Tutte le mostre da vedere a Milano e dintorni questa estate

Musei, fondazioni, gallerie e spazi indipendenti inaugurano nuovi progetti e grandi retrospettive: una guida alle mostre che meritano una visita durante le settimane più calde dell’anno, a Milano o poco lontano.

1. John Coplans e Alessandra Spranzi, settantaventidue, Milano, dal 25 giugno al 10 settembre 2026 Negli spazi di settantaventidue, a Milano, due mostre mettono a confronto ricerche molto diverse ma accomunate da una riflessione sul linguaggio fotografico. Nella Canal Project Room, John Coplans (1920-2003) è protagonista di un percorso che ripercorre la sua produzione più nota, gli autoritratti monumentali in bianco e nero realizzati in età matura, affiancati da una rara selezione di opere Xerox che testimoniano il carattere sperimentale della sua ricerca. Nel secondo spazio, Alessandra Spranzi presenta invece un progetto inedito che riunisce lavori storici e nuove opere, concepite appositamente per lo spazio espositivo. La fotografia e il video diventano strumenti per osservare, ricomporre e reinterpretare immagini, oggetti e memorie, attraverso un processo che mette continuamente in discussione il significato di ciò che appare familiare. Due percorsi distinti che, pur partendo da esperienze e generazioni diverse, riflettono sulle possibilità dell'immagine come strumento di indagine del reale.

Courtesy settantaventidue

2. Siphonophores, Anni Wu Gallery, Milano, fino al 25 luglio Fino al 25 luglio la galleria Anni Wu ospita "Siphonophores", una doppia personale che propone un focus sulle ricerche di Ludovica Anversa (Milano, 1996) e Manuel Cornelius (Oberhausen, 1991). Il titolo della mostra fa riferimento ai sifonofori, complessi organismi marini formati da una colonia di individui che agiscono come un unico corpo: una metafora scientifica utilizzata per esplorare i concetti di mutamento, identità e interconnessione. Le tele di Ludovica Anversa si concentrano sulla dissolvenza della forma, catturando attraverso strati di pittura, velature e abrasioni l'istante precario che precede la scomparsa dell'immagine. A questi lavori rispondono le sculture di Manuel Cornelius, nate dalla combinazione tra modellazione digitale e l'impiego di elementi di derivazione biologica come l'agar-agar, una gelatina ottenuta dalle alghe marine. La materia organica reagisce spontaneamente all'ambiente, lasciando che le opere continuino a modificarsi nel tempo. Il risultato è un'affascinante riflessione sulla nostra natura di individui non isolati ma connessi al circostante, un invito a pensarsi in continua metamorfosi con l'ambiente.

Veduta della mostra Siphonophores, Courtesy the artists e Anni Wu

3. Performing PAC. These Fragments I Have Shored Against My Ruins, PAC, Milano, dal 3 luglio al 13 settembre 2026 Frammenti, macerie, collage e assemblaggi sono il filo conduttore della nuova edizione di PERFORMING PAC, il format con cui il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano rilegge alcune mostre che hanno segnato la propria storia. Intitolato “These Fragments I Have Shored Against My Ruins”, il progetto prende spunto dall'esposizione dedicata a Kurt Schwitters nel 2001 per riflettere sul tema della ricostruzione attraverso le opere di sette artisti contemporanei: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg. Collage, accumulo, stratificazione e riuso dei materiali diventano strumenti per interrogare il presente e la memoria del luogo, proprio nell'anno in cui ricorre il trentesimo anniversario della ricostruzione del PAC dopo l'attentato di via Palestro del 1993. Completa il percorso la Project Room “Architettura alla prova. Il PAC di Ignazio Gardella”, dedicata al progetto di ricostruzione dell'edificio attraverso disegni, modelli e materiali d'archivio.

Mika Rottemberg Cosmic Generator (Loaded #3), 2017-2018 Installazione video a canale singolo,audio e colore, 26’36”Ed. 6/6 + 1 variante d’artista© Mika Rottenberg Courtesy l’artista e Hauser & Wirth

4. Fosbury Architecture e Claire Fontaine – Tabula Plena, GaMEC, Palazzo della Ragione, Bergamo, dal 4 giugno al 18 ottobre 2026 Dal 4 giugno al 18 ottobre 2026, la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione a Bergamo ospita "Tabula Plena", mostra site-specific di Fosbury Architecture e Claire Fontaine, promossa dalla GAMeC per il programma "Pedagogia della Speranza". Ispirato al pedagogista Paulo Freire, il progetto trasforma lo spazio in un laboratorio permanente di emancipazione e condivisione critica del sapere. L'allestimento si articola su una piattaforma abitabile disegnata da Fosbury, arricchita da glifi nati dal dialogo con le scuole locali. Su di essa dialogano le sculture luminose a forma di emoji di Claire Fontaine, come critica all'isolamento digitale. Attraverso tre laboratori gratuiti co-progettati con Adelita Husni Bey, Numero Cromatico e l'URPS di Sabrina D'Alessandro, l'esposizione invita a scardinare gli automatismi quotidiani e a farsi produttori attivi di conoscenza.

