Il nuovo ospedale di Malpensa firmato Zha e raccontato a Domus dal director Paolo Zilli, il polo chirurgico del San Raffaele progettato da Mario Cucinella Architects come un “iceberg”, l’ospedale “olistico” di Cremona, ancora su progetto di Cucinella. Negli ultimi anni il Nord Italia, e in particolare la Lombardia, si sta popolando di una nuova generazione di ospedali d’autore: infrastrutture sanitarie che provano a essere qualcosa di più di un “semplice” polo medico.
Un altro ospedale d’autore nel Nord Italia: a Brescia lo firmano Park e Carlo Ratti
Il nuovo Main and Children’s Hospital di Brescia si aggiunge agli ospedali che stanno ridisegnando la sanità: non solo macchine della cura, ma campus civici, paesaggi abitabili e architetture simboliche della città contemporanea.
Courtesy Park Associati e Carlo Ratti Associati
Courtesy Park Associati e Carlo Ratti Associati
Courtesy Park Associati e Carlo Ratti Associati
Courtesy Park Associati e Carlo Ratti Associati
Courtesy Park Associati e Carlo Ratti Associati
Courtesy Park Associati e Carlo Ratti Associati
Courtesy Park Associati e Carlo Ratti Associati
Courtesy Park Associati e Carlo Ratti Associati
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- Alessia Baranello
- 06 luglio 2026
Come aeroporti, stazioni e musei, anche gli ospedali stanno diventando luoghi in cui le città investono non solo in servizi, ma in immagine, qualità dello spazio pubblico e nuove forme di esperienza collettiva. Edifici tecnici per definizione, ma sempre più spesso affidati a grandi studi internazionali, chiamati a trasformare la cura in un tema architettonico, urbano e paesaggistico.
Non realizziamo soltanto nuovi edifici, ma investiamo in un modello di cura capace di integrare assistenza, ricerca, formazione universitaria e innovazione tecnologica.
Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia
L’ultimo ad aggiungersi a questa lista è il Main and Children’s Hospital di Brescia, il nuovo campus ospedaliero progettato dal team guidato da Park Associati e Carlo Ratti Associati, vincitore del concorso internazionale promosso da Regione Lombardia e Asst Spedali Civili. Il progetto, svelato sui canali ufficiali degli studi, immagina l’ospedale come un’infrastruttura civica aperta, dove cura, ricerca, paesaggio e spazio pubblico diventano parte di un unico ecosistema. I lavori prenderanno il via nel 2028 e l’investimento previsto ammonta a 274 milioni di euro, con ulteriori risorse attese da Regione Lombardia.
I dettagli del nuovo Main and Children’s Hospital di Brescia
Attorno ai due studi si è raccolto un gruppo multidisciplinare che comprende alcune delle realtà più interessanti del panorama italiano e milanese: Politecnica Building for Humans, Openfabric per il progetto del paesaggio, Dotdotdot per l’esperienza digitale e il wayfinding, Studio Mattioli per la consulenza geologica e ambientale ed Eckersley O’Callaghan per l’ingegneria delle facciate. A guidare l’intero intervento è il principio di One Health, un approccio che considera la salute umana, quella ambientale e quella delle comunità come dimensioni profondamente interconnesse.
Come è accaduto anche nel più recente masterplan per il restyling della Stazione Centrale di Milano firmato Park, il nuovo assetto del campus di Brescia si propone di raccogliere l’eredità del complesso storico degli Spedali Civili, reinterpretando l’impianto progettato dall’ingegnere Angelo Bordoni all’inizio del Novecento. Il nucleo esagonale e la geometria radiale dell’edificio originario vengono così riutilizzati come struttura ordinatrice dei nuovi interventi.
I padiglioni storici verranno preservati e rifunzionalizzati per ospitare attività universitarie e di ricerca, rafforzando il legame con la Facoltà di Medicina e consolidando il carattere universitario del complesso, mentre le nuove funzioni cliniche saranno concentrate in un sistema di edifici contemporanei inseriti all’interno del campus: oltre 745 posti letto distribuiti su circa 60.500 metri quadrati.
l cuore del progetto è il nuovo Main Hospital, un edificio composto da tre corpi interconnessi che riprendono la storica geometria radiale degli Spedali Civili aprendosi verso la città. I tre bracci convergono in una grande lobby completamente vetrata che attraversa il piano terra e si affaccia su una nuova piazza pubblica, pensata non soltanto come spazio di accesso ma come luogo di incontro e orientamento per pazienti, visitatori e cittadini.
Alle estremità dei tre corpi trovano posto grandi serre e spazi condivisi aperti alla luce naturale e al paesaggio, mentre l’intero complesso è progettato per garantire un costante rapporto con il verde e con il profilo delle Prealpi bresciane. Qui i principi dell’healing architecture si traducono in camere progettate come spazi di decompressione, dove la vista verso l’esterno diventa parte integrante dell’esperienza di cura, ambienti illuminati naturalmente e percorsi pensati per ridurre lo stress e migliorare il benessere di pazienti e operatori sanitari.
La Lombardia sembra starsi trasformando in un laboratorio per una nuova generazione di architetture della cura: ospedali più permeabili, verdi e flessibili.
Accanto al Main Hospital sorgerà il Children’s Hospital, concepito come un edificio autonomo formato da tre volumi cilindrici sovrapposti di altezze differenti. La loro disposizione genera una sequenza di terrazze, corti e giardini terapeutici che portano la natura a directo contatto con i reparti pediatrici, mentre un grande atrio centrale a tutta altezza ospiterà aree gioco, spazi di incontro e servizi dedicati alle famiglie.
A tenere insieme l’intero intervento è infine il CareRing, un anello lungo oltre un chilometro che connette edifici, paesaggio e infrastrutture. Nel sottosuolo raccoglie i flussi logistici e tecnici del complesso, mentre in superficie si trasforma in un sistema continuo di piazze, percorsi e giardini che ricuce il rapporto tra il campus ospedaliero e la città di Brescia.
Una nuova generazione di architetture della cura in Lombardia
“Non realizziamo soltanto nuovi edifici, ma investiamo in un modello di cura capace di integrare assistenza, ricerca, formazione universitaria e innovazione tecnologica, mettendo al centro la persona e il benessere complessivo della comunità”, ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana presentando il nuovo ospedale al Teatro Grande di Brescia. Una frase che potrebbe valere anche per gli altri grandi interventi sanitari che stanno prendendo forma in Lombardia.
Dal nuovo ospedale di Malpensa firmato Zha al polo sanitario di Cremona, la regione sembra infatti starsi trasformando in un laboratorio per una nuova generazione di architetture della cura: ospedali più permeabili, verdi e flessibili, concepiti come parti integranti del tessuto urbano e del benessere di tutti i cittadini.