Stone Island, il marchio italiano di moda, ha regalato una macchina fotografica a pellicola da 35 mm a una selezione di clienti Vip in Cina come parte della sua capsule collection Year of the Horse ’026 per il Capodanno cinese. La fotocamera è di colore argento, con un obiettivo da 28 mm f/8 senza messa a fuoco e un flash incorporato. Viene fornita con una pellicola negativa Kodacolor 200 per 36 scatti.
La fotocamera non è stata venduta al dettaglio, ma è stata distribuita come regalo Vic nel mercato cinese, presentata in una tradizionale scatola rossa con coperchio incernierato, cassetto, scatola interna separata, foglio di istruzioni, rullino di ricambio e buste rosse che fanno riferimento alle hongbao tradizionalmente regalate durante il Capodanno lunare in Cina.
La scelta di una fotocamera analogica dimostra quanto la moda della pellicola sia diventata mainstream su scala globale. Il collegamento concettuale con la genuinità dell’analogico è ormai un facilissimo strumento di marketing. Invece di scattare infinite istantanee con un telefono, si torna all’esperienza del rullino, all’attesa delle foto da sviluppare, alla ritualità dell’immagine limitata e imperfetta. Un linguaggio che oggi il marketing della moda e del lusso conosce perfettamente.
Sul web la lettura concettuale di questo regalo si è spinta oltre il limite del buon gusto: questa fotocamerina è soprattutto una trovata di marketing eseguita bene e pensata nel modo giusto per un mercato, quello cinese, dove proporre regali memorabili e interessanti per il nuovo anno ha un valore reale nella costruzione di relazioni commerciali.
Se però si gratta un po’ la superficie del marketing, diventa subito chiaro che l’esclusiva fotocamera Stone Island condivide design, costruzione e specifiche estremamente simili con molte fotocamere analogiche Oem già presenti sul mercato, inclusi modelli molto vicini alla Kodak F8. Una rapida ricerca visiva su Alibaba porta a una raffica di oggetti simili, tutti con un prezzo medio di circa 10 euro per articolo: possono essere personalizzati con loghi, colori e altri dettagli. Molti condividono lo stesso design, la stessa forma e persino scritte quasi identiche sulle lenti.
C’è una sottile e soddisfacente ironia nel fatto che un marchio italiano possa riproporre ai clienti cinesi un regalo esclusivo che probabilmente deriva da una piattaforma produttiva Oem cinese già esistente. Niente potrebbe incarnare meglio lo spirito di un nuovo anno all’insegna della dominazione commerciale e produttiva cinese.
