Arte urbana al Foro Italico

Nell’ambito delle celebrazioni del Centenario e in occasione di “Game Open” il CONI ha inaugurato il progetto di arte pubblica “Iconica”.

Arte urbana al Foro Italico
Il progetto di arte pubblica “Iconica”, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Maria Alicata, è un percorso urbano con 100 immagini dei più importanti e promettenti artisti italiani e internazionali sul tema dell’arte e dello sport.  
Le opere sono allestite su pannelli di grandi dimensioni (140x210 cm) e predisposte ciascuna su un palo dell’illuminazione stradale, lungo un km, circa, nel tratto del Lungotevere che si snoda dal Ponte della Musica Armando Trovajoli fino a Ponte Milvio.
Iconica
In apertura: Lauren Godfrey, Il raccattapalle , 2014 (dettaglio), Courtesy l’artista. Sopra, a sinistra: Elisabetta Benassi, Senza titolo (459 Metri di campo arato) , 2005, Courtesy l’artista e Magazzino d’Arte Moderna, Roma. A destra: Fabio Mauri, Che cosa è il fascismo , 1971, Courtesy Studio Fabio Mauri, Roma

Per circa quattro mesi, sino al 21 settembre 2014, il Tevere di fronte al Foro Italico si trasforma così in un “viale delle arti” dedicato all’interpretazione iconografica delle discipline sportive e dello sport in generale.

“Iconica” è volto a trasmettere i valori dello sport per mezzo dell’arte e della cultura in un’occasione unica come il Centenario della fondazione del CONI. Il progetto permetterà una fruizione diretta dell’opera d’arte trasformando la zona del Foro Italico in una rete relazionale che consentirà di vivere lo spazio urbano come luogo di riflessione sul contemporaneo, in stretta connessione con lo sport. Il progetto di arte pubblica trasformerà la zona e la sua percezione, dando una nuova lettura del complesso architettonico e rafforzandone, attraverso l’arte, l’identità collettiva.

Iconica
A sinistra: Kendell Geers, Free Balling , 2008, Courtesy l’artista. A destra: Luana Perilli, Urformen der Sport , 2014, Courtesy The Gallery Apart, Roma

L’esperienza artistica diventa uno strumento di “mutamento” temporaneo che apre allo spettatore una visione nuova e in divenire, e che crea un dialogo tra architettura, arte, città e sport.

Sempre nell’ambito delle celebrazioni del Centenario, il CONI presenta, presso la Casa delle Armi di Roma, un’importante retrospettiva sull’artista Titina Maselli (Roma, 1924–2005), a cura di Bartolomeo Pietromarchi.
“Titina Maselli. Essere in movimento” è la prima grande mostra dedicata all’artista dopo la sua scomparsa incentrata, come sottolinea il titolo, sulle opere con soggetti sportivi che Maselli elabora, fin dalla fine degli anni Quaranta e per quasi cinque decenni, a partire da immagini di calciatori, ciclisti e pugili colti nel pieno dell’azione. Tra i primi a rileggere in chiave critica il Futurismo e a subire il fascino della città in espansione, Titina Maselli sintetizza sulla tela le energie vitali di queste figure e la loro contrapposizione, dando misura del moderno contesto metropolitano, con le sue dinamiche e rituali, ma anche gli scontri e le accelerazioni.
Titina Maselli
Titina Maselli, Calciatori , 1966, Olio su tela, 200 x 300 cm, Collezione MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma, ph Giovanni De Angelis
La mostra comprende oltre quaranta tra dipinti e opere su carta. Il percorso si apre con gli olii di piccolo formato realizzati tra gli anni Quaranta e Cinquanta, ancora influenzati dalle tendenze materiche e pastose dell’espressionismo romano, ma già dedicati alle immagini dei calciatori in azione tratte dai giornali sportivi (come Stadio , 1949 e Calciatore ferito , 1953).
Proseguendo in ordine cronologico, l’esposizione comprende alcuni Boxeurs degli anni Sessanta – che l’artista inizia a raffigurare in seguito a un soggiorno a New York – e una selezione di opere, tra le quali Calciatori , 1966, che testimoniano l’evoluzione del tratto e della tavolozza, che si fa più acida e squillante, in una volontaria adesione ai nuovi colori dei prodotti e della comunicazione di massa. Il passaggio tra i Settanta e Ottanta si traduce in un notevole ingrandimento del formato dei lavori – legato anche alla sua attività di scenografa – rappresentato dai tre grandi Stadi (1978 e 1982–1984) e da Elevated , grattacieli e calciatore ferito, nel quale si manifesta la crescente tendenza a frammentare il segno in un’esplosione di dinamismo ed energia.
Titina Maselli
Titina Maselli, Città , 1985, Acrilico su tela, 200 x 250 cm, Collezione privata, Roma
Gli ultimi due decenni dell’attività dell’artista sono presenti in mostra con un nucleo di tele dal taglio quasi cinematografico, dove ­– come in Calciatori in corsa , 2002 e Boxeurs , 2005 – emerge evidente l’influenza di questo linguaggio per tutto il corso della carriera della Maselli. Punteggiano il percorso espositivo alcune gouache e opere su carta, realizzate a volte sulle pagine di quotidiani sportivi, che hanno accompagnato negli anni la preparazione delle tele di formato maggiore mantenendo una propria autonomia e dimostrando un’attenzione costante dell’artista verso la produzione grafica.
Infine, fino al 15 giugno, il Ponte della Musica Armando Trovajoli ospita l’installazione sonora 12h di Donato Dozzy, ideata per sonorizzare l’intera struttura del ponte, immergendo l’architettura in un paesaggio acustico denso di suggestioni e di riferimenti culturali e musicali.

Fino al 21 settembre 2014
Iconica
Arte urbana al Foro Italico

a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Maria Alicata
dal Ponte della Musica Armando Trovajoli a Ponte Milvio, Roma

Fino al 27 luglio 2014
Titina Maselli
Essere in movimento

a cura di Bartolomeo Pietromarchi
Casa delle Armi
viale delle Olimpiadi, Parco del Foro Italico, Roma

Fino al 15 giugno
12h
Installazione sonora di Donato Dozzy

a cura di Bartolomeo Pietromarchi
Ponte della Musica Armando Trovajoli
Lungotevere Maresciallo Cadorna, Roma

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