Veduta della mostra GAMeC  Tabula Plena. Foto Nicola Gnesi Studio

5. Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento, Gallerie d’Italia, Milano, dal 9 luglio al 18 ottobre 2026 Dal 10 luglio al 18 ottobre 2026, le Gallerie d'Italia a Milano ospitano la mostra “Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento", curata da Chiara Rabbi Bernard in collaborazione con il Bozar di Bruxelles. L'esposizione indaga l’evoluzione e l'interdipendenza di queste due categorie estetiche tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento. Attraverso capolavori di maestri come Botticelli, Michelangelo, Tiziano, Dürer e Cranach, il percorso propone un inedito confronto speculare tra il Rinascimento italiano e quello nord-europeo. Dai canoni matematici della perfezione classica alla mimesi naturalistica della "vera Natura", fino al riscatto artistico del deforme, del mostruoso e della caricatura, la mostra svela come il Cinquecento abbia sdoganato il potere dell'artificio creativo, giungendo a codificare l'affascinante concetto di “bella bruttezza”.

Maestro del 1537 (antichi Paesi Bassi), Folle che guarda attraverso le dita, 1548 circa Olio su tavola, 34,1 x 24,8 cm. Anversa, The Phoebus Foundation @ The Phoebus Foundation

6. Harry Gruyaert. Retrospettiva, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, Torino, dal 18 giugno al 4 ottobre 2026 Considerato uno dei pionieri assoluti della fotografia a colori contemporanea, Harry Gruyaert è il protagonista della prima grande retrospettiva italiana ospitata negli spazi di CAMERA a Torino dal 18 giugno al 4 ottobre 2026. Il fotografo belga, storico membro dell’agenzia Magnum Photos, ha scardinato la tradizione del bianco e nero imperante negli anni Settanta e Ottanta, conferendo alla componente cromatica un valore puramente emotivo e percettivo. Ordinato in senso cronologico, il percorso espositivo si sviluppa a partire dalla dirompente serie sperimentale “TV Shots” per arrivare fino alle più recenti produzioni in digitale. Inserendosi nel solco già tracciato da maestri americani come Saul Leiter e William Eggleston, la mostra celebra una ricerca visiva in cui il colore cessa di essere un semplice elemento descrittivo della realtà per trasformarsi in una folgorante esperienza fisica, sensoriale e psicologica.

Harry Gruyaert, La fiamma olimpica, dalla serie TVSHOT © Harry Gruyaert/Magnum Photos

7. Cao Fei. Dash, Fondazione Prada, Milano, fino al 28 settembre L'artista cinese Cao Fei è protagonista della programmazione estiva della Fondazione Prada di Milano con il progetto multimediale “Dash”, incentrato sul rapporto tra uomo e tecnologia. Attraverso l'uso di fotografia, videoinstallazioni, realtà virtuale, documentari e materiali d'archivio, la mostra offre una panoramica sulla rivoluzione della smart agriculture, frutto di una ricerca di tre anni condotta dall'artista tra la Cina e il Sud-Est asiatico.  Rispetto ai suoi lavori più noti dedicati agli spazi industriali e logistici, questa volta l'attenzione si sposta sull'agricoltura come fondamento della civiltà. Il percorso espositivo fa dialogare l'intelligenza artificiale e i sistemi satellitari con i saperi tradizionali e i riti della terra, affrontando le contraddizioni di un settore oggi colpito da sfide globali come i cambiamenti climatici, la scarsità d'acqua e lo spopolamento delle aree rurali. La mostra alla Fondazione Prada conferma la centralità dell'artista nel panorama contemporaneo, in un periodo che la vede protagonista in contemporanea anche a Basilea, con “Testimonies to the Near Future” al Kunstmuseum Basel.

Cao Fei Dash (still), 2026. Courtesy l’artista, Vitamin Creative Space, e Sprüth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

8. Francesco Clemente. In Between, Triennale Milano, Milano, fino al 6 settembre 2026 Dal 29 maggio al 6 settembre 2026, Triennale Milano presenta "Francesco Clemente: In Between", a cura di Francesca Pietropaolo con Robert Storr. Si tratta della prima grande retrospettiva pubblica milanese del maestro della Transavanguardia e del suo ritorno in Italia dopo oltre quindici anni. Attraverso circa settanta opere dagli anni Settanta a oggi, la mostra esplora la dimensione dell’"in-between", quello spazio fluido e intermedio tra mondi, culture e spiritualità differenti. Il percorso celebra il carattere proteiforme della produzione di Clemente, che spazia dall'olio all'affresco e all'acquerello, evidenziando una costante metamorfosi in cui convivono l'oriente e l'occidente, il sensuale e lo spirituale. Tra i capolavori esposti spicca la storica riunione dei tre dipinti del 1982 “My House”, “My Parents”, “My Journey”.

