Archivio Digitale Domus PRO in offerta

Una facciata di terracotta tra i grattacieli di Hong Kong: Neri&Hu trasforma il Mandarin Oriental The Landmark

Lo studio cinese Neri&Hu firma il nuovo involucro di uno degli hotel di lusso più importanti e riconosciuti di Hong Kong, rivestendo il volume esistente con una superficie in terracotta che interrompe la vocazione high-tech del distretto finanziario della città. 

Una massa in terracotta, ondulata e opaca, sembra scorrere come un tessuto tra le superfici riflettenti delle torri di Central, il distretto finanziario di Hong Kong. È il nuovo involucro del Mandarin Oriental The Landmark, uno degli indirizzi più iconici dell'ospitalità di lusso asiatica, secondo hotel del gruppo in città ed erede dello storico Mandarin Oriental, inaugurato nel 1963 e diventato uno dei simboli dell'ospitalità hongkonghese.

Neri&Hu, Mandarin Oriental The Landmark project, 2026. Foto Zhu Runzi. Courtesy Neri&Hu

A firmarlo è lo studio cinese Neri&Hu, fondato a Shanghai da Lyndon Neri e Rossana Hu, che per il restyling della facciata ha scelto di muoversi nella direzione opposta rispetto al linguaggio che ha reso celebre lo skyline dell'isola. Una scelta insolita nel cuore di uno dei paesaggi urbani più riconoscibili del mondo, ma perfettamente coerente con la ricerca che lo studio porta avanti da oltre vent'anni.

Il restyling del Mandarin Oriental The Landmark

Hong Kong ha due Mandarin Oriental. Il primo, inaugurato nel 1963 e allora l'edificio più alto dell'isola, è l'hotel che ha contribuito a costruire l'identità internazionale del marchio. Il secondo, il Mandarin Oriental The Landmark, si trova invece all'interno del complesso Landmark, uno dei principali poli commerciali e direzionali di Central, il quartiere finanziario dove si concentrano sedi bancarie, multinazionali e marchi del lusso.

È questo boutique hotel, inaugurato nel 2005 come interpretazione più contemporanea del gruppo, a essere oggi al centro di un importante piano di riqualificazione di cui fa parte anche il restyling della facciata. Con poco più di cento camere, ristoranti stellati Michelin e una delle spa più premiate della città, il Mandarin Oriental The Landmark è stato completamente ripensato negli interni da Joyce Wang Studio, mentre tutt'intorno Tomorrow's Central, il progetto promosso da Hongkong Land, sta trasformando l'intero complesso Landmark.

Neri&Hu, Mandarin Oriental The Landmark project, 2026. Foto Zhu Runzi. Courtesy Neri&Hu

L'iniziativa rappresenta uno dei più importanti investimenti recenti nel cuore di Central e punta a rinnovare il distretto senza alterarne la funzione. Il piano prevede la progressiva riqualificazione degli edifici che compongono Landmark, con nuovi spazi commerciali, uffici, collegamenti pedonali e aree pubbliche pensati per aggiornare uno dei complessi più importanti del distretto finanziario. In questo contesto, a Neri&Hu è stato affidato il compito di ridefinire l'immagine esterna dell'albergo attraverso una nuova facciata e un nuovo ingresso su Queen's Road Central.

La facciata come “arazzo urbano”

Neri&Hu è oggi uno degli studi asiatici più autorevoli del panorama internazionale, ma è anche una scelta che, osservando l'estetica e la storia del Mandarin, potrebbe sembrare inaspettata. Eppure il loro lavoro si è sempre mosso nella direzione della trasformazione dell'esistente attraverso un uso espressivo della materia.

Lo dimostrano alcuni dei progetti più rappresentativi dello studio: dal Tsingpu Yangzhou Retreat, un boutique hotel ricavato dal recupero di edifici esistenti nei pressi del lago Slender West, a Yangzhou, al Waterhouse at South Bund, a Shanghai, che trasforma un edificio portuale degli anni Trenta lasciando convivere le tracce della struttura originaria con nuovi innesti contemporanei. Più che costruire nuovi oggetti iconici, Neri&Hu lavora spesso facendo convivere memoria e nuovi interventi.

Neri&Hu, Mandarin Oriental The Landmark project, disegni di progetto di Lyndon Neri, 2026. Courtesy Neri&Hu

Gli architetti spiegano di aver immaginato l'edificio come “un corpo da rivestire nuovamente” (“a bodily frame that needed to be re-clothed”), mantenendone la struttura ma trasformandone completamente la percezione.

Il progetto richiama la teoria del rivestimento elaborata da Gottfried Semper nella seconda metà dell’Ottocento, secondo cui uno degli elementi originari dell’architettura – la parete intesa come elemento di delimitazione dello spazio – deriva dalle tecniche tessili dell’intreccio e della tessitura. Per Semper il rivestimento non è un semplice strato decorativo applicato alla struttura, ma una “pelle” capace di esprimere la natura dell’edificio attraverso trame, materiali e modalità di assemblaggio, come accade in un tessuto tra trama e ordito.

Gli architetti spiegano di aver immaginato l'edificio come un corpo da rivestire nuovamente, mantenendone la struttura ma trasformandone completamente la percezione.

Da questa idea nasce quello che Neri&Hu definisce un “urban tapestry”: un arazzo urbano composto da elementi in terracotta realizzati su misura, disposti secondo un motivo sfalsato che richiama l'intreccio di un tessuto. Ogni fila è sostenuta da mensole in bronzo brunito e intervallata da inserti in vetro che, illuminandosi di notte, aggiungono profondità all'intera facciata.

Riportare la tradizione nello skyline di Hong Kong

Oltre al restyling di uno degli edifici più fotografati di Central, il risultato è un cambio di linguaggio che potrebbe aprire una riflessione più ampia sull'architettura di Hong Kong che, per decenni, si è costruita su curtain wall vetrate, geometrie cristalline e superfici high-tech. Basta pensare alla Bank of China Tower di I. M. Pei o all'Hsbc Headquarters di Foster + Partners.

Neri&Hu, Mandarin Oriental The Landmark project, 2026. Foto Zhu Runzi. Courtesy Neri&Hu

La nuova facciata del Mandarin Oriental The Landmark sceglie invece la terracotta non come citazione nostalgica del passato, ma come reinterpretazione contemporanea di una tradizione costruttiva locale che comprende l’uso di rivestimenti ceramici, piastrelle e lavorazioni metalliche. Non a caso, lo stesso studio descrive il progetto come un omaggio alle ricche tradizioni cittadine

Ultimi articoli di Architettura

Altri articoli di Domus

China Germany India Mexico, Central America and Caribbean Sri Lanka Korea icon-camera close icon-comments icon-down-sm icon-download icon-facebook icon-heart icon-heart icon-next-sm icon-next icon-pinterest icon-play icon-plus icon-prev-sm icon-prev Search icon-twitter icon-views icon-instagram