La designer delle ciliegie

Dialogo con la designer slovena Nika Zupanc autrice di oggetti cult della scena locale, come le Black Cherry Lamp, lampade sospese a forma di grandi ciliegie, e del recente ristorante As Aperitivo.

Nika Zupanc, ovvero la designer delle ciliegie. Perché è sotto le sue lampade a forma di ciliegia, le Black Cherry Lamp, che incontriamo la designer slovena. Siamo a Lubiana, capitale della giovane repubblica dell'ex Jugoslavia (vent'anni "compiuti" l'anno scorso). Qui Nika, nel cuore della città, ha appena "ripensato" As Aperitivo, ristorante, ma anche lounge bar; la incontriamo tra i mobili che ha disegnato e le sue Black Cherry Lamp (nere, ovviamente, ma qui anche in rosso). Luminosa, sorridente, fascinosa (infatti è lei la "testimonial" del suo design, si fa fotografare spesso insieme alle sue opere, magari in uno dei suoi amati laghi di montagna, come per le ultime Bubble Lamp), arriva in jeans e con la borsa di un'altra designer slovena giovane e famosa: Lara Bohinc, che ora vive a Londra. "Ci conosciamo, certo", dice Nika. "Porto volentieri le sue borse e le sue collane, perché mi assomigliano".

Il tuo pezzo design più iconico sono le Black Cherry Lamp. Perché delle lampade-ciliegia?
L'ispirazione è arrivata da una canzone che continuavo ad ascoltare: Black Cherry dei Goldfrapp. Sono partita da lì per creare dei pezzi funzionali e modulari – le ciliegie sono pensate a 1, 2, 3 luci – ma soffusi di poesia.

In apertura e qui sopra: progetto per l'interno del ristorante As Aperitivo di Lubiana, completato a dicembre 2011. Photo Saša Hess

Uno dei primi oggetti di Nika Zupanc è invece Unfaithful, un piumino per la polvere che sembra un gioiello: potrebbe quasi far parte dell'armamentario porno-soft di Mr Grey, il protagonista di Cinquanta sfumature di grigio, bestseller annunciato (18 milioni di copie in 10 settimane), che la Mondadori ha appena lanciato in Italia e che, in America, ha sbancato su carta e in formato e-book. Le chiedo se l'ha già letto e Nika ride, anche se si segna il titolo sul suo iPhone (non a caso: scritto da una donna, è un passaparola al femminile).
Il piumino per la polvere è tra i primi oggetti che ho disegnato, insieme alla Maid Chair, che avevo presentato al Salone Satellite nel 2007 e che era piaciuta tantissimo a Marcel Wanders e a Moroso. Wanders voleva produrla per Moooi, ma poi abbiamo rinunciato: troppo costosa. Però è stato lì che mi ha detto, guardando la decorazione a merletti – che ho poi ripreso nella lampada Lolita – che ho questo, nel DNA.

Nika Zupanc: Bubble lamp, 2012, prodotte da La femme et la maison Nika Zupanc. Vetro di Murano rosa soffiato, prodotto da Vistosi, metallo, supporto per la lampada. Dimensioni: Ø 60 e 45

Cioè?
Cioè il prendere degli elementi estremamente femminili, quasi da cliché – le trine, i fiocchi, i cuori – e usarli in modo quasi maschile. È uno dei miei possibili alfabeti, una delle mie grafie.

Lubiana è una città di architetti. Il genius loci della città è Joze Plecnik, che fondò anche la prima università di architettura; dagli anni Trenta disegnò ponti, chiese, biblioteche; ma anche arredi urbani, sedie e lampade. Non ti sei mai ispirata a niente di suo?
No. Ma è vero che Lubiana è una città di architetti: ne ho sposato uno (ride, ndr). La mia ispirazione però, casomai, sono gli anni Ottanta, il gruppo artistico Neue Slowenische Kunst: erano momenti fantastici per vivere a Lubiana, quelli. Io ero una ragazzina, troppo piccola per partecipare, ma ho respirato quell'atmosfera.

Prendere degli elementi estremamente femminili, quasi da cliché – le trine, i fiocchi, i cuori – e usarli in modo quasi maschile è uno dei miei possibili alfabeti, una delle mie grafie.
Progetto per l'interno del ristorante As Aperitivo di Lubiana, completato a dicembre 2011. Photo Saša Hess

E quindi un po' di nostalgia, magari anche "ostalgie"? Nostalgia di un certo socialismo, socialismo glam?
Forse. Ma nostalgia rivisitata. Come quando, nel Padiglione di Plecnik a Villa Bled, sul lago di Bled appunto – a un'ora da qui, è un posto meravigliosamente rétro: era la residenza di Tito – un pomeriggio, seduta con una tazza in mano, ho immaginato delle sedie che raccontassero il rito del tè e il passare del tempo. Sono nate le 5 O' Clock, ricoperte di rose, per Moooi.

Progetto per l'interno del ristorante As Aperitivo di Lubiana, completato a dicembre 2011. Photo Saša Hess

Il tuo luogo del cuore è qui a Lubiana?
È proprio fuori dal centro urbano, nei boschi di Smarna Gora, a una decina di minuti dal centro della città, dove vado a camminare, ogni giorno. Controllo sempre sul mio iPhone l'ora esatta del tramonto, per essere lì quando cambia la luce, in tempo per gli ultimi raggi di sole: il mio momento perfetto d'ispirazione.

Il tuo ultimo progetto?
Le Bubble Lamp, che ho presentato all'ultimo Salone del Mobile a Milano, nello spazio Rossana Orlandi. In vetro rosa, perché volevo ricreare la luce poetica dei lampioni sui canali di Venezia, una città che amo molto. Le lampade sono nate lì, tra l'altro, nella fonderia Vistosi: nate dove le ho sognate.

Nika Zupanc è infatti molto apprezzata da Rossana Orlandi, la piccola grande signora del design italiano, che nel suo store milanese di via Matteo Bandello ha presentato i suoi ultimi lavori e li ha portati quest'estate – stiamo parlando di Homework – anche nel negozio di Porto Cervo. Le Black Cherry Lamp, poi, sono nella mostra Silent Revolutions che il MAO, museo di architettura e design di Lubiana, sta facendo girare per il mondo: la mostra che, qualche mese fa, è arrivata anche alla Triennale di Milano. Insieme alle lampade-ciliegia di Nika, due oggetti-cult del design sloveno, presenti anche nella collezione del MoMA di New York: il telefono prodotto da Iskra nel 1979; e la sedia Rex di Niko Kralj, disegnata nel '56. Ma c'erano anche i gioielli di Lara Bohinc. Socialismo sì, ma glam.