Francesco Clemente. In Between, Installation view. Foto di Delfino Sisto Legnani

9. Isaac Julien. Museum Dreams, gres art 671, Bergamo, fino al 4 ottobre Considerato tra le figure chiave dell’arte contemporanea, il regista inglese Isaac Julien – nominato Cavaliere del Regno Unito nel 2022 – è il protagonista della grande antologica ospitata da gres art 671 a Bergamo fino al 4 ottobre 2026. Nelle sue opere, Julien intreccia cinema, coreografia e arti visive per esplorare temi centrali come l'identità, la migrazione e la memoria storica. La mostra, curata da Nathan Ladd, ripercorre oltre trent'anni di carriera dell'artista attraverso cinque imponenti installazioni video multischermo, quattro delle quali inedite in Italia, affiancate da sculture, manufatti, fotografie e materiali d’archivio. L'allestimento firmato dallo studio Adjaye Associates trasforma l'ex padiglione industriale in un percorso libero e senza tappe fisse, articolato in ambienti dai forti colori simbolici, permettendo al pubblico di muoversi liberamente, tra lavori emblematici come l'omaggio a Lina Bo Bardi, e più recenti come nel caso di “Once Again...”(2022), un'installazione che interroga con sguardo critico la tradizione dei musei occidentali.

Isaac Julien, Baltimore, 2003, installation view, Museum Dreams, gres art 671, 2026, ph. Diego De Pol, courtesy the artist and Victoria Miro © Isaac Julien

10. Cecilia Vicuña: El glaciar ido, Castello di Rivoli, Rivoli (TO), fino al 20 settembre Pioniera dell'“Arte Precario” e voce di riferimento del femminismo decoloniale, l'artista, poetessa e attivista cilena Cecilia Vicuña arriva al Castello di Rivoli con "El glaciar ido", la sua prima mostra personale all'interno di un museo italiano. Curata da Marcella Beccaria, l'esposizione si sviluppa negli spazi della Manica Lunga attorno a un monumentale quipu acostado: un'installazione orizzontale fatta di lane grezze sospese, volutamente priva di nodi per simboleggiare la progressiva perdita della nostra memoria collettiva nei confronti della Terra. L'opera evoca in modo diretto la scomparsa dei ghiacciai della vicina Valle di Susa e l'impatto dell'uomo sull'ecosistema, legando a doppio filo l'emergenza ecologica al dramma storico dei desaparecidos della dittatura cilena. Tra video, canti e poesie scritte direttamente sulle pareti, il progetto mostra la capacità unica dell'artista di trasformare materiali fragili in installazioni aeree dal profondo significato politico e sociale.

Cecilia Vicuña, El glaciar ido (2026; veduta dell’allestimento al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli - Torino. Foto: Sebastiano Pellion di Persano © Cecilia Vicuña, by SIAE

11. Joseph Albers. Meditation, Villa Panza, Varese, fino al 10 gennaio 2027 Dal 9 aprile 2026 al 10 gennaio 2027, le stanze di Villa Panza a Varese ospitano la mostra "Josef Albers: Meditations", un progetto del FAI e della Josef & Anni Albers Foundation. Curata da Nicholas Fox Weber con Gabriella Belli, l'esposizione presenta ventinove opere, tra cui capolavori raramente esposti, appartenenti alle celebri serie Variant/Adobe e Homage to the Square. L'allestimento non segue un ordine cronologico, ma si sviluppa come un itinerario intimo e rarefatto nelle stanze affacciate sul parco. Le opere dialogano magnificamente con lo spirito meditativo della collezione permanente di Giuseppe Panza di Biumo. Dedicata alla memoria di Maria Giuseppina Panza di Biumo, la rassegna invita a un lento "esercizio del vedere", dove le variazioni sul tema dell'artista tedesco diventano pura e profonda indagine sulla percezione del colore.

Josef Albers, Study to Homage to the Square: Vernal, 1957. Collezione Privata/Private Collection. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI

12. Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche, MAGA, Gallarate, fino al 20 settembre 2026 Al Museo MA*GA, la mostra monografica "Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche" celebra il centenario della nascita di uno dei massimi esponenti dell'Arte Concettuale italiana. Sostenuto da Strategia Fotografia 2025 della DGCC - Ministero della Cultura, il progetto nasce in stretto dialogo con l'Archivio dell'artista e approfondisce il suo peculiare rapporto con il mezzo fotografico. Al centro dell'esposizione vi è l'importante acquisizione della serie "Dopo le Grandi Manovre", un ciclo in cui Agnetti rielabora scatti ottocenteschi giapponesi ritrovati a Gibilterra, sovrapponendovi testi e segni grafici in un acuto gioco ironico e temporale. Tra frammenti narrativi e decontestualizzazioni, la rassegna include anche capolavori iconici come "Il Trono" (con Paolo Scheggi) e il celebre "Libro dimenticato a memoria".

Vincenzo Agnetti, «Dopo le grandi manovre», 1980, Gallarate, Collezione Museo MA*GA

13. Anouk Tschanz. Refugia, Cornovecchio (LO), fino al 4 ottobre 2026 In occasione della settima edizione di Una Boccata d’Arte, il progetto diffuso ideato da Fondazione Elpis, il borgo lodigiano di Cornovecchio ospita "Refugia", intervento site-specific firmato da Anouk Tschanz e curato da Edoardo De Cobelli. Inaugurato il 21 giugno 2026, il progetto esplora il "costone", un antico pendio arginale dell'Adda che sopravvive come stretta riserva di biodiversità tra le distese della pianura Padana. Con uno sguardo scientifico e al contempo concettuale, l'artista svizzera indaga questo microcosmo vegetale e animale utilizzando la fotografia analogica in bianco e nero. Gli scatti macro catturano gli insetti che popolano questa fragile oasi, concepita dall'autrice come un rifugio vitale e un'isola di resistenza biologica immersa nell'era dell’agricoltura industriale.

