Milano Design Film Festival

Nelle quattro sale milanesi, oltre cinquanta titoli in programma, un concorso a tema e quattro giorni di appuntamenti dedicati a design, architettura, urbanistica e ambiente.

Sarà un lungo black carpet – che partendo dalla strada, guiderà all’interno della multisala – ad accogliere gli spettatori all’Anteo spazioCinema, sede della seconda edizione di Milano Design Film Festival, manifestazione patrocinata e supportata dal Comune di Milano e patrocinata da Milano Expo 2015.

Un segno forte che le organizzatrici, Antonella Dedini e Silvia Robertazzi, hanno scelto per confermare l’intenzione di fare conoscere alla città l’importanza e il senso del design e dell’architettura per il quotidiano contemporaneo. Per l’occasione, il cinema di via Milazzo 9 verrà rinnovato con il supporto degli sponsor aderenti al progetto, creando un temporary design site all’interno dello storico locale milanese degli anni Trenta.

Frame dal film: Daeyang Gallery & House, Seoul Korea. Steven Holl Architects di Adam Goss, Red Mike, Ryan Clark, Benjamin Brian Schaefer (Spirit of Space). USA 2012, 2’49”

La molteplicità di sguardi che il festival intende rappresentare è rispecchiata anche dagli inviti curatoriali. Da un lato l’approfondimento scientifico di Porzia Bergamasco, giornalista e critica di design e architettura; dall’altro la visione poetica dell’artista Letizia Cariello che, coerentemente con la sua ricerca creativa, sceglie di affrontare il tema del legame tra musica e architettura.

Il festival inizierà con l’inaugurazione alle ore 21 di giovedì 9 ottobre e, a partire da venerdì 10, le proiezioni cominceranno tutti i giorni dalle 13 e proseguiranno fino a mezzanotte. In calendario sono previsti film d’autore, racconti biografici, inchieste e inedite scoperte di opere monumentali e fondamentali, ma poco conosciute dal pubblico meno esperto. Gli edifici, i prodotti, le storie e i pensieri che nascondono ogni forma di creatività e di espressività sono narrati, spiegati – a volte romanzati –, restituendo non più solo quello che sono – un oggetto o un edificio –, ma la loro genesi e il rapporto con il contesto storico, sociale, economico.

Frame dal film: Ettore Sottsass di Anna Pitscheider Un progetto di Francesca Appiani. Italia 2007, 44’

Ad aprire il festival il progetto Cathedrals of Culture, curato da Wim Wenders (prossimo Orso d’oro alla carriera 2015) e presentato alla 64esima Berlinale all’inizio di quest’anno. I sei edifici, raccontati e diretti da sei mani diverse, propongono un’esperienza immersiva sia dal punto di vista cinematografico – le pellicole sono girate in 3D – sia per la scelta degli edifici, protagonisti in prima persona narrante delle loro storie e dei loro vissuti. Così, ci si trova a percorrere gli spazi della Berliner Philharmonie (Wim Wenders), a muoversi tra le stanze e gli archivi della Russische Nationalbibliothek di San Pietroburgo (Michael Glawogger), a oltrepassare i cancelli del carcere modello norvegese Haftanstalt Halden (Michael Madsen). E ancora, a camminare tra gli edifici californiani di Salk Institute (Robert Redford) o a essere spettatori dell’Opernhaus di Oslo (Margreth Olin). E infine, a seguire, lo svolgimento di una giornata all’interno del Centre Pompidou di Parigi (Karim Ainouz). Il film è distribuito in Italia da I Wonder Pictures e arriverà nelle sale cinematografiche italiane grazie alla collaborazione con UnipolBiografilmCollection e in televisione con Sky 3D.

Frame dal film: Home sweet home di Alejandro Diaz, Pierre Clenet, Romain Mazevet e Stéphane Paccolat. USA 2013, 10’ (animazione)

Di sperimentazioni e ricerca il festival ha fatto, in parte, la sua bandiera proponendo pellicole dei primi del Novecento, come Neues Wohnen. Haus Gropius di Richard Paulick del 1926 e Les Mystères du Château du Dé girato nel 1929 da Man Ray a Villa Noailles, a Hyères.

Il festival è anche veicolo d’inchiesta: il rapporto tra città e architettura, urbanistica e tessuto sociale, inquinamento e ambiente. In rassegna, spaccati di vita organizzata negli edifici occupati: nel centro finanziario a Caracas, oggi Torre David raccontata dai registi Daniel Schwartz e Markus Kneer; nelle metropoli in trasformazione: Istanbul in Ekumenopolis di Ucu Olmayan Sehir; nelle zone più inquinate del pianeta, accompagnati da un inviato speciale: Jeremy Irons messaggero di una vita più consapevole, in Trashed, di Candida Brady.

