Nascosto nelle profondità degli annali della storia dei prodotti Apple c’è un fallimento conclamato di cui forse non avrete mai sentito parlare: la console Pippin. Il dispositivo, il cui nome deriva dalla varietà di mela Newtown Pippin, avrebbe dovuto rappresentare la risposta di Apple alla Playstation di Sony, ma con una visione ancora più ambiziosa.
Secondo i piani di Cupertino, la console non doveva essere solo un dispositivo di gioco, ma piuttosto una piattaforma tecnologica multimediale che potesse diventare l’equivalente del Vhs di Jvc per l’intrattenimento domestico.
La console con lettore Cd-rom fu sviluppata da Bandai su licenza di Apple a partire dal 1994. L’azienda giapponese produsse due modelli, l’Atmark e l’@world, ai quali Katz Media aggiunse in seguito un terzo modello, il Kmp 2000.
Nonostante le ambizioni di Apple di renderla parte integrante dell’ecosistema digitale casalingo, ne furono vendute solo circa 42.000 unità in tutto il mondo e il progetto fu immediatamente accantonato quando Steve Jobs tornò alla guida di Apple nel 1997.
Il fallimento della Pippin si spiega facilmente con il prezzo esorbitante di 599 dollari (circa 1.200 dollari odierni), un hardware poco potente privo di processori grafici o audio dedicati, prestazioni scadenti con i contenuti internet e costosi accessori opzionali come un lettore floppy e l’aggiornamento della Ram.