Anouk Tschanz, Refugia, Cornovecchio, Lombardia. Ph Andrea Benedetta Bonaschi. Opera realizzata con il sostegno di Fondazione Elpis nell’ambito di Una Boccata d’Arte 2026

14. The House that Jack Built, Pirelli HangarBicocca, Milano, fino al 26 luglio 2026 Pirelli HangarBicocca rilegge trent'anni di carriera di Rirkrit Tiravanija con “The House That Jack Built”, una grande mostra che mette al centro il legame profondo tra spazio architettonico e relazioni umane. Curata da Lucia Aspesi e Vicente Todolí, la mostra prende il nome da una nota filastrocca inglese per spostare l'attenzione dalla centralità dell'autore alla dimensione collettiva. Nella visione di Tiravanija, l'arte non è mai un oggetto da contemplare da soli, ma un'occasione d’incontro e relazione. Il percorso riunisce un’ampia selezione di lavori, molti dei quali reinterpretano e modificano alcuni celebri progetti che hanno fatto la storia dell'architettura modernista, come la Maison Dom-ino (1914) di Le Corbusier e la Glass House (1949) di Philip Johnson. Abbandonando l'idea di una mostra da osservare tenendosi a distanza dalle opere, il progetto prende vita giorno dopo giorno proprio grazie alle azioni spontanee del pubblico, chiamato ad abitare lo spazio e a creare situazioni di socialità sempre diverse.

Rirkrit Tiravanija “The House That Jack Built”. Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026. Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto Agostino Osio

15. Enzo Cucchi and Aleksandra Waliszewska, Consonni Radziszewski, Milano, fino al 26 settembre 2026 La galleria Consonni Radziszewski presenta un inedito e affascinante dialogo tra le opere di Enzo Cucchi e Aleksandra Waliszewska. La mostra mette a confronto due generazioni e due geografie artistiche distanti, ma profondamente unite dal ritorno alla figurazione e dal potere dell'allegoria. Da un lato Enzo Cucchi, figura chiave della Transavanguardia italiana, che dagli anni Settanta scardina il minimalismo con un linguaggio pittorico e scultoreo visionario; dall'altro Aleksandra Waliszewska, artista polacca che attinge al folklore slavo, ai paesaggi industriali e ai miti ancestrali. Attraverso mondi popolati da simboli ed enigmi, l'esposizione esplora la condizione umana e le emozioni primordiali, come la paura e il desiderio.

Veduta della mostra, Courtesy Consonni Radziszewski

16. Mario Raciti. Opere 1952 – 2025, Palazzo Reale, Milano, dal 1 luglio al 20 settembre 2026 Nei mesi estivi del 2026, Palazzo Reale dedica un'ampia antologica a Mario Raciti, tra i protagonisti dell'astrazione italiana del secondo Novecento, ripercorrendone oltre sessant'anni di attività. Curata da Luca Pietro Nicoletti, la mostra riunisce circa cento opere provenienti dal Museo del Novecento di Milano, dal Mart di Rovereto e da collezioni private, seguendo l'evoluzione della sua ricerca dagli anni Cinquanta fino ai lavori più recenti. Nato a Milano nel 1934, Raciti abbandonò la professione di avvocato all'inizio degli anni Sessanta per dedicarsi interamente alla pittura, sviluppando un linguaggio post-informale caratterizzato da una costante tensione tra realtà, memoria e dimensione interiore. L'esposizione, inserita nel ciclo "Maestri a Milano", rende omaggio al lungo rapporto tra l'artista e la città, restituendo il percorso di una figura che ha fatto della pittura uno strumento di indagine poetica e di riflessione sul tempo.

Mario Raciti, Fonti, 2022 Collezione privata. Foto Riccardo Molino

L’estate è arrivata, e tra weekend fuori porta per sfuggire al caldo fuori misura delle ultime settimane, e biglietti aerei prenotati per le agognate ferie estive, Milano rallenta il suo ritmo con le scuole chiuse e le strade un po’ meno piene del solito. A non fermarsi però, è la programmazione di musei, fondazioni e gallerie che continuano a inaugurare mostre, retrospettive e nuovi progetti, confermando il capoluogo lombardo come uno dei principali poli culturali dell’arte in Italia. E basta allontanarsi di pochi chilometri perché l'offerta si ampli ulteriormente, tra Bergamo, Varese, Gallarate e Torino.

Anselm Kiefer. Le Alchimiste. Installation view. Foto Ela Bialkowska, OKNO Studio

Il calendario estivo spazia dalla fotografia alla pittura, dalle installazioni video ai progetti multidisciplinari, tra i grandi maestri del Rinascimento e i protagonisti della scena contemporanea.

