Nessuno aveva fatto degli auricolari come quelli di Diesel

Catene, charms e quasi novanta euro di prezzo: i Diesel 60458 Wired Earbuds sembrano più un gioiello punk che un gadget audio. Una provocazione estetica o siamo davvero alla fine del tech invisibile?.

Belli, bellissimi, diversi. O talmente too much che il collega ti guarderà stranito quando li indossi al tuo desk. Perché da sempre è abituato a vederti addosso ogni genere di wearable. Perché in linea di massima, quando c’è una novità, io la provo. Ma attenzione: perché il codice estetico della novità oggi si è fatto banale, anzi banalissimo. Il minimalismo che era il trionfo della funzionalità è diventato un diktat. E spesso anche una banalità.

Diesel non è una azienda tecnologica, nonostante con il tech ci abbia flirtato parecchio. È un brand di moda. Uno di quelli che hanno segnato un’epoca e che oggi stanno trovando una nuova energia. Le recenti campagne social di Diesel sono state tra le più riuscite degli ultimi mesi e hanno spaccato Instagram. Insomma, è un brand che è abituato a fare le cose diversamente e non soltanto per i fashionista. Anzi.

E infatti i suoi nuovi auricolari hanno fatto impazzire la stampa tech – da The Verge a Digital Trends – più incuriosita dal design che dalle specifiche audio. Il nome è quanto di più tech e anti-tech al tempo stesso si possa immaginare: Diesel 60458 Wired Earbuds. Un numero un po’ a caso e poi semplicemente “auricolari con il cavo”. Sublime. E poi l’estetica. Perfetta per questi giorni da inverno del minimalismo. Più che semplici auricolari, sono un gioiello. L’estetica è quella di una catena. Hanno gli charms che vanno tanto di moda. Sono l’accessorio perfetto per tutti coloro che hanno sempre pensato che gli auricolari, soprattutto quelli con il filo, fossero banali. Troppo banali. Banalissimi.

Non sono auricolari: sono una provocazione estetica travestita da tech.

Banali ma funzionali, bisogna dirlo. Perché quella di Diesel è una bellissima provocazione estetica. Con un price point a dir poco intenso: circa 90 euro senza alcuna pretesa di audiofilia. Gli EarPods di Apple ne costano una ventina. Qui siamo quasi a novanta. Insomma, qualcosa che Diesel vende a un prezzo relativamente accessibile, ma totalmente fuori dal range medio del prodotto. La questione è però un’altra.

Forse la domanda è un’altra: è questa la fine del tech invisibile? Dopo anni di oggetti progettati per sparire — dagli AirPods agli smartwatch — Diesel fa il contrario. E lo fa senza essere un’azienda tecnologica.

I 60458 – che suona un po’ come un cap di quelli che lasciano il segno, tipo Beverly Hills 90210 – sono quasi inutilizzabili. Perché ovviamente pesano. Certo, potevano pesare ancora di più. Ma pesano abbastanza per diventare scomodissimi quando li indossi, anche perché non c’è l’ombra di una clip per fissarli alla giacca o alla maglietta. E quindi stanno un po’ nelle orecchie, poi scappano via. Ma il sogno si era già spezzato prima: perché tutta l’estetica metal in realtà delude al primo tocco. Questa è plastica. Troppo pesante comunque, ma pur sempre plastica.

E quindi li userete pochissimo. Ma se avete bisogno di un paio di auricolari da portare al collo al listening bar – o con cui sollevare il disgusto del collega che vi piace punzecchiare in ufficio – sono perfetti.

Tutte le immagini: Diesel 60458 Wired Earbuds

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