Milano Design Week

Salone del Mobile e Fuorisalone 2026


Hai solo 3 ore? La Design Week per chi non ha tempo

Dopo tre giorni in cui abbiamo visto davvero tutto, ecco la nostra selezione super ristretta delle cose da non perdere se vuoi respirare l’aria del Fuorisalone ma ha poco, pochissimo tempo. 

Le code al Fuorisalone non sono una novità, ormai da anni. Così come non lo è il rischio di smarrirsi nei meandri di un atlante sempre più fitto tra eventi e installazioni, di sobbarcarsi lunghe attese per grandi highlight reclamizzate, mancando magari qualcosa di più affine ai propri interessi, o qualcosa destinato a non tornare, e che si trovava a due porte di distanza.

Ferma restando l’impossibilità di fare miracoli e magicamente annullare le code, possiamo invece proporre una selezione dei luoghi e delle esperienze più significative, capaci di sintetizzare in pochi passi e qualche stazione di metrò tutte le anime della Design Week milanese: dall’interaction design, alla moda, al product. Si parte da Brera e si arriva in Porta Venezia – volendo, allungando su un “+1”, in Città Studi. Tutto in dialogo con la vera materia della città, quelle architetture che ne hanno fatto la storia e ne raccontano l’identità a tutto il mondo.

1. Uzbekistan Art and Culture Development Foundation - Palazzo Citterio

Via Brera 12
20-26 aprile, h. 10:00-18:00

Foto Alberto Dibiase

Palazzo Citterio, nel cuore di Brera, ha vissuto tante Design Week. La sua spettacolare sala sotterranea, tutta in calcestruzzo, ha visto fluttuare le sedie Monsieur Dior di Philippe Starck nel 2023 e ha fatto da contenitore monumentale per le delicate teiere di Loewe nel 2025, solo per citare gli allestimenti più memorabili. Nel 2026 ospita la prima partecipazione all’evento milanese della Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation, da qualche anno attivissima nella promozione della cultura locale all’estero. Qui, dodici designer internazionali presentano opere inedite nate dalla collaborazione con artigiani uzbeki, tutte legate al tema della panificazione. La mostra “When Apricots Blossom” – il titolo s’ispira ai versi di un celebre poeta uzbeko – comincia nel sottosuolo e termina nel giardino, che accoglie un raffinato padiglione ispirato alle yurte nomadi della regione. 

Alessandro Benetti

2. Serotonin - the chemistry of happiness - Loggiato della Pinacoteca di Brera

Via Brera 28
21-26 aprile, 10:00 - 19:00

Foto Guido Rizzuti

A pochi passi da Citterio, e ci si immerge nella materializzazione più spettacolare di ciò che è immateriale per eccellenza: le emozioni. La location, il cortile della Pinacoteca di Brera, non ha pari in termini di iconicità ma soprattutto di significati e suggestioni da cui Ricciardi parte per dare forma alla sua installazione. Il piacere nasce dall’esperienza della bellezza - il luogo, le sue collezioni - ma si mette anche in un contrasto giocoso con la gravità - guarda caso popolata in maggioranza di figure maschili - che viene dalla storia dell’istituzione; ed è veicolato da una sostanza: la serotonina. Tre grandi molecole colorate invadono il porticato del piano nobile, si gonfiano e si muovono, e, in un solo sguardo, danno un potere narrativo enorme alla chimica dell’essere umani. 

Giovanni Comoglio

3. Gucci Memoria - Chiostri di San Simpliciano

Piazza Paolo VI 6
20-26 aprile, h. 10:00-20:00

Foto Guido Rizzuti

Tra design e moda, tra contemporaneità e storia, tra arte e comunicazione: sfuma i confini tra mondi diversi la mostra “Gucci memoria” ai chiostri di San Simpliciano che, dopo il successo di “Gucci Bamboo Encounters” nel 2025, si conferma come location per la Design Week del marchio fiorentino. Sono di una genialità dissacrante i dodici arazzi disposti lungo le pareti del chiostro maggiore, che ripercorrono i momenti salienti della vita di Guccio Gucci e della sua maison. A questa componente più esplicitamente narrativa, se ne aggiunge una seconda di natura più evocativa e poetica: il centro dello stesso chiostro è un immenso prato fiorito, di fiori stagionali coloratissimi, che riproducono l’iconico motivo Flora. La mostra è completata dall’elegante (e piccolo) padiglione ospitato nel chiostro minore, chiaramente ispirato alle nobili architetture di Ludwig Mies van der Rohe, ma pragmaticamente adibito a distributore di bevande.