Mentre alcune delle principali mostre del primo semestre del 2026 si avviano alla chiusura, come Anselm Kiefer a Palazzo Reale, e Rirkrit Tiravanija al Pirelli HangarBicocca, ci sono altri progetti che resteranno visitabili anche nelle settimane più calde. Per chi resta in città sono da segnare in agenda: la mostra di Cao Fei alla Fondazione Prada, che riflette sul rapporto tra tecnologia e agricoltura del futuro; la prima grande retrospettiva milanese dedicata a Francesco Clemente alla Triennale; il progetto Performing Pac, che celebra i trent'anni dalla ricostruzione del Padiglione d'Arte Contemporanea attraverso il tema del frammento e della memoria.

Cao Fei. Dash. Courtesy l’artista, Vitamin Creative Space, e Sprüth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”Fondazione Prada, Milano, fino al 28 settembre

Per chi si vuole avventurare oltre la linea della circonvallazione milanese, meritano una visita anche “Tabula Plena” di Fosbury Architecture e Claire Fontaine al Palazzo della Ragione di Bergamo, la grande retrospettiva dedicata a Harry Gruyaert da Camera a Torino, e altre mostre che abbiamo inserito in questa lista.

Ecco la selezione di Domus delle mostre da vedere a Milano e dintorni questa estate: un insieme di progetti che racconta come, anche quando la città sembra andare in vacanza, la sua scena artistica continui a essere più viva che mai.

Immagine di apertura: Harry Gruyaert, La spiaggia, dalla serie Rivage ©Harry Gruyaert/Magnum Photos

1. John Coplans e Alessandra Spranzi, settantaventidue, Milano, dal 25 giugno al 10 settembre 2026 Courtesy settantaventidue

Negli spazi di settantaventidue, a Milano, due mostre mettono a confronto ricerche molto diverse ma accomunate da una riflessione sul linguaggio fotografico. Nella Canal Project Room, John Coplans (1920-2003) è protagonista di un percorso che ripercorre la sua produzione più nota, gli autoritratti monumentali in bianco e nero realizzati in età matura, affiancati da una rara selezione di opere Xerox che testimoniano il carattere sperimentale della sua ricerca. Nel secondo spazio, Alessandra Spranzi presenta invece un progetto inedito che riunisce lavori storici e nuove opere, concepite appositamente per lo spazio espositivo. La fotografia e il video diventano strumenti per osservare, ricomporre e reinterpretare immagini, oggetti e memorie, attraverso un processo che mette continuamente in discussione il significato di ciò che appare familiare. Due percorsi distinti che, pur partendo da esperienze e generazioni diverse, riflettono sulle possibilità dell'immagine come strumento di indagine del reale.

2. Siphonophores, Anni Wu Gallery, Milano, fino al 25 luglio Veduta della mostra Siphonophores, Courtesy the artists e Anni Wu

Fino al 25 luglio la galleria Anni Wu ospita "Siphonophores", una doppia personale che propone un focus sulle ricerche di Ludovica Anversa (Milano, 1996) e Manuel Cornelius (Oberhausen, 1991). Il titolo della mostra fa riferimento ai sifonofori, complessi organismi marini formati da una colonia di individui che agiscono come un unico corpo: una metafora scientifica utilizzata per esplorare i concetti di mutamento, identità e interconnessione. Le tele di Ludovica Anversa si concentrano sulla dissolvenza della forma, catturando attraverso strati di pittura, velature e abrasioni l'istante precario che precede la scomparsa dell'immagine. A questi lavori rispondono le sculture di Manuel Cornelius, nate dalla combinazione tra modellazione digitale e l'impiego di elementi di derivazione biologica come l'agar-agar, una gelatina ottenuta dalle alghe marine. La materia organica reagisce spontaneamente all'ambiente, lasciando che le opere continuino a modificarsi nel tempo. Il risultato è un'affascinante riflessione sulla nostra natura di individui non isolati ma connessi al circostante, un invito a pensarsi in continua metamorfosi con l'ambiente.

3. Performing PAC. These Fragments I Have Shored Against My Ruins, PAC, Milano, dal 3 luglio al 13 settembre 2026 Mika Rottemberg Cosmic Generator (Loaded #3), 2017-2018 Installazione video a canale singolo,audio e colore, 26’36”Ed. 6/6 + 1 variante d’artista© Mika Rottenberg Courtesy l’artista e Hauser & Wirth

Frammenti, macerie, collage e assemblaggi sono il filo conduttore della nuova edizione di PERFORMING PAC, il format con cui il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano rilegge alcune mostre che hanno segnato la propria storia. Intitolato “These Fragments I Have Shored Against My Ruins”, il progetto prende spunto dall'esposizione dedicata a Kurt Schwitters nel 2001 per riflettere sul tema della ricostruzione attraverso le opere di sette artisti contemporanei: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg. Collage, accumulo, stratificazione e riuso dei materiali diventano strumenti per interrogare il presente e la memoria del luogo, proprio nell'anno in cui ricorre il trentesimo anniversario della ricostruzione del PAC dopo l'attentato di via Palestro del 1993. Completa il percorso la Project Room “Architettura alla prova. Il PAC di Ignazio Gardella”, dedicata al progetto di ricostruzione dell'edificio attraverso disegni, modelli e materiali d'archivio.

