Inaugurato nel 1838, il Green-Wood Cemetery si estende su 478 acri di colline, vallate, laghetti e sentieri, ed è stato uno dei primi cimiteri rurali degli Stati Uniti. Terzo cimitero più antico di New York, il suo vasto paesaggio naturale ispirò la realizzazione di Central Park e Prospect Park. Grazie alle straordinarie e variegate costruzioni che custodiscono i defunti al suo interno, nel 2006 è stato dichiarato National Historic Landmark.
Nel suo periodo di massimo splendore, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, il cimitero attirava fino a mezzo milione di visitatori all'anno, diventando così la seconda attrazione turistica più visitata degli Stati Uniti dopo le Cascate del Niagara. Oggi il Green-Wood Cemetery ospita circa 580mila residenti permanenti, tra cui alcuni dei più illustri musicisti classici di Brooklyn, politici corrotti, generali, giocatori di baseball, magnati dell'industria e artisti, tra cui il più celebre e recente Jean-Michel Basquiat.
Il Green-Wood Cemetery custodisce oltre 800 mausolei, la più vasta collezione di edifici funerari in stile Egyptian Revival, Gothic Revival e vittoriano risalenti al XIX e ai primi decenni del XX secolo. Un insieme che riflette fedelmente l'evoluzione degli stili architettonici sviluppatisi, nei secoli, al di fuori delle mura del cimitero, seppure in scala ridotta.
Un cimitero in miniatura
Uno dei modelli più datati e diffusi per la costruzione delle tombe si ispira alle abitazioni residenziali di Brooklyn, ma l'influenza è stata reciproca. Dopo l'inaugurazione del Ponte di Brooklyn, nel 1883, la città fu investita da un intenso boom edilizio. A dominare erano le brownstone, case con facciate rivestite da un sottile strato di arenaria del periodo Triassico-Giurassico, rosata e destinata, con l'ossidazione, a diventare di un intenso marrone cioccolato.
"Luoghi di riposo" mostra non solo come la morte sia la grande fonte di ispirazione per le opere culturali dell’umanità, ma anche come una singola forma estetica possa svolgere funzioni radicalmente diverse.
Ampie, distribuite su due o tre piani, con colonne classiche all'ingresso e le caratteristiche scalinate rialzate che permettevano di tenere l'abitazione al di sopra del fango, dei rifiuti e degli escrementi – umani e animali – che riempivano le strade, le brownstone rappresentavano la risposta di Brooklyn alle eleganti dimore e alle case a schiera di Manhattan.
Brownstone per i morti
All'interno del più antico cimitero di Brooklyn, le brownstone in miniatura furono tra le prime dimore costruite per i defunti. Diverse tombe e mausolei in arenaria risalenti agli anni Venti dell'Ottocento, originariamente situati nel cimitero della First Reformed Dutch Church di Brooklyn, furono trasferiti al Green-Wood al momento della sua apertura. Anche alcuni dei mausolei più antichi e piccoli costruiti nel nuovo cimitero erano realizzati in brownstone, completi di scalinate e colonne all'ingresso.
Queste costruzioni, imponenti ma realizzate con materiali economici e facilmente reperibili, influenzarono con ogni probabilità anche l'architettura sviluppatasi oltre le mura del cimitero.
Un altro degli stili più diffusi nell'architettura funeraria, soprattutto nei primi mausolei, è l'Egyptian Revival. Oltre a numerose mini-piramidi, si trovano decine di piccole tombe in pietra, scure, prive di finestre e dall'aspetto austero, spesso incastonate nei pendii delle colline, che richiamano antichissimi rituali funerari. Molti dei primi mausolei, compreso quello dell'uomo che vendette il terreno destinato a diventare il Green-Wood Cemetery e che fu tra i primi a esservi sepolto, furono costruiti seguendo questo stile.
Verso la fine dell'Ottocento, l'Egyptian Revival divenne popolare non solo nei cimiteri, ma anche nella progettazione di carceri e prigioni, poiché conferiva agli edifici un aspetto monumentale, severo e minaccioso. Il carcere newyorkese noto come The Tombs, che occupava un intero isolato, era uno degli esempi più imponenti di questa architettura. Lo scrittore inglese Charles Dickens lo descrisse con queste parole: "Cos'è questa lugubre massa pseudo-egizia, simile al palazzo di un mago in un melodramma?", aggiungendo che "in questo luogo angusto, simile a una tomba, gli uomini vengono condotti a morire".
Le porte del paradiso e dell’inferno
The Tombs era un'istituzione pubblica nel cuore della città, costruita su un terreno paludoso. Il Green-Wood Cemetery, con le sue decine di piccoli mausolei dallo stile simile a quello del carcere di Manhattan, rappresentava invece uno spazio privato immerso nelle dolci colline della periferia.
Per le masse di immigrati incarcerati, per i poveri delle città e per gli anarchici, The Tombs incarnava una porta verso l'inferno. Le minuscole tombe del Green-Wood, invece, erano concepite come l'ingresso al paradiso per le ricche famiglie di origine europea — tra cui massoni e membri di influenti gruppi sociali, religiosi e politici — che vi trovavano l'eterno riposo.
Il fatto che uno stesso linguaggio architettonico potesse essere impiegato per abitazioni private, edifici di detenzione pubblici e luoghi destinati al riposo eterno dimostra non solo quanto la morte abbia rappresentato una potente fonte d'ispirazione per le opere dell'ingegno umano, ma anche come una medesima estetica possa assolvere funzioni profondamente diverse.
