Febbraio 2006. Il Villaggio Olimpico di Torino è nuovo di zecca. Gli atleti entrano e escono dagli edifici appena completati, le camere sono ancora intatte, le mense funzionano a pieno regime. Tutto è temporaneo, ma progettato per sembrare permanente. Terminati i Giochi, questi stessi appartamenti, si dice, diventeranno case, residenze universitarie e servizi: un nuovo quartiere nato sulle ceneri dell’area industriale degli ex Mercati Generali.
Febbraio 2026. Milano-Cortina si è appena conclusa. I villaggi si svuotano, gli accessi vengono chiusi, le telecamere si spengono e le strutture si avvicinano al momento in cui dovrebbero entrare nella loro seconda vita.
Online, è déjà vu.
Su Reddit qualcuno chiede com’è finita a Torino 2006. Su Instagram circolano foto di strutture, piste e spogliatoi abbandonati. Creator e urban explorer tornano nel Villaggio Olimpico per vedere cosa ne resta e YouTube si riempie di video che suonano come un amaro presagio.
A Torino, nell’area ex industriale di via Giordano Bruno, il Villaggio Olimpico era stato progettato per trasformarsi dopo i Giochi in un nuovo quartiere residenziale.
Dopo la chiusura delle Olimpiadi, però, parte degli edifici resta inutilizzata o sottoutilizzata. I progetti di riconversione rallentano e, tra il 2013 e il 2019, diverse palazzine vengono occupate da rifugiati e richiedenti asilo, trasformando gli ex alloggi degli atleti in una delle più grandi occupazioni abitative informali d’Europa, con un numero di persone che potrebbe aver superato il migliaio.
Solo negli anni successivi iniziano le riconversioni definitive: alcune strutture vengono trasformate in residenze universitarie e progetti di housing sociale, entrando — quasi vent’anni dopo — nel mercato abitativo cittadino. Altre, soprattutto quelle legate agli impianti sportivi, sono rimaste per anni esattamente come appaiono oggi online.
Intanto Milano assicura che questa volta, allo Scalo di Porta Romana, andrà diversamente.
Immagine di apertura: r/olympics on Reddit. BWT_Urbex