4. Fosbury Architecture e Claire Fontaine – Tabula Plena, GaMEC, Palazzo della Ragione, Bergamo, dal 4 giugno al 18 ottobre 2026 Veduta della mostra GAMeC  Tabula Plena. Foto Nicola Gnesi Studio

Dal 4 giugno al 18 ottobre 2026, la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione a Bergamo ospita "Tabula Plena", mostra site-specific di Fosbury Architecture e Claire Fontaine, promossa dalla GAMeC per il programma "Pedagogia della Speranza". Ispirato al pedagogista Paulo Freire, il progetto trasforma lo spazio in un laboratorio permanente di emancipazione e condivisione critica del sapere. L'allestimento si articola su una piattaforma abitabile disegnata da Fosbury, arricchita da glifi nati dal dialogo con le scuole locali. Su di essa dialogano le sculture luminose a forma di emoji di Claire Fontaine, come critica all'isolamento digitale. Attraverso tre laboratori gratuiti co-progettati con Adelita Husni Bey, Numero Cromatico e l'URPS di Sabrina D'Alessandro, l'esposizione invita a scardinare gli automatismi quotidiani e a farsi produttori attivi di conoscenza.

5. Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento, Gallerie d’Italia, Milano, dal 9 luglio al 18 ottobre 2026 Maestro del 1537 (antichi Paesi Bassi), Folle che guarda attraverso le dita, 1548 circa Olio su tavola, 34,1 x 24,8 cm. Anversa, The Phoebus Foundation @ The Phoebus Foundation

Dal 10 luglio al 18 ottobre 2026, le Gallerie d'Italia a Milano ospitano la mostra “Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento", curata da Chiara Rabbi Bernard in collaborazione con il Bozar di Bruxelles. L'esposizione indaga l’evoluzione e l'interdipendenza di queste due categorie estetiche tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento. Attraverso capolavori di maestri come Botticelli, Michelangelo, Tiziano, Dürer e Cranach, il percorso propone un inedito confronto speculare tra il Rinascimento italiano e quello nord-europeo. Dai canoni matematici della perfezione classica alla mimesi naturalistica della "vera Natura", fino al riscatto artistico del deforme, del mostruoso e della caricatura, la mostra svela come il Cinquecento abbia sdoganato il potere dell'artificio creativo, giungendo a codificare l'affascinante concetto di “bella bruttezza”.

6. Harry Gruyaert. Retrospettiva, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, Torino, dal 18 giugno al 4 ottobre 2026 Harry Gruyaert, La fiamma olimpica, dalla serie TVSHOT © Harry Gruyaert/Magnum Photos

Considerato uno dei pionieri assoluti della fotografia a colori contemporanea, Harry Gruyaert è il protagonista della prima grande retrospettiva italiana ospitata negli spazi di CAMERA a Torino dal 18 giugno al 4 ottobre 2026. Il fotografo belga, storico membro dell’agenzia Magnum Photos, ha scardinato la tradizione del bianco e nero imperante negli anni Settanta e Ottanta, conferendo alla componente cromatica un valore puramente emotivo e percettivo. Ordinato in senso cronologico, il percorso espositivo si sviluppa a partire dalla dirompente serie sperimentale “TV Shots” per arrivare fino alle più recenti produzioni in digitale. Inserendosi nel solco già tracciato da maestri americani come Saul Leiter e William Eggleston, la mostra celebra una ricerca visiva in cui il colore cessa di essere un semplice elemento descrittivo della realtà per trasformarsi in una folgorante esperienza fisica, sensoriale e psicologica.

7. Cao Fei. Dash, Fondazione Prada, Milano, fino al 28 settembre Cao Fei Dash (still), 2026. Courtesy l’artista, Vitamin Creative Space, e Sprüth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

L'artista cinese Cao Fei è protagonista della programmazione estiva della Fondazione Prada di Milano con il progetto multimediale “Dash”, incentrato sul rapporto tra uomo e tecnologia. Attraverso l'uso di fotografia, videoinstallazioni, realtà virtuale, documentari e materiali d'archivio, la mostra offre una panoramica sulla rivoluzione della smart agriculture, frutto di una ricerca di tre anni condotta dall'artista tra la Cina e il Sud-Est asiatico.  Rispetto ai suoi lavori più noti dedicati agli spazi industriali e logistici, questa volta l'attenzione si sposta sull'agricoltura come fondamento della civiltà. Il percorso espositivo fa dialogare l'intelligenza artificiale e i sistemi satellitari con i saperi tradizionali e i riti della terra, affrontando le contraddizioni di un settore oggi colpito da sfide globali come i cambiamenti climatici, la scarsità d'acqua e lo spopolamento delle aree rurali. La mostra alla Fondazione Prada conferma la centralità dell'artista nel panorama contemporaneo, in un periodo che la vede protagonista in contemporanea anche a Basilea, con “Testimonies to the Near Future” al Kunstmuseum Basel.

