Presentati all'interno della mostra "Pâte feuilletée"
alla Paradigma Design Gallery di Tel Aviv, la
designer Vered Zaykovsky presenta due oggetti
luminosi che nascono da Domus
come materia prima, ma in questo caso sono
lavorati con la resina, per creare una specie di
micro-monumenti, un omaggio a una rivista di
architettura e design, o alla dimensione di
un'architettura stampata sulla carta.
I due oggetti luminosi progettati da Vered
Zaykovsky fanno parte di un progetto sperimentale,
la ricerca di un metodo per trasformare i fogli di
carta di una rivista (in questo caso la nostra
Domus), legati in un certo loro modo (e in un certo
loro ordine narrativo), in un materiale resistente e
strutturale, una specie di laminato tri-dimensionale,
attraverso una lavorazione manuale artigianale.
È un’evoluzione del progetto Iltur (un tavolino
creato piegando le pagine di Domus) poiché
partendo
dalla stessa materia prima, anche
in questo caso si applica la tecnica dell'intreccio. Si
aggiunge però un processo di fossilizzazione della
materia – e dell'immagine – che è inglobata al suo
interno.
Spiega Vered: “Questa fossilizzazione è un mio
commento sui cambiamenti del nostro modo di
consumare informazione, una tendenza di passare
dal uso della materia alla ‘sempre meno materia’, e
con questo mio gesto vorrei ricordare un periodo,
per questo li vedo come micro-monumenti.
L'immagine dell'architettura stampata diventa una
microarchitettura e questo passaggio viene
enfatizzato dall'atmosfera creata con
l'illuminazione”.
Vered Zaykovsky: microarchitetture luminose
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- Elena Sommariva
- 28 ottobre 2010