Porto. La prima mostra alla Casa da Arquitectura è sul potere

Quali sono i poteri che influenzano l’architettura? “Poder arquitectura” è l’esibizione che risponde (anche) a questa domanda.

La Casa da Arquitectura (CA), centro portoghese per l’architettura, prima organizzazione senza fini di lucro dedicata esclusivamente all’architettura e destinata alla conservazione di archivi e all’allestimento di mostre, è stata inaugurata la settimana scorsa a Oporto, nella sede della Real Companhia Vinícola di Matosinhos. Il progetto di ristrutturazione, che riguardava un intero isolato dismesso da ottant’anni, è stato realizzato dall’architetto Guilherme Machado Vaz, che ha deciso di suddividere le funzioni in tre edifici. Con la collaborazione dell’architetto Nuno Sampaio, direttore operativo e curatore generale, la Casa da Arquitectura vuole privilegiare lo spirito della ricerca disciplinare e contemporaneamente mettere in pratica una strategia che mantenga l’accessibilità generale alla collezione, in senso fisico e digitale.

Fig.1 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017
Fig.2 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017
Fig.3 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017
Fig.4 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017
Fig.5 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017
Fig.6 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017
Fig.7 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017

Nella città costiera di Matosinhos – in cui il vincitore del premio Pritzker Álvaro Siza ha realizzato due fondamentali progetti: la piscina di Leça e la casa da tè Boa Nova – sorgono anche altre fondamentali opere di grandi architetti. Per gli appassionati della Scuola di Oporto è una tappa obbligata. La CA, oggi inserita nel circuito europeo dell’architettura, merita una visita. Promuove una serie di iniziative culturali e sociali che vogliono suscitare l’interesse del grande pubblico per l’architettura, grazie a iniziative come mostre, visite guidate, convegni, film, concerti, presentazioni di libri e attività dedicate ai bambini. Secondo gli organizzatori i tre giorni dell’inaugurazione hanno totalizzato oltre 12.000 visitatori: un numero impressionante di persone, attirate da un programma fitto e interessante. La Casa è potenzialmente uno dei nuovi poli di riferimento della creatività, in grado di rigenerare i contenuti disciplinari, di aprire i suoi archivi e di offrire la disponibilità dei suoi spazi espositivi alla diffusione dell’architettura portoghese, brasiliana e, senza dubbio, mondiale.

Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, esterni, Porto, 2017

Lo spazio possiede già oltre 500 modelli e le collezioni di parecchi architetti, tra cui Paulo Mendes da Rocha, Álvaro Siza Vieira ed Eduardo Souto de Moura. La più recente acquisizione dell’archivio è la collezione dei progetti delle 82 stazioni della metropolitana di Oporto. La mostra inaugurale, intitolata “Poder Arquitectura”, invita alla riflessione sul rapporto tra architettura e società. La proposta del curatore consiste nella presentazione di una serie trasversale e articolata di “poteri” e discute dei rapporti e delle tensioni che proprio questi poteri esercitano su di noi e sulle opere dell’architettura nelle varie aree in cui essa si inserisce. I curatori Jorge Carvalho, Pedro Bandeira and Ricardo Carvalho hanno suddiviso la mostra in otto sezioni: Collettivo, Economico, Rituale, Tecnologico, Mediatico, Culturale, Domestico e Contropotere. I temi vengono rappresentati da una selezione di progetti nazionali e internazionali, tra cui quelli di Aires Mateus, Álvaro Siza, Vylder Vinck Taillieu, Assemble, BIG, Eduardo Souto de Moura, Herzog & de Meuron, Inês Lobo, Carrilho da Graça, Johnston Marklee + Nuno Brandão Costa + Office, KGDVS, Lacaton & Vassal, Marina Tabassum, OMA, Paulo Mendes da Rocha, Peter Soderman, Vijitha Basnayaka, Sporaarchitects.

Fig.8 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017

La mostra, che comprende disegni, modelli, fotografie, video, si distribuisce negli 800 metri quadrati dello spazio espositivo. Una griglia metallica delimita lo spazio e fa da supporto, invitando i visitatori a osservare le proposte in modo astratto e a riflettere sugli “otto poteri”. In una prospettiva ampia e dinamica il visitatore può, senza un percorso prefissato, ottenere informazioni sul panorama della produzione architettonica mondiale degli ultimi vent’anni. Un altro elemento d’interesse è costituito dalla “cartografia del Potere Architettura”, grande installazione con una struttura sospesa costituita da un poliedro di 36 prismi piramidali capovolti di varie dimensioni e colori, che rappresenta la visualizzazione dei dati di ciascun progetto riportati  ai temi scelti dall’architetto Bruno Figueiredo.

Fig.9 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017

Del programma fanno parte varie iniziative collaterali, tra cui un’altra mostra intitolata “Desplazamientos, Deslocamentos, Displacements”, che presenta i 26 progetti premiati alla X Biennale d’Architettura e Urbanistica ibero-americana inaugurata nel 2016 a San Paolo del Brasile. I convegni del ciclo “Please Share! Act 3 – Influence” hanno messo in luce due aree di influenza dell’architettura contemporanea grazie ai contributi culturali messi a punto da Roberto Cremascoli, che è partito dall’intento di ridiscutere il ruolo dell’architetto e dell’architettura come strumento per affrontare i problemi sociali di condivisione e di occupazione della città. I convegni Please Share! comprendono una serie di iniziative articolate in quattro fasi che si sono svolte prima dell’inaugurazione della Casa da Arquitectura.

Fig.10 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017

Il convegno dedicato all’attività curatoriale ha cercato di ampliare la conoscenza del ruolo dell’architettura e delle potenzialità degli architetti, con interventi di Joseph Grima (condirettore artistico della prima Biennale di Chicago), Pippo Ciorra (Fondazione MAXXI) e Guilherme Wisnik (collezione brasiliana della Casa da Arquitectura), in un incontro condotto da João Rodeia. Il convegno sull’editoria ha visto gli interventi di Nicola di Battista (Domus), Matteo Ghidoni (San Rocco), Fernando Serapião (Monolito), André Tavares (della casa editrice Dafne), Pedro Baía (della casa editrice e galleria Circo de Ideias), con la conduzione di Nuno Grande.

Fig.11 Guilherme Machado Vaz, Casa da Arquitectura, Porto, 2017

Nel fine settimana dell’inaugurazione il centro portoghese per l’architettura ha organizzato anche una serie di dibattiti, presentazioni di libri, laboratori e la proiezione del documentario Tudo é Projeto, vincitore di premi, sulla vita e l’opera di Paulo Mendes da Rocha, seguito da una conversazione con le ideatrici e registe Patricia Rubano e Joana Mendes da Rocha. La Casa da Arquitectura può facilmente essere vista come una nuova prospettiva all’interno e al di fuori dei confini disciplinari, e, grazie a una programmazione varia e promettente, come un’occasione di promuovere la cultura dell’architettura e di diventare un fattore di cambiamento della realtà sociale.

  • Casa da Arquitectura
  • Avenida Menéres 456, Matosinhos, Porto