La Puglia oltre il mare: un itinerario di architettura

La Puglia offre molto: dai paesaggi di terra rossa all’architettura vernacolare dei paesi di tufo. Abbiamo raccolto qui una serie di chicche per chi visiterà la regione, meta fra le predilette in queste vacanze post-pandemiche.

Ogni più piccolo angolo della Puglia dà la possibilità di meravigliarsi: dalle antiche cattedrali di tufo (quella di Trani ha ispirato le labirintiche opere di Maurits Cornelis Escher) agli uliveti che si distendono su paesaggi marziani dalla terra rossa. La Puglia è anche fra le regioni italiane che più ha trasformato il suo rapporto con il turismo da due decenni a questa parte, attirando sempre più vacanzieri. Quest’anno, complice la pandemia, sarà l’occasione per molti italiani - e non solo - di (ri) scoprirla.

Ora che, dal Salento al Gargano verde e selvaggio, ogni ansa delle sue coste è stata percorsa, proponiamo una serie spunti fra architettura, arte e design per contaminare il vostro percorso con qualche scoperta in più.

Taranto, la Concattedrale di Gio Ponti

Gio Ponti elabora il progetto per la Concattedrale Gran Madre di Dio fra il 1964 e il 1967 per l’Arcivescovo Guglielmo Motolese. Completata nel 1970, la struttura viene poi pubblicata su Domus 497, aprile 1971: fotografie e disegni di progetto sono accompagnate dalle parole di Luigi Moretti. “In questa chiesa di Gio Ponti credo che la chiave di lettura sia interamente centrata nell’alto e grande fastigio che sovrasta tutto, nella grande ‘vela’ che s’alza al cielo. La battuta ritmica degli spartiti in altezza e la ripetizione orizzontale, con minime variazioni dei gruppi compositivi, dilatano la vela ben oltre le sue dimensioni fisiche. È una arborescenza irreale che, esclusiva, domina l’edificio”, scrisse l’architetto romano. In questa sineddoche della vela, però, non vorremmo che vi perdeste ciò che sta al di sotto di essa: dagli interni della chiesa alla raffinatezza nel disegno degli arredi liturgici.

Edoardo Tresoldi a Manfredonia

La ricostruzione immaginifica di questa basilica paleocristiana è fra le opere che hanno contribuito a far emergere il lavoro di Edoardo Tresoldi come nuovo ibrido fra architettura e arte. Tresoldi, classe 1987, completa questo intervento di rete metallica leggera per il parco archeologico di Santa Maria di Siponto nel 2016: di lì a breve, Tresoldi lavorerà ad Abu Dhabi, Barcellona e Coachella.

Il lavoro di Tresoldi a Siponto, fotografato da Maurizio Montagna

L’eremo di Vincent, follia ceramica a Guagnano

In pieno Salento, nel piccolo paese di Guagnano, l’artista tarantino Orodè Deoro (1974) si trasferisce nel 2000. Proprio nella casa dell’artista Vincent Maria Brunetti, nato qui, realizza 20 opere eclettiche e coloratissime che compongono la collezione della mostra permanente. A Vincent City, i mosaici di questa casa-museo stanno per compiere vent’anni.

Marcello D’Olivo sul Gargano

Un progetto imponente quello di una ‘città per le vacanze’ a Manacore, che parla la lingua del Moderno. Disegnato da Marcello D’Olivo, fra Peschici e Vieste, questo insediamento avrebbe dovuto occupare 400 ettari e ospitare fino a 20.000 persone. Presentato su Domus 412 nel marzo 1964, il progetto dell’architetto friulano venne realizzato solo in parte: fra gli edifici completati spicca l’hotel Gusmay, ancora attivo come struttura ricettiva.

Dante Bini a Torre Cintola

Guarda l’Adriatico questo resort nella provincia di Bari, un complesso di cupole dall’appeal futuristico realizzate negli anni Settanta utilizzando sostanzialmente dei gonfiabili. L'architetto emiliano Dante Bini, inventore di questo sistema costruttivo chiamato Binishells, realizzò con questa stessa tecnica La Cupola, la residenza estiva di Michelangelo Antonioni e Monica Vitti a Costa Paradiso, in Sardegna. 

Vista di Torre Cintola in un’immagine d’epoca. Courtesy Archivio Dante Bini

Il Pescetrullo a Carovigno

“La casa è forse il ritratto della coppia veneziana che mi ha commissionato questo progetto e vuole ricordare le loro sembianze” così scrive Gaetano Pesce sul suo Pescetrullo, progetto pubblicato su Domus 916, luglio 2008, realizzato per Caterina Tognon, gallerista veneziana. I quattro edifici sorgono fra ulivi secolari e poggiano su fondazioni in cemento. La struttura è realizzata in legno e su questa è stato schiumato il poliuretano colorato che dà una forma irregolare alle costruzioni e le rende energeticamente passive. Una ricerca però che è prima di tutto espressiva, verso un’architettura al confine con larte “serena, pluralista e capace di raccontare i luoghi e le loro culture”.

Masseria Moroseta a Ostuni

Il progetto di Andrew Trotter consiste nel recupero di una masseria antica vicino a Ostuni, convertendola in struttura ricettiva. Semplicità e armonia con il contesto rendono questa architettura moderna, senza però intaccare la struttura originale, fatta di tufo bianco soffitti voltati e archi a sesto ribassato.

Immagine di apertura: Edoardo Tresoldi,  Santa Maria di Siponto, Manfredonia, 2016. Foto Roberto Conte

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