Quarant’anni dopo che Christo e Jeanne-Claude lo avevano impacchettato, trasformandolo in una delle immagini più iconiche della Parigi contemporanea, il Pont Neuf è tornato a scomparire.
Quarant’anni dopo Christo, JR fa sparire di nuovo il ponte più famoso di Parigi
Con “La Caverne”, JR nasconde il Pont Neuf sotto una montagna artificiale percorribile. L’installazione rende omaggio a Christo e Jeanne-Claude, che sullo stesso ponte realizzarono una delle opere più celebri della loro carriera.
Foto Éléa Jeanne Schmitter© 2026 Atelier JR
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- Giulia Zappa
- 18 giugno 2026
Stavolta sotto una montagna di roccia e ghiaccio immaginata da JR, che con La Caverne rende omaggio tanto alle origini materiali della città quanto alla tradizione degli interventi artistici capaci di reinventarne lo spazio pubblico.
Dopo vari incidenti di percorso dovuti a condizioni meteorologiche avverse, è stata finalmente inaugurata La Caverne, la nuova installazione temporanea che JR, iconico artista urbano francese, ha realizzato sul Pont Neuf, il più antico ponte di Parigi.
Il nome dell’opera, traducibile con “la caverna”, nasce come un’opportunità di riflessione sui processi di estrazione della materia e, più specificamente, della pietra calcarea che ha reso possibile la costruzione della città e dei suoi monumenti più celebri, da Notre-Dame al museo del Louvre.
Messa da parte l’etimologia, dal lungosenna l’opera si manifesta soprattutto per la sua imponenza, prendendo le forme di una montagna innevata che abbraccia e mimetizza l’architettura del ponte fino a farla sparire. Un trompe-l’œil, dunque, capace di rimandarci in maniera sottile al mito della caverna platonica e ai tanti abbagli presi, più o meno consapevolmente, dalla nostra percezione fallace.
Stampate su una tela leggera, le rocce e il ghiaccio rappresentati da JR ritrovano il realistico bianco e nero, ispirato al fotogiornalismo pixelato della carta stampata, a cui l’artista ci ha abituato nel corso delle sue installazioni.
Ma è solamente camminando all’interno della montagna-ponte che la struttura gonfiabile da 20mila metri cubi d’aria svela la sua più intima natura, quella di un antro nella penombra, di uno spazio-rifugio vivificato dall’installazione sonora realizzata da Thomas Bangalter, ex membro dei Daft Punk.
Il riferimento alla storia urbana, tuttavia, non si limita all’epopea della costruzione di Parigi, al lavoro materiale ormai invisibile che ha permesso di manifestare la grandeur della città così come la conosciamo oggi. È un’altra mitologia artistica quella di cui La Caverne si nutre: nel 1985, il Pont Neuf fu infatti il teatro dell’impareggiabile The Pont Neuf Wrapped, l’audace impacchettamento orchestrato da Christo e Jeanne-Claude – l’opera che la coppia ha sempre definito come la più impegnativa della loro carriera.
Con La Caverne, JR ripercorre i passi dei due artisti, realizzando con la complicità di Vladimir Yavachev, nipote e storico collaboratore di Christo e Jeanne-Claude, un tributo alla carica avanguardistica dei loro interventi temporanei su scala monumentale.
Quarant’anni dopo, si rinnova l’invito a reinventare lo spazio pubblico di Parigi, a saper imagine nuovi modi di vedere la città oltre la consuetudine, e a fare della Senna – come ha già dimostrato la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2024, tenutasi come è noto lungo il fiume – un protagonista ineludibile della vitalità della città.
La produzione dell’installazione, che non ha beneficiato di nessun contributo pubblico e che sarà visitabile fino al 28 giugno, è stata resa possibile grazie al sostegno di fondi privati e alla vendita delle opere di JR, secondo il modello finanziario adottato da Christo e Jeanne-Claude. Una serie di schizzi e studi di JR sul ponte e su La Caverne sono attualmente in mostra alla Galerie Perrotin.