Sulla riva orientale del lago di Garda, in un paesaggio punteggiato da olivi, cipressi e oleandri, lo studio Depaolidefranceschibaldan architetti (ddba) ha realizzato un intervento di ristrutturazione e ampliamento di una villa degli anni Sessanta che si integra nel paesaggio attraverso un gioco di contrasti tra materialità e dissolvenze. L’architettura riprende le tessiture ruvide e le cromie calde del contesto locale, ma al contempo le smaterializza grazie all’uso di pareti vetrate, schermi visivi e trasparenze che sfumano i confini percettivi e spaziali, creando una vivace dialettica tra pieni e vuoti, tra interno ed esterno, tra gravità e leggerezza.
Questa villa degli anni ‘60 ristrutturata da Ddba si affaccia sul lago di Garda
Per interpretare un’eredità architettonica moderna, questo progetto di restauro e ampliamento sceglie di riprendere le tessiture materiche e le cromie del contesto e di dissolverle al contempo in un gioco di trasparenze e visuali sfumate.
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- Chiara Testoni
- 15 gennaio 2026
- Bardolino, Italia
- Depaolidefranceschibaldan architetti (ddba)
- 700 mq
- residenza
- 2024
Le tessiture e le cromie del contesto si smaterializzano nelle pareti vetrate, negli schermi visivi e nelle trasparenze, creando una vivace dialettica tra pieni e vuoti, tra interno ed esterno, tra gravità e leggerezza.
Il complesso nasce da un’aggregazione di volumi essenziali su due livelli, che si adagiano sull’orografia del terreno incastonandosi nel declivio: un corpo principale, “proiettato” verso il lago, che ospita gli spazi comuni, un secondo volume parallelepipedo, arretrato, che ospita gli ambienti privati e un terzo contro terra, in ampliamento, che racchiude il cortile di ingresso. In copertura, il solarium e la piscina offrono una vista spettacolare sul lago e sulle montagne.
Il dualismo tra accenti materici ed evanescenze esalta il carattere composito dell’edificio.
All’esterno, il rivestimento in pietra di Lessinia rosata, posato a fasce orizzontali con finitura a spacco sui fronti laterali e nel basamento, richiama le stratificazioni della roccia collinare radicando vigorosamente la costruzione nelle cromie e nelle matericità del luogo.
Verso il lago, la consistenza massiva della costruzione si dissolve invece nell’involucro del volume principale, dove ampie vetrate si aprono su una loggia perimetrale, schermata sul filo esterno da pannelli frangisole mobili in metallo: una quinta a protezione dell’intimità domestica che, a seconda delle necessità, progressivamente si schiude al paesaggio, creando un alone diafano attorno all’abitazione e garantendo un controllo dell’irraggiamento e dell’introspezione.
All’interno, la dialettica materica prosegue nei rivestimenti in pietra dai toni morbidi che avvolgono le pareti e accendono di calore domestico gli ambienti con finiture e pavimenti in legno a vista, mentre la luce che filtra dalle vetrate si riverbera sui tendaggi candidi e sugli arredi essenziali, conferendo un carattere radioso e pacificante alla composizione.
Foto Marco Cappelletti
Foto Marco Cappelletti
Foto Marco Cappelletti
Foto Marco Cappelletti
Foto Marco Cappelletti
Foto Marco Cappelletti
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Foto Marco Cappelletti
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