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Il nuovo Policlinico è quasi pronto: dopo il Bosco Verticale, Boeri ridisegna un altro pezzo di Milano

Il progetto di Stefano Boeri Architetti porta nel cuore della città un nuovo complesso ospedaliero fatto di tre volumi, alta efficienza clinica, funzioni urbane, spazi commerciali e un grande tetto verde pensato come dispositivo terapeutico e nuova piazza urbana.

Il progetto di Stefano Boeri Architetti porta nel cuore della città un nuovo complesso ospedaliero fatto di tre volumi, alta efficienza clinica, funzioni urbane, spazi commerciali e un grande tetto verde pensato come dispositivo terapeutico e nuova piazza urbana.

Stefano Boeri Architetti, Nuovo Policlinico di Milano, 2026, Milano, Italia. Foto Guoyin Jiang

La storia del primo ospedale milanese risale al 1456 quando, per volere di Francesco Sforza, fu edificata la Magna Domus Hospitalis con il nome di Ca’ Granda, oggi una delle sedi dell’Università Statale. A pochi passi da lì, il Policlinico rimane una delle strutture ospedaliere più importanti della città, organizzata secondo un sistema a padiglioni che ospitano le diverse specializzazioni e sono collegati tra loro da percorsi all’aperto.

È dentro questa città sanitaria stratificata che Stefano Boeri Architetti ha progettato una nuova struttura ormai quasi completa, già mostrata in parte al pubblico di Open House lo scorso maggio. Il progetto si articola in due edifici principali e un terzo volume centrale, sormontato da un grande tetto verde. Mantenendo il sistema a volumi separati e rimanendo nel perimetro esistente, il nuovo complesso ospiterà reparti medico-chirurgici e materno-infantili.

Stefano Boeri Architetti, Nuovo Policlinico di Milano, 2026, Milano, Italia. Foto Guoyin Jiang

Al piano terra, una grande galleria funge da accesso alla struttura e da snodo verso i diversi padiglioni della cittadella sanitaria, integrando al contempo spazi destinati ad attività commerciali. L’obiettivo è dialogare con il tessuto urbano e integrarsi alle sue funzioni. Allo stesso modo, il grande roof garden è concepito sia come dispositivo terapeutico sia come nuova piazza verde, e promette di essere uno dei più significativi interventi di forestazione urbana previsti per il centro cittadino nei prossimi anni.

I due edifici principali sono volumi regolari, concepiti nell’ottica della massima efficienza e dell’ottimizzazione dell’orientamento interno. Assecondano l’estensione longitudinale del lotto, sviluppandosi per una lunghezza di 121 metri e raggiungendo l’altezza massima consentita dal piano regolatore – 28 metri. Le facciate sono organizzate secondo un modulo rettangolare che alterna finestrature a pannelli di rivestimento in Hpl, declinati in diverse tonalità di grigio, e sono ritmate da pinne verticali in vetro colorato verde, che filtrano e riflettono la luce creando un dinamismo cromatico che muta durante il giorno.

Stefano Boeri Architetti, Nuovo Policlinico di Milano, 2026, Milano, Italia. Foto Guoyin Jiang

A questi due corpi si collega l’elemento centrale, alto 18,5 metri e rivestito in lamiera forata verniciata di bianco, utile a filtrare la luce naturale e a garantire la necessaria riservatezza agli ambienti interni. Il giardino pensile, che amplifica la superficie abitabile, si configura come un paesaggio attrezzato: un sistema integrato di verde, percorsi, aree di sosta e spazi per attività all’aperto, che include orti, zone gioco, aree di meditazione e percorsi riabilitativi.

Immagine di apertura: Stefano Boeri Architetti, Nuovo Policlinico di Milano, Milano, Italia. Render di Stefano Boeri Architetti

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