Talvolta incluso con fatica nei discorsi sul design scandinavo, Verner Panton nasceva cento anni fa a Gamtofte (Isola di Funen, Danimarca). La traccia più evidente del suo passaggio sulla terra ha la forma inconfondibile di una sedia che porta il suo nome e che quando è entrata in commercio, grazie a Vitra, nel 1967, giocava un campionato tutto suo.
Verner Panton perpetua con le sue opere la ricerca sulle forme organiche avviata a inizio secolo da Aino Marsio e Alvar Aalto ed espressa con particolare evidenza nelle sedute di Arne Jacobsen – di cui fu allievo – soprattutto nella Egg Chair. Ma quelle di Panton si muovono su un altro binario. Progettata a partire dal 1960 come Stacking Chair e poi come S-Chair, la Panton Chair è l’esito di uno sguardo curioso e un approccio sperimentale a nuovi materiali, moltissimo a nuove posture e a una palette sgargiante che, nella produzione italiana, troverà pieno respiro pochi anni dopo con i progettisti postmoderni.
Proprio attraverso il colore, Vitra celebra il primo secolo dalla nascita del designer invitando tutti a scegliere il colore della nuova Panton Chair. L’azienda che ha consacrato la fama di Verner Panton mettendo in produzione anche altre sue sedute come la Cone Chair, la Heart Cone Chair e il più radicale dei suoi prodotti industriali, la Living Tower, gli renderà omaggio con un anno di iniziative (tra cui una grande retrospettiva allestita nel Vitra Design Museum di Weil am Rhein), di cui la prima è già in corso.
Sul sito dedicato all’iniziativa è possibile votare tra bold orange, flash red, deep magenta, ultra violet, strong purple, electric blue e bright turquoise per una versione della Panton Chair che sarà prodotta in edizione limitata, disponibile in duemila esemplari. I colori proposti sono stati campionati dal caleidoscopio cromatico che rende immediatamente riconoscibili non solo i prodotti, ma anche gli audaci progetti di interior design firmati Panton.
