Sono in mostra al Laboratorio Formentini per l’Editoria di Milano un’ampia selezione di artefatti grafici (poster, annunci, copertine di libri e periodici, articoli in riviste, cartonati e mockup di espositori pubblicitari). La mostra racconta micro-storie del progetto grafico che hanno visto come protagoniste donne graphic designer, spesso escluse dalle grandi storie del design italiano e internazionale, come Brunetta Mateldi, Anita Klinz, Claudia Morgagni, Simonetta Ferrante, Jeanne Grignani, Lora Lamm. Da questi materiali è possibile vedere come l’immagine della donna e la sua rappresentazione realizzata da mani femminili e maschili (ad esempio, Silvio Coppola, Salvatore Gregorietti, Antonio Tubaro, Franco Mosca, Ilio Negri e Giulio Confalonieri, Bob Noorda, Massimo Vignelli, Pino Tovaglia) permetta di rileggere i cambiamenti della società italiana e al contempo di riflettere e discutere sulla dimensione qualitativa del progetto grafico tra gli anni ’40 e ’70 e l’uso del corpo femminile. E su quanto sia cambiato nel tempo. Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Centro di Documentazione sul Progetto Grafico di AIAP – Associazione italiana design della comunicazione visiva, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e Master Archivi Digitali FGCAD dell’Università di Macerata.