Frame dal film: Marteen van Severen: Addicted to every possibility di Moon Blaisse. Belgio 2014, 60’

MDFF vuole diventare anche un appuntamento per il design italiano e per le nuove produzioni nazionali a tema. Durante i quattro giorni saranno presentate opere di giovani filmmaker che hanno realizzato i loro primi cortometraggi pensando al festival. Si racconta la nascita del disegno industriale, delle grandi collaborazioni dei progettisti con le aziende illuminate, la trasformazione delle case e degli ambienti domestici, gli oggetti di nuova generazione e i complementi d’arredo. Questi segni di importanti trasformazioni sono i temi che attraversano il palinsesto di MDFF 2014. Da Love till I die di Michele Bonechi, che racconta il mondo di Fabio Novembre, a Sette miliardi, su Andrea Branzi e A casa di Carla. Un interno italiano sul lavoro di Giulio Iacchetti, entrambi di Max Rommel; da Design is one. Lella e Massimo Vignelli di Kathy Brew e Roberto Guerra, alla ripresa amatoriale della conferenza tenuta da Achille Castiglioni all’International Design Conference of Aspen nel 1989 e per MDFF recuperata da Flos. Fino all’intervista a Ettore Sottsass, pubblicata nella collana Design Interviews del Museo Alessi, di Anna Pitscheider. In calendario il film documentario di Francesca Molteni e Davide Pizzigoni Dove vivono gli architetti. Otto racconti di altrettanti progettisti internazionali: Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind, Studio Mumbai Bijoy Jain.

Frame dal film: The Airstrip – Decampment of modernism. Parte III di Heinz Emigholz. Germania 2013, 108’. Photo ©Heinz Emigholz/Filmgalerie 451/

Con il video-documentario Domus Voices – una mappa sentimentale della città, in proiezione nel corso della rassegna, Domus è tra i partner del Festival, con un progetto che racconta un paesaggio umano della città, una mappatura sentimentale disegnata dalle parole di grandi nomi dell’architettura, dell’arte e del design ai quali Domus ha chiesto di raccontare emozioni e visioni dell’abitare la città. Un’inedita prospettiva, valida per Milano ma forse per tutte le città del mondo, che ricorda all’architetto l’importanza di progettare intorno all’uomo con creatività e sensibilità. Un messaggio valorizzato dalla forza empatica e dall’immediatezza del linguaggio cinematografico. Inoltre, quale dono alla città di Milano, in cui sia Domus sia il Milano Design Film Festival fondano le proprie radici, Domus presenterà in palinsesto Domus Voices – Luoghi e percorsi, sette corti estratti da Voices, in cui architetti, designer e professionisti – tra i quali Alessandro Mendini, Patricia Urquiola, Manolo de Giorgi, Elio Fiorucci – svelano i propri luoghi del cuore, raccontando una Milano intima, carica di vissuti ed emozioni.

Frame dal film: Unfinished Spaces. di Alysa Nahmias, Benjamin Murray. USA 2011, 86’

Domenica 12 ottobre verranno presentati i lavori finalisti e assegnati i due premi ai vincitori del contest “K.I.S.S. Milano i luoghi dove mangiamo”, lanciato durante lo scorso Salone Internazionale del Mobile di Milano. A votare la giuria e il pubblico presente in sala.

Dal primo ottobre sul sito milanodesignfilmfestival.com sarà pubblicato il programma dettagliato delle giornate. Il web diventerà il megafono principale della cronaca della manifestazione – in tempo reale – grazie anche al contributo degli studenti di SAE Institute Milano, che daranno vita a una redazione speciale per l’evento. Nelle sale dell’Anteo spazioCinema sarà a disposizione il catalogo cartaceo che – oltre alle sinossi dei film – conterrà approfondimenti su alcuni dei temi trattati nelle pellicole.

Le mattine di venerdì, sabato e domenica saranno dedicate a workshop e a conversazioni con docenti universitari ed esperti internazionali di cinema e architettura. Coinvolte: l’Accademia di architettura di Mendrisio – Università della Svizzera Italiana, Image di Marco Brizzi, SAE Institute Milano, Sky Arte HD, Ultrafragola Channels. La serata conclusiva di domenica 12 ottobre ospiterà Lorenzo Palmeri, designer e musicista, che presenterà il suo ultimo album erbamatta con una anteprima del video di Memorie selettive e un set live.

Frame dal film: <i>Lost Rivers</i> di Caroline Bâcle. Canada 2012, 85’ Photo: © Andrew Emond
Frame dal film: <i>Lucien Hervé: A Photographer Despite Himself</i> di Gerrit Messiaen. Belgio 2013, 54’. Photo ©Lucien Hervé
Frame dal film: <i>Reconversao</i> di Thom Andersen. Portogallo 2012, 65’ Photo: ©Rui Pinheiro
Frame dal film: <i>The Invisible Frame</i> di Cythia Beatt. Con Tilda Swinton. Germania 1988, 60’ Photo ©Robert Brecko/Filmgalerie 451
Frame dal film: <i>Torre David</i> di Daniel Schwartz, Markus Kneer. Caracas 2013, 23’ Photo ©Daniel Schwartz
Frame dal film: <i>Watermark</i> di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky. Canada 2013, 92’.


9–12 ottobre 2014
Milano Film Festival
a cura di Antonella Dedini e Silvia Robertazzi

Workshop e conversazioni:

Venerdì 10, h. 10.30
Dal web al satellite – Comunicare con il video
Ultrafragola Channels e Sky Arte HD
intervengono Didi Gnocchi e Dino Vannini

Sabato 11, h. 10.30
Filmare l’architettura
Accademia di architettura di Mendrisio – Università della Svizzera Italiana
intervengono Marco Muller, Stan Neumann e Marco Della Torre

Domenica 12, h. 10.30
Design by video
Image di Marco Brizzi
intervengono Marco Brizzi, Franco Raggi, Alessandro Scandurra e Filippo Romano

Creare un documentario con smartphone e tablet

SAE Institute Milano
intervengono Giulio Fiorito e Daniele Raina.