Alessandro Benetti

4. Hermès -La Pelota

Via Palermo 10
22-26 aprile, h. 10:00-17:00 (mercoledì); 10:00-20:00 (giovedì, venerdì, sabato); 10:00-18:00 (domenica)

Foto Guido Rizzuti

È ancora La Pelota, edificio modernista dell’ex-sferisterio, nel cuore di Brera, a ospitare la mostra di Hermès per la Design Week 2026. L’allestimento è firmato da Charlotte Macaux Perelman, architetta e direttrice artistica delle collezioni Hermès per la casa insieme ad Alexis Fabry. I supporti espositivi sono altrettante architetture, cubi o parallelepipedi di altezze e proporzioni diverse, bianchissimi e commentati da inserti di legno chiaro. Gli oggetti della nuova collezione Hermès Casa sono prodotti presentati come opere d’arte, che si osservano da prospettive diverse e talvolta inattese, muovendosi attorno o guardando attraverso queste eleganti piattaforme, che emergono dal fondale uniforme del pavimento in cemento.

Alessandro Benetti

5. glo x Numero Cromatico - Palazzo Moscova

glo x Numero Cromatico - Palazzo Moscova
20-26 aprile, h. 10:00-20:00

Foto Alberto Dibiase

Cinque minuti a piedi dalla Pelota, un palazzo allineato lungo una delle vie che si tuffano in Brera. La corte coperta é neoclassica, simmetrica, circondata da colonne di granito. Al centro, un “oracolo algoritmico”, un cerchio che è il cuore dell’installazione interattiva firmata da Numero Cromatico: chi visita tende la mano all’oracolo, afferra virtualmente una delle sentenze che compariranno, e la lancia verso le pareti perimetrali, dove andrà con tutte le altre micro o macro profezie a creare una cloud immersa nel fluire del tempo e della presenza delle persone in esso. 

Giovanni Comoglio

6. Dotdotdot x Geely - Istituto dei Ciechi

Via Vivaio 7
19-26 aprile, h. 10:00-19:00

Foto Guido Rizzuti

A pochi passi da Villa Necchi Campiglio, in soli quattro minuti, puoi ascoltare il suono di un organo che torna a funzionare dopo un secolo. All’Istituto dei Ciechi, storica istituzione milanese nata nell’Ottocento, Anima Mundi — l’installazione di Dotdotdot per Geely Auto — ti trasporta in un ambiente immersivo, dove suoni e immagini dipendono direttamente dal tuo movimento nello spazio. Un dispositivo installato sotto l’organo ottocentesco raccoglie dati ambientali come presenza, temperatura e umidità, traducendoli, attraverso un sistema digitale, in una partitura dinamica. Nel frattempo, cinque velari — ciascuno ispirato a una sfera della vita, dalla natura all’urbano — proiettano immagini in continua trasformazione, alternando AI e affreschi quattrocenteschi, in pieno stile "Rinascimento tecnologico".

Alessia Baranello

+1 6:AM - Piscina Romano

Via Ampère 24
19-26 aprile, h. 10:00-20:00

Foto Guido Rizzuti

Nel caos del cambiamento continuo, la ripetizione può diventare un punto fermo: è l’idea alla base dell’installazione di 6:AM alla Design Week. Dopo l’esperienza dello scorso anno, il duo torna in una piscina storica anni ’20, questa volta la Romano in Città Studi. Qui esplora il vetro e la sua relazione con la luce, trasformandoli in elementi spaziali. Accanto a piccole opere luminose negli spogliatoi, emergono strutture modulari più ampie che portano il lighting design verso una dimensione architettonica. Più che ripetersi, 6:AM evolve, lasciando spazio anche all’imprevisto. Peccato per la vasca non accessibile, ma l’atmosfera resta piacevole e rilassata, soprattutto grazie al Bar Pieno allestito all’esterno.

Francesca Critelli

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