A Santa Monica, dove l’architettura spesso vive di atmosfere informali create dal sole e dalle brezze oceaniche, Dub Studios ha realizzato una casa come “buen retiro” per un’anziana coppia di New York alla ricerca della luce californiana, e come punto di ritrovo per l’intera e numerosa famiglia.
Il progetto della Bearing House (letteralmente, “casa portante”) scaturisce dal desiderio di aggregazione e di convivialità domestica dei committenti, oltre che dalla loro nostalgia per il linguaggio delle architetture della zona d’origine, l’Upstate New York, che viene qui riletta e riadattata alle esigenze della vita contemporanea e del clima locale.
Il progetto scaturisce dal desiderio di aggregazione e di convivialità domestica dei committenti, oltre che dalla nostalgia per il linguaggio architettonico della zona d’origine, qui reinterpretata.
La costruzione a marcato impianto longitudinale, innestata su un lotto stretto e lungo, è infatti caratterizzata da un solido basamento “portante” (da cui il nome dell’opera) in cemento a vista gettato in ruvide cassaforme lignee, un leitmotiv – costruttivo e figurativo – che richiama la tipologia delle massive costruzioni in muratura strutturale dei fienili tra i pascoli della parte settentrionale dello stato di New York.
In alzato, rigorosi volumi intonacati sorgono da questa base, erodendosi in squarci visuali verso il giardino e scomponendosi tra aggetti e rientranze per ospitare i diversi ambienti funzionali. Fulcro simbolico della composizione è, al piano terra, la “trionfale” sala da pranzo affacciata sul giardino a sud-ovest e progettata per ospitare trentadue persone, a cui si aggiungono gli altri spazi diurni (cucina, soggiorno e un piccolo studio) mentre al livello superiore trovano collocazione le tre camere da letto. Con il giardino che lambisce l’abitazione su tre lati, la vita domestica si espande all’esterno in stanze a cielo aperto immerse nel verde, nel patio ribassato e nella terrazza a verde in copertura.
Negli interni, gli spazi punteggiati da arredi essenziali, dal tocco quasi monastico, si arricchisco di calore grazie alle finiture in legno chiaro dei pavimenti e alle superfici bianche delle pareti, in contrasto con la base in cemento grezzo a vista.
L’edificio – progetto vincitore dell’American Institute of Architects California (AIA) 2025 Residential Design Award-Honor – vuole porsi come un manifesto di sostenibilità ambientale.
Tecniche di progettazione passiva hanno consentito il controllo del benessere microclimatico interno riducendo l’impatto ambientale della costruzione: dallo studio dei flussi di illuminazione e ventilazione naturale, garantiti dal posizionamento di cortili, lucernari e del pozzo di luce adiacente al terrapieno sul lato ovest, alla presenza di sporti ombreggianti in facciata per il controllo dell’irraggiamento sulle superfici vetrate; dall’impiego di pannelli solari, alla copertura verde per migliorare le prestazioni isolanti; dalla piantumazione di essenze autoctone per favorire biodiversità ed equilibrio ecologico, al sistema di raccolta e filtraggio dell’acqua piovana per l’irrigazione.
L’impiego di materiali naturali, tecniche costruttive e maestranze locali – dal legno reperito in zona al tradizionale stucco esterno applicato a mano, ignifugo e particolarmente resistente al clima marino – conferisce alla costruzione un carattere schietto e durevole e rafforza il rapporto tra la casa e il suo contesto culturale e ambientale.