8. Francesco Clemente. In Between, Triennale Milano, Milano, fino al 6 settembre 2026 Francesco Clemente. In Between, Installation view. Foto di Delfino Sisto Legnani

Dal 29 maggio al 6 settembre 2026, Triennale Milano presenta "Francesco Clemente: In Between", a cura di Francesca Pietropaolo con Robert Storr. Si tratta della prima grande retrospettiva pubblica milanese del maestro della Transavanguardia e del suo ritorno in Italia dopo oltre quindici anni. Attraverso circa settanta opere dagli anni Settanta a oggi, la mostra esplora la dimensione dell’"in-between", quello spazio fluido e intermedio tra mondi, culture e spiritualità differenti. Il percorso celebra il carattere proteiforme della produzione di Clemente, che spazia dall'olio all'affresco e all'acquerello, evidenziando una costante metamorfosi in cui convivono l'oriente e l'occidente, il sensuale e lo spirituale. Tra i capolavori esposti spicca la storica riunione dei tre dipinti del 1982 “My House”, “My Parents”, “My Journey”.

9. Isaac Julien. Museum Dreams, gres art 671, Bergamo, fino al 4 ottobre Isaac Julien, Baltimore, 2003, installation view, Museum Dreams, gres art 671, 2026, ph. Diego De Pol, courtesy the artist and Victoria Miro © Isaac Julien

Considerato tra le figure chiave dell’arte contemporanea, il regista inglese Isaac Julien – nominato Cavaliere del Regno Unito nel 2022 – è il protagonista della grande antologica ospitata da gres art 671 a Bergamo fino al 4 ottobre 2026. Nelle sue opere, Julien intreccia cinema, coreografia e arti visive per esplorare temi centrali come l'identità, la migrazione e la memoria storica. La mostra, curata da Nathan Ladd, ripercorre oltre trent'anni di carriera dell'artista attraverso cinque imponenti installazioni video multischermo, quattro delle quali inedite in Italia, affiancate da sculture, manufatti, fotografie e materiali d’archivio. L'allestimento firmato dallo studio Adjaye Associates trasforma l'ex padiglione industriale in un percorso libero e senza tappe fisse, articolato in ambienti dai forti colori simbolici, permettendo al pubblico di muoversi liberamente, tra lavori emblematici come l'omaggio a Lina Bo Bardi, e più recenti come nel caso di “Once Again...”(2022), un'installazione che interroga con sguardo critico la tradizione dei musei occidentali.

10. Cecilia Vicuña: El glaciar ido, Castello di Rivoli, Rivoli (TO), fino al 20 settembre Cecilia Vicuña, El glaciar ido (2026; veduta dell’allestimento al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli - Torino. Foto: Sebastiano Pellion di Persano © Cecilia Vicuña, by SIAE

Pioniera dell'“Arte Precario” e voce di riferimento del femminismo decoloniale, l'artista, poetessa e attivista cilena Cecilia Vicuña arriva al Castello di Rivoli con "El glaciar ido", la sua prima mostra personale all'interno di un museo italiano. Curata da Marcella Beccaria, l'esposizione si sviluppa negli spazi della Manica Lunga attorno a un monumentale quipu acostado: un'installazione orizzontale fatta di lane grezze sospese, volutamente priva di nodi per simboleggiare la progressiva perdita della nostra memoria collettiva nei confronti della Terra. L'opera evoca in modo diretto la scomparsa dei ghiacciai della vicina Valle di Susa e l'impatto dell'uomo sull'ecosistema, legando a doppio filo l'emergenza ecologica al dramma storico dei desaparecidos della dittatura cilena. Tra video, canti e poesie scritte direttamente sulle pareti, il progetto mostra la capacità unica dell'artista di trasformare materiali fragili in installazioni aeree dal profondo significato politico e sociale.

11. Joseph Albers. Meditation, Villa Panza, Varese, fino al 10 gennaio 2027 Josef Albers, Study to Homage to the Square: Vernal, 1957. Collezione Privata/Private Collection. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI

Dal 9 aprile 2026 al 10 gennaio 2027, le stanze di Villa Panza a Varese ospitano la mostra "Josef Albers: Meditations", un progetto del FAI e della Josef & Anni Albers Foundation. Curata da Nicholas Fox Weber con Gabriella Belli, l'esposizione presenta ventinove opere, tra cui capolavori raramente esposti, appartenenti alle celebri serie Variant/Adobe e Homage to the Square. L'allestimento non segue un ordine cronologico, ma si sviluppa come un itinerario intimo e rarefatto nelle stanze affacciate sul parco. Le opere dialogano magnificamente con lo spirito meditativo della collezione permanente di Giuseppe Panza di Biumo. Dedicata alla memoria di Maria Giuseppina Panza di Biumo, la rassegna invita a un lento "esercizio del vedere", dove le variazioni sul tema dell'artista tedesco diventano pura e profonda indagine sulla percezione del colore.

12. Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche, MAGA, Gallarate, fino al 20 settembre 2026 Vincenzo Agnetti, «Dopo le grandi manovre», 1980, Gallarate, Collezione Museo MA*GA

Al Museo MA*GA, la mostra monografica "Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche" celebra il centenario della nascita di uno dei massimi esponenti dell'Arte Concettuale italiana. Sostenuto da Strategia Fotografia 2025 della DGCC - Ministero della Cultura, il progetto nasce in stretto dialogo con l'Archivio dell'artista e approfondisce il suo peculiare rapporto con il mezzo fotografico. Al centro dell'esposizione vi è l'importante acquisizione della serie "Dopo le Grandi Manovre", un ciclo in cui Agnetti rielabora scatti ottocenteschi giapponesi ritrovati a Gibilterra, sovrapponendovi testi e segni grafici in un acuto gioco ironico e temporale. Tra frammenti narrativi e decontestualizzazioni, la rassegna include anche capolavori iconici come "Il Trono" (con Paolo Scheggi) e il celebre "Libro dimenticato a memoria".

