Alvar Aalto è uno dei nomi che hanno definito il design del Novecento. Ma se oggi conosciamo le sue architetture e i suoi mobili come opere di un singolo autore, è anche perché per decenni la storia ha lasciato in secondo piano il ruolo di Aino Marsio-Aalto. Una grande mostra al Vandalorum Museum of Art & Design di Värnamo, in Svezia, prova ora a correggere quella narrazione, raccontando attraverso oltre 300 oggetti il lavoro condiviso di una delle coppie più influenti della storia del progetto. Aino e Alvar non si sono mai separati da quando lei, appena rientrata da un viaggio in Italia dopo la laurea, rispose all’annuncio di un giovane e allora sconosciuto architetto finlandese in cerca di un assistente e, pochi mesi dopo, lo sposò.
Alvar e Aino Aalto non sono mai stati un genio e un’assistente
Al Vandalorum Museum di Värnamo, una grande mostra celebra fino a gennaio 2027 il sodalizio creativo tra Aino e Alvar Aalto. Attraverso oltre 300 oggetti, l’esposizione racconta una collaborazione paritaria che ha cambiato per sempre la storia del design.
Courtesy Fondazione Alvar Aalto
Courtesy Heikki Aalto-Alanen
Foto Patrik Lindell
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- Nicola Aprile
- 30 giugno 2026
Da allora, fino alla morte di Aino, a soli 54 anni, i due hanno progettato insieme instancabilmente. Edifici, a centinaia, e tantissimi mobili che hanno reso la Finlandia un caso internazionale, prima negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo. Sono gli arredi diventati produzione seriale con Artek, il marchio che già nel nome unisce arte e tecnica, e che oggi, fino a gennaio 2027, abitano le sale della mostra Aino & Alvar Aalto. Attraverso mobili e oggetti, molti dei quali provenienti dalla collezione privata di Pertti Männistö, l’esposizione racconta l’approccio all’avanguardia di una coppia che ha saputo esplorare temi pionieristici come la sostenibilità ambientale e il funzionalismo, concetti ancora inediti nella Finlandia del primo Novecento.
A essere innovativo, nel lavoro dei due, è praticamente tutto: il rapporto tra loro, quello con clienti e produttori, l’approccio allo spazio e la capacità di trovare nella natura un’ispirazione che va ben oltre i caratteri formali, traducendone movimenti, metamorfosi e paesaggi in oggetti e luoghi democratici, intuitivi e accessibili. Racconta tutto questo anche il documentario Aalto, diretto da Virpi Maarit Suutari e parte integrante dell’esposizione curata da TAF Studio con le grafiche di Stefan Engblom.
Per anni una narrazione consolidata ha raccontato il loro lavoro come quello di un architetto e della sua assistente, di un progettista e di un’aiutante. E invece no.
La mostra arriva insieme a una consapevolezza maturata dalla critica e dagli storici solo a distanza di decenni: Aino e Alvar Aalto hanno lavorato insieme praticamente a tutti i progetti dello studio. Per anni una narrazione consolidata ha raccontato il loro lavoro come quello di un architetto e della sua assistente, di un progettista e di un’aiutante. E invece no. Pur con identità ben distinte, le opere dello studio nascono da un rapporto profondamente simbiotico: Alvar si occupava soprattutto dell’architettura, Aino degli interni e dei mobili, come dimostrano i numerosi disegni firmati A M-A, Aino Marsio-Aalto. Due facce della stessa medaglia che, nel loro caso, non sono mai esistite l’una senza l’altra.
Una sezione della mostra è dedicata al progetto realizzato dal museo insieme ad Artek, che ha coinvolto artisti e designer contemporanei nella reinterpretazione del leggendario Stool 60 del 1933. Gli sgabelli saranno venduti all’asta e il ricavato sarà devoluto alla Design School, dove giovani studenti approfondiscono il design partecipando a laboratori guidati da designer professionisti.
- Aino & Alvar Aalto
- Vandalorum Museum of Art & Design, Svezia
- Dal 23 maggio 2026 al 24 gennaio 2027