Anselm Kiefer ha costruito la sua carriera pittorica su una continua interrogazione della storia europea, e in particolare di quella tedesca e dell’aftermath del nazismo. Dopo la recente mostra al Palazzo Reale di Milano, nella Sala delle Cariatidi – spazio segnato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale – il 29 aprile l’artista tedesco arriva a Valencia con una nuova mostra che ruota attorno a Danaë, una tela monumentale mai vista in Europa.
Kiefer trasforma l’aeroporto simbolo di Berlino in un’opera d’arte monumentale
A Valencia una mostra dedicata ad Anselm Kiefer ruota attorno a Danaë, oltre 13 metri di pittura mai visti prima in Europa, ambientati in uno degli edifici più carichi di storia del Novecento.
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- Alessia Baranello
- 29 aprile 2026
Con i suoi oltre tredici metri di lunghezza, Danaë è una delle tele più note realizzate da Kiefer. Esposta una sola volta in pubblico, a New York nel 2022, l’opera raffigura l’interno dell’aeroporto di Tempelhof, edificio carico di stratificazioni simboliche e storiche.
Costruito tra il 1936 e il 1941 come parte della visione monumentale del regime nazista, l’aeroporto doveva incarnare la grandezza della capitale del Reich e fungere da porta d’accesso simbolica a Berlino. Dopo la guerra, lo stesso spazio è stato teatro di uno degli episodi più emblematici della Guerra Fredda: il ponte aereo del 1948–49 che garantì la sopravvivenza di Berlino Ovest durante il blocco sovietico.
Definito dal guest editor di Domus 2024 Norman Foster “la madre di tutti gli aeroporti”, Tempelhof è un edificio pionieristico per scala e concezione, capace di influenzare la progettazione aeroportuale del dopoguerra. La sua monumentalità e la chiarezza distributiva ne fanno un prototipo dell’infrastruttura moderna, ma anche un simbolo ambiguo, segnato dalla sua origine politica. È proprio questa ambivalenza che Kiefer intercetta, trasformando l’architettura in un teatro della memoria dove il passato non è mai definitivamente risolto.
Sulla tela, una pioggia dorata attraversa lo spazio architettonico ed evoca il mito greco di Danae – fecondata da Zeus sotto forma di pioggia d’oro – costruendo un cortocircuito visivo e concettuale tra classicità e modernità, tra mito e trauma storico, in pieno stile Kiefer.
La mostra Anselm Kiefer, visitabile dal 29 aprile al 25 ottobre 2026, è ospitata nel Palacio de Valeriola, sede del Centro de Arte Hortensia Herrero, e inaugura il programma di esposizioni temporanee del museo. Si sviluppa in sei gallerie, mettendo in dialogo le opere dell’artista con un edificio che è esso stesso una stratificazione di epoche. Il palazzo, di origine barocca ma profondamente trasformato dal recente intervento dello studio Erre, integra spazi espositivi contemporanei con le tracce archeologiche emerse durante il restauro: resti romani, visigoti e islamici che raccontano oltre duemila anni di storia urbana.
Curata da Javier Molins, l’esposizione approfondisce i temi centrali della pratica di Kiefer – paesaggio, mito, letteratura e storia – già presenti nella collezione permanente, trovando nel palazzo un dispositivo quasi naturale: uno spazio in cui le opere, come le architetture, funzionano per accumulo, sedimentazione e riemersione del passato. Esattamente come in Danaë.
Immagine di apertura: Anselm Kiefer, Danaë, 2016-2021
- Anselm Kiefer
- Javier Molins
- Centro de Arte Hortensia Herrero (CAHH), Valencia
- 29 aprile – 25 ottobre 2026