrada dei Laghi, quella che da Milano porta verso l’acqua. Nel 2020 la pompa di benzina e la sua incredibile architettura avevano appena compiuto un secolo e l’avevamo data per spacciata, ipotizzando che ne sarebbe rimasto solo un ricordo mitologico. Oggi sappiamo che non è così. Pare, infatti, che la stazione di servizio sia tornata a essere un campo di sperimentazione per l’architettura: solo che adesso, al posto della benzina, la carica è elettrica.

A confermarlo è un progetto tutto italiano: il Power Hub Monza, progettato da Park per A2A. Un dispositivo urbano compatto e pop, a metà tra l’infrastruttura e il padiglione. Un drive-in dell’elettrico che sembra sbucato da un film americano, girato nella pianura padana. E che prova davvero a fare ciò che promette: ridefinire l’archetipo della stazione.

La commissione arriva da A2A, multiutility italiana con base a Milano e forte presenza in Lombardia, attiva tra energia, reti e servizi ambientali, e l’obiettivo è dichiaratamente identitario: costruire un “flagship space” che porti nello spazio fisico i valori del brand — decarbonizzazione e uso circolare delle risorse. Park risponde con un progetto essenziale e immediatamente leggibile che mantiene la forza d’immagine della stazione novecentesca — geometrica, bidimensionale e memorabile — ma ne rilegge i contenuti, costruendo un vero e proprio ecosistema autosufficiente intorno all’architettura della sosta, un manifesto dell’economia circolare applicata allo spazio pubblico.

Il Power Hub Monza genera quello che una stazione di servizio di solito consuma.

Tutto ruota intorno a una pensilina circolare in legno lamellare: dodici costole ancorate a un nucleo centrale che sostengono una copertura sottile, azzurra, costruita con una materia rinnovabile e a basse emissioni di carbonio.  

Sopra, un impianto fotovoltaico trasforma la superficie in una piccola centrale che cattura la luce. La copertura, leggermente conica, raccoglie l’acqua piovana in un pluviale interno, convogliandola in vasche dedicate e riducendo la dipendenza della struttura dalle reti di irrigazione.  

Attorno, il progetto lavora anche sul suolo: superfici permeabili, pavimentazioni drenanti e stalli in grigliato erboso limitano le isole di calore e restituiscono porosità a un luogo che, per definizione, tende a sigillare il terreno. Il Power Hub Monza genera quello che una stazione di servizio di solito consuma. È scomponibile e riconfigurabile, come un padiglione. Ed è probabile che presto ne vedremo di simili anche fuori dalla Lombardia. 

Tutte le immagini: Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025. Foto Nicola Colella 

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025 Foto Nicola Colella

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025 Foto Nicola Colella

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025 Foto Nicola Colella

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025 Foto Nicola Colella

Park, A2A Power Hub Monza, Monza, Italia, 2025 Foto Nicola Colella