Memoriale della Shoah

Due parallelepipedi in corten sopra una piazza in pietrisco di basalto riportano in vita il ricordo tragico dell’Olocausto, usando l’architettura per suscitare emozioni e riflessioni.

Progettato da SET Architects ed eretto in meno di due mesi, il Memoriale della Shoah di Bologna sorge nella piazza delineata dalla neonata stazione ferroviaria, all’incrocio tra via dé Carracci e ponte Matteotti.

In un’area pronta a trasformarsi nel nuovo polo connettivo della città, con un’identità ancora tutta da plasmare, il Memoriale si presenta come landmark riconoscibile e di grande forza emotiva. Imponente oggetto materico, che attrae magneticamente i passanti, il monumento invita a riflettere sulla tragedia dell’Olocausto.

SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna

L’opera è costituita da due parallelepipedi in acciaio corten di 10 x 10 m, simmetrici e vicini tra loro, disposti perpendicolarmente rispetto alle mura preesistenti della piazza. La giacitura convergente dei volumi delimita un percorso, che da una larghezza di 1,60 m si riduce drasticamente a un varco di appena 80 cm, generando così un immediato senso di oppressione. Al loro interno, i parallelepipedi presentano una griglia di lastre orizzontali e verticali che si intersecano a 90°, formando orbite rettangolari di 1,80 x 1,25 m, rilettura in chiave architettonica delle celle dei dormitori dei campi di concentramento. Ma esiste un’altra faccia del Memoriale: quella esterna rivolta verso la città, che si presenta come la superficie liscia di una pagina di storia ancora tutta da scrivere, dove il perimetro delle celle è solo vagamente accennato da lievi sporgenze in metallo, a simboleggiare la consapevolezza contemporanea.

La scelta dell’acciaio corten, materiale che si ossida naturalmente all’aria aperta, non è casuale: con il passare degli anni, rivelerà i segni del tempo, dimostrando che tutto ha una storia. La pavimentazione del percorso tra i due blocchi è realizzata in ballast, pietrisco di basalto tipico delle massicciate ferroviarie, in memoria della Judenrampe (“rampa degli Ebrei”), la strada ferrata tra il campo di Auschwitz I – Stammlager e quello di Auschwitz II – Birkenau. II riverbero dei passi sui ciottoli e la netta restrizione del passaggio infondono angoscia: il Memoriale prende vita, e con esso il dramma del ricordo. La luce, infine, assume un ruolo cardine nella fruizione dell’opera. Durante il giorno, quando la piazza è colpita dai raggi del sole, il passaggio immerso nella penombra proietta il visitatore in un’atmosfera di riflessione; di notte, i fasci di luce artificiale che investono i volumi, amplificano il valore monumentale del Memoriale. L’opera, dalla forte carica simbolica, abbandona ogni retorica e intento didascalico per concentrarsi sull’importanza delle emozioni: i giovani architetti romani hanno progettato un monumento da vivere, che per raccontare la storia, punta sul presente.

SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna
SET Architects, Bologna Shoah Memorial, Bologna


Bologna Shoah Memorial, Bologna
Tipologia: memoriale
Architetti: SET Architects
Team di progetto: Lorenzo Catena, Chiara Cucina, Onorato di Manno, Andrea Tanci
Cliente: Comunità Ebraica di Bologna
Ingegneria strutturale: Proges Engineering
Impresa: Sì Produzioni
Opere metalliche: Officina Paolo Cocchi
Pavimentazione: Edil Nuova S.A.S.
Illuminazione: Erco
Completamento: gennaio 2016