I nuovi auricolari flagship di Sony sono il trionfo della forma sulla funzione

Gli WF-1000XM6 promettono ergonomia, adattività e comfort nel comunicato stampa. Ma nella realtà tornano a essere visibili, presenti, quasi ingombranti: un oggetto che non si nasconde più, e che proprio per questo riapre una questione di design che sembrava chiusa.

Sony WF-1000XM6

Courtesy Sony

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Sony WF-1000XM6

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Sony WF-1000XM6

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Scartare la confezione dei nuovi auricolari Sony WF-1000XM6 è un tuffo al cuore. Accende un ricordo preciso: Hong Kong, estate 2019. Sulla Nathan Road, una delle strade commerciali più incredibili del mondo, con la sua successione di ristoranti, flagship store e mall nascosti in palazzoni insospettabili, c’è una pubblicità che campeggia. Sono i nuovi auricolari wireless di Sony, che in Europa sarebbero stati lanciati solo a settembre, all’IFA di Berlino. Me ne innamoro immediatamente, in un modo che oggi sarebbe probabilmente impossibile.

Gli AirPods erano stati lanciati “solo” tre anni prima e, nonostante la loro diffusione rapidissima, gli auricolari wireless avevano ancora il sapore di qualcosa di nuovo. I primi modelli top di gamma di Sony, i WF-1000X del 2017, seguivano una strada opposta rispetto ad Apple: niente stanghetta, una scatola allungata e severa, lontana anni luce dal bianco rassicurante di Cupertino. Con le WF-1000XM3, quelle del poster di Hong Kong, Sony spinge ancora oltre: nero e oro, linee curve interrotte da segmentazioni improvvise, un’estetica che sembra uscita da un Giappone cyberpunk di metà anni ’90. Sono oggetti forti, quasi aggressivi. E sì, anche scomodi: grandi, pesanti, con un case fuori scala. Ma suonano in un modo che nessun altro “bussolotto” di quelle dimensioni riesce a replicare. La concorrenza offre strumenti perfetti; con Sony, l’ascolto è stranamente, quasi fisicamente presente.

Sono semplicemente troppo presenti per essere un errore.

Poi qualcosa cambia. Sony capisce che quei prodotti non sono abbastanza allineati al mercato. Troppo carattere, troppo poco compromesso. Nei modelli successivi — la serie si aggiorna ogni due anni — lavora per sottrazione: i case si snelliscono, gli auricolari diventano più piccoli, più leggeri, più “giusti”. Più invisibili. È la traiettoria dominante del settore. Gli auricolari, oggi, devono sparire: nell’orecchio, nella tasca, nell’esperienza. Devono essere ergonomici, adattivi, perfettamente integrati. Devono funzionare, non farsi notare.  È anche la traiettoria raccontata nel comunicato stampa di Sony, che insiste su ergonomia, adattività e comfort come elementi centrali del progetto. Ma guardando ai WF-1000XM6, quello che emerge è quasi il contrario: un oggetto che torna a occupare spazio, a farsi sentire.

I nuovi WF-1000XM6 fanno esattamente il contrario. Non in modo nostalgico, e nemmeno dichiarato. Ma nei fatti sì. Sony torna a fare quello che sa fare meglio: impone una estetica propria, distante dai modelli sempre più indistinguibili delle aziende cinesi e americane. Tra i pochi tentativi recenti di differenziazione si possono citare quelli della neonata Nothing, ma qui la direzione è diversa: non trasparenza, ma presenza. Il risultato è un oggetto che non cerca di scomparire.

Gli auricolari, oggi, devono sparire. Qui invece tornano a farsi sentire.

La custodia è fuori scala, poco adatta alla tasca dei pantaloni e più grande del necessario. Gli auricolari stessi sono sensibilmente più voluminosi, al punto da creare qualche problema di fit. Eppure, è difficile considerarli un errore. Sono semplicemente troppo presenti per esserlo. Viene quasi voglia di portarli a tracolla, come una piccola borsa. Non è un ritorno al passato. Le forme non hanno più quella tensione retrofuturista delle XM3. Sono più morbide, più stondate, persino rassicuranti — c’è anche una versione Sand Pink — ma restano comunque intenzionali. Non cercano di mimetizzarsi. Non vogliono sparire. Ed è qui che il progetto diventa interessante. Perché arriva in un momento in cui gli auricolari wireless sono diventati un oggetto saturo, quasi noioso. Un must-have che ha perso qualsiasi carica simbolica, tanto che il ritorno al cavo è ormai percepito come una scelta stilistica.

Sony, invece, sembra rifiutare questa invisibilità. Dove il mercato lavora per ridurre, semplificare e neutralizzare, qui si torna ad aggiungere. Volume, presenza, identità. Il risultato è un paradosso: un prodotto che, almeno sulla carta, promette il massimo dell’ergonomia e dell’adattività, ma che nella pratica si comporta come un oggetto da vedere, da sentire, da negoziare con il proprio corpo. In un panorama in cui il design tende a sparire, Sony lo riporta esattamente dove non dovrebbe stare: nelle orecchie.

Tutte le immagini: Sony WF-1000XM6. Courtesy Sony

Sony WF-1000XM6 Courtesy Sony

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