13. Anouk Tschanz. Refugia, Cornovecchio (LO), fino al 4 ottobre 2026 Anouk Tschanz, Refugia, Cornovecchio, Lombardia. Ph Andrea Benedetta Bonaschi. Opera realizzata con il sostegno di Fondazione Elpis nell’ambito di Una Boccata d’Arte 2026

In occasione della settima edizione di Una Boccata d’Arte, il progetto diffuso ideato da Fondazione Elpis, il borgo lodigiano di Cornovecchio ospita "Refugia", intervento site-specific firmato da Anouk Tschanz e curato da Edoardo De Cobelli. Inaugurato il 21 giugno 2026, il progetto esplora il "costone", un antico pendio arginale dell'Adda che sopravvive come stretta riserva di biodiversità tra le distese della pianura Padana. Con uno sguardo scientifico e al contempo concettuale, l'artista svizzera indaga questo microcosmo vegetale e animale utilizzando la fotografia analogica in bianco e nero. Gli scatti macro catturano gli insetti che popolano questa fragile oasi, concepita dall'autrice come un rifugio vitale e un'isola di resistenza biologica immersa nell'era dell’agricoltura industriale.

14. The House that Jack Built, Pirelli HangarBicocca, Milano, fino al 26 luglio 2026 Rirkrit Tiravanija “The House That Jack Built”. Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026. Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto Agostino Osio

Pirelli HangarBicocca rilegge trent'anni di carriera di Rirkrit Tiravanija con “The House That Jack Built”, una grande mostra che mette al centro il legame profondo tra spazio architettonico e relazioni umane. Curata da Lucia Aspesi e Vicente Todolí, la mostra prende il nome da una nota filastrocca inglese per spostare l'attenzione dalla centralità dell'autore alla dimensione collettiva. Nella visione di Tiravanija, l'arte non è mai un oggetto da contemplare da soli, ma un'occasione d’incontro e relazione. Il percorso riunisce un’ampia selezione di lavori, molti dei quali reinterpretano e modificano alcuni celebri progetti che hanno fatto la storia dell'architettura modernista, come la Maison Dom-ino (1914) di Le Corbusier e la Glass House (1949) di Philip Johnson. Abbandonando l'idea di una mostra da osservare tenendosi a distanza dalle opere, il progetto prende vita giorno dopo giorno proprio grazie alle azioni spontanee del pubblico, chiamato ad abitare lo spazio e a creare situazioni di socialità sempre diverse.

15. Enzo Cucchi and Aleksandra Waliszewska, Consonni Radziszewski, Milano, fino al 26 settembre 2026 Veduta della mostra, Courtesy Consonni Radziszewski

La galleria Consonni Radziszewski presenta un inedito e affascinante dialogo tra le opere di Enzo Cucchi e Aleksandra Waliszewska. La mostra mette a confronto due generazioni e due geografie artistiche distanti, ma profondamente unite dal ritorno alla figurazione e dal potere dell'allegoria. Da un lato Enzo Cucchi, figura chiave della Transavanguardia italiana, che dagli anni Settanta scardina il minimalismo con un linguaggio pittorico e scultoreo visionario; dall'altro Aleksandra Waliszewska, artista polacca che attinge al folklore slavo, ai paesaggi industriali e ai miti ancestrali. Attraverso mondi popolati da simboli ed enigmi, l'esposizione esplora la condizione umana e le emozioni primordiali, come la paura e il desiderio.

16. Mario Raciti. Opere 1952 – 2025, Palazzo Reale, Milano, dal 1 luglio al 20 settembre 2026 Mario Raciti, Fonti, 2022 Collezione privata. Foto Riccardo Molino

Nei mesi estivi del 2026, Palazzo Reale dedica un'ampia antologica a Mario Raciti, tra i protagonisti dell'astrazione italiana del secondo Novecento, ripercorrendone oltre sessant'anni di attività. Curata da Luca Pietro Nicoletti, la mostra riunisce circa cento opere provenienti dal Museo del Novecento di Milano, dal Mart di Rovereto e da collezioni private, seguendo l'evoluzione della sua ricerca dagli anni Cinquanta fino ai lavori più recenti. Nato a Milano nel 1934, Raciti abbandonò la professione di avvocato all'inizio degli anni Sessanta per dedicarsi interamente alla pittura, sviluppando un linguaggio post-informale caratterizzato da una costante tensione tra realtà, memoria e dimensione interiore. L'esposizione, inserita nel ciclo "Maestri a Milano", rende omaggio al lungo rapporto tra l'artista e la città, restituendo il percorso di una figura che ha fatto della pittura uno strumento di indagine poetica e di riflessione sul tempo.