Le tonalità minori della Biennale Arte 2026: oasi, fantasmi e 111 artisti a Venezia

Giardini, oasi, devozioni e fantasmi, ma anche performance, jazz, ficus a Venezia e mango a Dakar: sembra un libro di Gabriel García Márquez. Invece è una mostra. Ecco i temi, le novità, gli artisti e le chicche della 61esima Biennale Arte di Venezia, “In Minor Keys”.  

“È giunto il momento di dare ascolto alle tonalità minori”: così si conclude il testo di Koyo Kouoh, la curatrice della 61esima Biennale d’Arte di Venezia, scomparsa improvvisamente l’anno scorso. Lei non c’è più, ma la sua visione è rimasta.

Quella di Koyo Kouoh sarà una mostra che ambisce ad ascoltare l’ignoto, a connettersi con ciò che non si vede, a dialogare — in un certo senso — con i fantasmi. Un po’ realismo magico, un po’ spiritualità musicale: “In Minor Keys” sarà a Venezia dal 9 maggio al 22 novembre 2026.

Nella teoria musicale, le tonalità minori sono basse, malinconiche e sognanti: non sempre emergono in primo piano, ma determinano struttura e qualità emotiva di una composizione. Per Kouoh sono il punto di partenza di una mostra che vuole restituire “le armonie che si oppongono alla cacofonia del presente”, “le canzoni di coloro che producono bellezza nonostante le tragedie”, gli universi conviviali che resistono anche nei momenti più difficili.

Ma come si costruisce una Biennale connessa alle frequenze minori?

Saranno 111 gli artisti a occupare Arsenale e Giardini. Provengono da tutto il mondo e non sono sempre figure individuali: l’idea è portare nello spazio espositivo associazioni, collettivi, scuole e progetti culturali che non coincidono pienamente con il sistema dell’arte. “Le frequenze minori sono un’idea ricca di cosa vuol dire il mondo” — e spetta agli artisti restituirla, come sciamani o mediatori tra noi e l’invisibile. 

È giunto il momento di dare ascolto alle tonalità minori.

Koyo Kouoh

Tutto parte da una mappa disegnata a mano dalla curatrice — la prima donna africana a ricoprire questo ruolo nella storia della Biennale. Al centro, il titolo della mostra; attorno, una costellazione di coordinate: le sezioni tematiche su cui si articola la selezione degli artisti, tra le ultime scelte che Kouoh è riuscita a definire.

Incanto, processione e invocazione, ma anche scuole, santuari, soglie e giardini: più che categorie, vere e proprie architetture immaginarie in cui trovano posto artisti come Nick Cave, Ayed Yassin, Alfredo Jaar, Kennedy Yanko, Annalee Davis, Michaela Yearwood-Dan, Christen Holler, Laurie Anderson e Pauline Oliveros.

Koyo Kouoh. Foto Mirjam Kluka

Due novità distinguono questa edizione della manifestazione dalle precedenti. La prima sono le “oasi”, che attraversano l’intero percorso espositivo: spazi dedicati all’evocazione di presenze e memorie, dove prendono forma studi, appartamenti, discorsi e momenti di grandi artisti del passato. C’è, per esempio, l’ultimo studio di Marcel Duchamp — dove l’artista lavorò in segreto per vent’anni — ma anche riproduzioni di dancefloor e rock party itineranti. 

La seconda è un fitto programma di performance e attivazioni che si avvicenderanno nella prima settimana di apertura in tutti gli spazi della mostra. Una, in particolare, è una processione di poeti dedicata alla curatrice. 

L’allestimento del Padiglione Centrale, curato da Wolff Architects, si ispirerà a due libri: Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez e Beloved di Toni Morrison, cercando di dare priorità all’esperienza sensoriale più che a quella didattica. 

Si tratterà di una mostra informale, polifonica, anche un po’ caotica. Non a caso il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, suggerisce di attraversarla con in cuffia Soul Sacrifice. 

Immagine di apertura: Big Chief Demond Melancon, Second Chief of the Seminole Hunters wearing the Africa suit, 2011. Courtesy the artist

Ultime News

Altri articoli di Domus

China Germany India Mexico, Central America and Caribbean Sri Lanka Korea icon-camera close icon-comments icon-down-sm icon-download icon-facebook icon-heart icon-heart icon-next-sm icon-next icon-pinterest icon-play icon-plus icon-prev-sm icon-prev Search icon-twitter icon-views icon-instagram