L’apertura della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia si avvicina, e il programma degli eventi collaterali e delle mostre da non perdere al di fuori dei Giardini e dell’Arsenale inizia a prendere forma. Tra i luoghi simbolo della città, il Negozio Olivetti affacciato su piazza San Marco è una tappa fissa per ogni appassionato d’arte e architettura, e quest’anno il capolavoro di Carlo Scarpa accoglie il favoloso mondo metamorfico dell’artista argentino Leandro Erlich.
Le sculture di Leandro Erlich nel Negozio Olivetti di Scarpa, una delle mostre più attese della Biennale 2026
In occasione della 61ª Biennale Arte di Venezia, il Negozio Olivetti di Piazza San Marco accoglie le opere fantastiche e surreali di Leandro Erlich: un progetto espositivo di cui sentiremo parlare parecchio.
View Article details
- Carla Tozzi
- 17 marzo 2026
Dopo la straordinaria mostra di Milano del 2023, sua prima personale in Europa, Erlich torna in Italia con “Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti”, a cura di Marcello Dantas. L’esposizione, realizzata in collaborazione con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e con il supporto di Galleria Continua, presenta dal 9 maggio al 22 novembre 2026 circa venti sculture, alcune delle quali inedite. Il progetto fa parte del programma “Arte all’Arte”, promosso da Associazione Arte Continua, concepito con l’obiettivo di creare nuove connessioni tra arte, architettura e paesaggio, restituendo all’arte un ruolo centrale nella costruzione dello spazio urbano.
Si può dire che questa idea di porre l’attenzione sulla bellezza dello spazio cittadino trovi nel Negozio Olivetti un esempio significativo, perché già presente nelle intenzioni di Adriano Olivetti, quando nel 1957 commissionò a Carlo Scarpa il progetto del negozio, che sì doveva essere un ambiente espositivo destinato alla presentazione e al lancio dei prodotti per ufficio dell’azienda, ma raggiungere anche l’obiettivo di intercettare l’interesse di un pubblico sensibile alla dimensione estetica della tecnologia e del progetto.
Su numero 362 di Domus del gennaio 1960, si scrisse così di quel nuovo progetto di Scarpa: “Il negozio è situato in una rara posizione: ha il fronte di ingresso sulla piazza San Marco, sotto il portico delle Procuratie Vecchie, mentre il fronte laterale dà sulla Corte del Cavalletto: un vano di passaggio, questo, che era oscuro e anonimo, benché frequentatissimo, e che ora il nuovo ambiente ha reso spazialmente vivo, ed ha urbanisticamente innestato alla Piazza. Primo risultato felice di questo intervento. Perché qui Scarpa ha fatto di un negozio un’opera di architettura di altissimo interesse: veneziana nell’essere tutta e solo architettura, e senza quasi distinzione fra interno e esterno; classica nell’essere compiutamente e chiaramente condotta, con unità di disegno”.
È proprio all’interno di questa macchina spaziale raffinata che si inserisce oggi “Hybrids”, il progetto di Leandro Erlich. Le sculture dell’artista argentino dialogano con la rigorosa scrittura architettonica di Scarpa, portando un immaginario fatto di trasformazioni, fantasie e forme in continuo divenire.
Le circa venti sculture in mostra costruiscono un universo popolato da presenze ibride, organismi ambigui che sfuggono a classificazioni immediate. Un cervello si trasforma in lumaca per raccontare l’evoluzione come un processo lento e non lineare in “Caracol – The pace of evolution” (2021); in “Pies Tronco” (2021), da un tronco d’albero spuntano piedi umani calzati, creando un legame tra natura ed esseri umani; si incontra anche una farfalla le cui ali hanno la forma di orecchie, “Papillon” (2021), scultura in bronzo, che suggerisce una riflessione sulla comunicazione come fenomeno biologico prima ancora che tecnologico. Accanto alle sculture, una grande opera tessile e una serie di fotografie ampliano ulteriormente il discorso, spostando l’attenzione sulla superficie, sulla trama e sulle ibridazioni tra spazio, percezione e costruzione della realtà.
Insomma, il percorso espositivo si sviluppa come una sequenza di incontri inattesi, con oggetti familiari che sembrano animarsi, architetture solide che paiono sciogliersi, e organismi naturali che si frammentano in unità quasi digitali. Come sottolinea il testo di Emanuele Coccia, l’arte agisce sull’essenza delle cose mescolando identità diverse e permettendo a ogni forma di abitare l’altra in modo aperto e sensibile. Nel contesto del Negozio Olivetti – con i suoi piani sfalsati, le superfici riflettenti, la calibrata alternanza tra compressione e apertura – queste presenze risuonano della dimensione narrativa già inscritta nel progetto di Scarpa. Il risultato è un ecosistema in continuo aggiustamento, dove ironia e leggerezza convivono con una riflessione più profonda sul modo in cui abitiamo il presente.
Immagine di apertura: Leandro Erlich, The Cloud - Bell , 2024, Inchiostro ceramico digitale stampato su vetro ultra trasparente, custodia in legno e luci LED , 68.8 x 35.8 x 19.6 in. 175 x 91 x 50 cm Foto: Duccio Benvenuti - Art Store Courtesy of Galleria Continua