At the end of the Arsenale, Piet Oudolf’s Giardino delle
Vergini offers a fresh view of the shipyard buildings and
naval depots, peeking through the thick vegetation.
“Subtle, impressionistic yet carefully orchestrated”,
according to the Jury which has given him a special
mention. The Dutch landscape architect, founder of the
New Perennial movement , has created a large new garden
in the centre of the unkempt vegetation (left intact),
choosing late-flowering plants and carefully composing
leaves, flowers and stems. It is an invitation to stop and
rest as well as a successful transposition of the Biennale
theme into the landscape. ES
In fondo agli
spazi dell’Arsenale, il Giardino delle Vergini di
Piet Oudolf offre uno scorcio inedito sugli edifici dei
cantieri navali e dei magazzini marittimi che fanno
capolino, in parte nascosti, dalla folta vegetazione.
“Delicato e impressionistico nella sua accurata
orchestrazione”, secondo la giuria che gli ha conferito una
menzione d’onore, il paesaggista olandese, fondatore del
movimento New Perennial, ha creato al centro della
vegetazione selvatica (che ha lasciato intatta) un nuovo
ampio giardino, scegliendo piante dalla fioritura tarda e
accostando con grande cura foglie, fiori e steli. È un invito
alla sosta oltre che una riuscita traduzione in termini
paesaggistici del tema della Biennale. ES
Giardino delle Vergini, Piet Oudolf / Arsenale
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- Elena Sommariva
- 29 August 2010