Campus universitari, laboratori, centri di ricerca, bar, negozi e… un monastero. A Milano, all’interno di Mind, il distretto dell’innovazione nato sull’area Expo, Stefano Boeri firma un’architettura religiosa che reinterpreta i tratti archetipici del monastero. Lo spazio è protetto ma permeabile: all’interno di un grande hortus conclusus nasce il Chiostro delle Religioni. Un luogo, come spiega Boeri, “pensato per rispondere alle esigenze di una società plurale e promuovere il dialogo interreligioso”.
Il Monastero Ambrosiano, commissionato dalla Diocesi di Milano e previsto entro tre anni, sorgerà nell’area in cui si incrociano Cardo e Decumano e occuperà una superficie di 2700 metri quadri, quasi metà dei quali destinati a spazi aperti. Oltre al chiostro, nel Giardino delle Religioni le diverse tradizioni monoteiste presenti a Milano saranno rappresentate da differenti specie arboree. Tra gli spazi dedicati all’attività pastorale, la chiesa da oltre 300 posti conclude, con un impianto trigono, il disegno del chiostro, accompagnandone verso l’alto due vertici come omaggio alla facciata gotica del Duomo di Milano.
Un monastero nel distretto dell’innovazione
Nelle intenzioni del progetto c’è la costruzione di uno spazio destinato al confronto, allo scambio e alla ricerca, come testimonia la presenza di una Biblioteca delle Religioni accanto a un piccolo bosco di ciliegi dove saranno collocate alcune statue provenienti dai Depositi della statuaria della Veneranda Fabbrica del Duomo. La struttura ospiterà anche aule studio, un anfiteatro all’aperto, ambienti multifunzionali e una sezione dedicata alla cura pastorale con cinque residenze annesse.
Un monastero contemporaneo, pensato per rispondere alle esigenze di una società plurale e per promuovere coesione sociale, dialogo interreligioso e produzione di conoscenza.
Stefano Boeri
Lanciato nel 2023 attraverso una call for ideas che ha coinvolto istituzioni, centri di ricerca e studi di architettura, il progetto delinea la presenza nel distretto Mind di una Chiesa fondata su tre pilastri: vita liturgica, dialogo interreligioso e incontro tra saperi umanistici e scienze della vita. Questa visione, tradotta nel segno architettonico di Boeri, è stata presentata all’Abbazia di Chiaravalle, dove dal 1135 i monaci cistercensi sono stati non solo guide spirituali, ma anche innovatori capaci di rigenerare il territorio tra ingegneria idraulica e sperimentazione agricola.
Se la presenza di un edificio religioso in un distretto votato all’innovazione tecnologica può apparire anacronistica, il progetto sembra voler scommettere su una funzione diversa: offrire uno spazio di riflessione, incontro e ricerca all’interno di uno dei luoghi simbolo della Milano scientifica e tecnologica contemporanea. Più che una semplice chiesa nel quartiere dell’AI, il Monastero Ambrosiano prova così a introdurre dentro il capitalismo tecnologico un luogo pensato per la lentezza, il silenzio e la contemplazione.
